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  • Feltre (BL) – sabato 26 gennaio 2013, ore 11:00

    Presentazione della mostra storico documentaria “Vite sospese”

    Nel quadro delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, sabato 26 gennaio, alle ore 10.00, presso l’Istituto Canossiano di Feltre verrà presentata la mostra storico documentaria “Vite sospese. Storie di famiglie ebree internate in provincia di Belluno” realizzata da Agostino Amantia ed Enrico Bacchetti (rispettivamente direttore e docente comandato dell’Isbrec) e promossa da ANPI – Comitato provinciale di Belluno e Isbrec. La presentazione, aperta alle scuole e alla cittadinanza, sarà fatta da Paolo Tagini ed Enrico Bacchetti. Una copia della mostra sarà esposta a Feltre tra il 26 gennaio e il 3 febbraio presso la galleria Via Claudia Augusta a Feltre.Durante la seconda guerra mondiale, tra la fine del 1941 e il febbraio del 1944, circa duecento ebrei stranieri furono internati in alcuni comuni della nostra provincia. Si tratta di un capitolo ancora poco noto e poco studiato della storia del nostro territorio che viene ora posto al centro della suddetta mostra. Attraverso i 25 pannelli che la compongono sarà possibile innanzi tutto ripercorrere le tappe che portarono lo Stato italiano, e in particolare il Ministero degli Interni, a progettare e realizzare una complessa macchina volta a garantire l’internamento di migliaia di ebrei stranieri di cui la nostra nazione si trovò a gestire il destino. Ciò si realizzò sia attraverso l’allestimento di specifici campi in tutta la penisola sia attraverso l’internamento libero in molti comuni italiani.Per quanto riguarda la provincia di Belluno, una quindicina di comuni furono interessati da questo percorso di internamento libero, da Quero a Feltre, da Mel a Agordo, da Cencenighe a Domegge di Cadore ecc. In questi luoghi gli ebrei stranieri (in massima parte entrati in Italia attraverso la Slovenia, in quegli anni di guerra sotto il controllo italiano, ma provenienti da diverse nazioni dell’Europa centro orientale come Polonia, Austria, Ungheria, Croazia) furono costretti a soggiornare per lunghi periodi, venendo sottoposti ad un rigido controllo esercitato in prima battuta dai podestà, ma, ad un livello superiore, dalla prefettura e, soprattutto, dal Ministero degli Interni. È proprio alla vicende di alcuni di questi ebrei che si sofferma la seconda parte della mostra che, attraverso testi e documenti, ricostruisce i percorsi di un certo numero di famiglie internate tra Agordo, Mel, Longarone, Sedico e Quero mettendo in risalto alcune situazioni particolari, dalla nascita di un bimbo, al fidanzamento di due internati, al ruolo attivo di chi, pur in un ambiente straniero e formalmente ostile, non perse l’occasione di rendersi utile. Il percorso, necessariamente selettivo ma che offre comunque un ampio panorama del fenomeno dell’internamento nella nostra provincia, presenta materiale documentario inedito e sconosciuto, raccolto e selezionato nel corso di ricerche sistematiche fatte tanto negli archivi di alcuni dei comuni interessati, quanto presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, ricerche che hanno consentito di individuare migliaia di documenti ora conservati in formato digitale presso l’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea. In sostanza, dunque, la mostra e la ricerca che ne ha consentito la realizzazione si offrono come punto di partenza per ulteriori approfondimenti e analisi storiche che potranno in futuro rendere più completo il quadro.

     

    Tipologia: Eventi e News. Giorno della memoria. Mostra.

    Notizia inserita da:
    Istituto storico bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea

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