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  • Milano – venerdì 13 giugno 2014, ore 09:00

    Il tempo della storia e il tempo della pietà

    La difficile riconciliazione tra storia, memoria e giustizia; e tra istituzioni e vittime

    Seminario organizzato dall’Associazione «Le radici della Pace – I Quindici»
    Con la collaborazione – tra gli altri – dell’INSMLI.

    Venerdì 13 giugno, ore 9.00
    Milano, Palazzo Marino, Sala degli Alessi

    Si prega gentilmente di confermare la propria presenza entro l’11 giugno, con  una e-mail all’indirizzo sergio.fogagnolo@tiscali.it.

    L’iniziativa intende ricordare la strage del 10 agosto 1944 – di cui quest’anno ricorre il 70° anniversario – e al contempo far riflettere sulla terribile valenza di quell’evento e sulle conseguenze che ne derivarono, nella consapevolezza che la conoscenza dei fatti storici del nostro Paese sia condizione necessaria, anche se non sufficiente, per formare cittadini consapevoli e dare loro le basi identitarie della cittadinanza.

    La strage di Piazzale Loreto, 10/8/1944 (da www.ultimelettere.it)
    La mattina dell’8 agosto 1944 un camion tedesco esplode nel tratto settentrionale di Viale Abruzzi a causa di una bomba, provocando il ferimento dell’autista e la morte di alcuni passanti di nazionalità italiana. Nonostante il bando Kesselring preveda rappresaglie solo per vittime tedesche, Theodor Emil Saevecke, capitano delle SS e comandante della SIPO-SD (polizia di sicurezza) in Lombardia decide di applicare comunque il provvedimento. Alle ore 6 del 10 agosto 1944 15 prigionieri (Gian Antonio Bravin, Giulio Casiraghi, Renzo del Riccio, Andrea Esposito, Domenico Fiorani, Umberto Fogagnolo, Tullio Galimberti, Vittorio Gasparini, Emidio Mastrodomenico, Salvatore Principato, Angelo Poletti, Andrea Ragni, Eraldo Soncini, Libero Temolo e Vitale Vertemati) vengono condotti in piazzale Loreto, vicino al luogo dell’attentato, per essere fucilati. Due di loro (Soncini e Temolo) tentano una disperata fuga, lanciandosi di corsa in direzioni opposte, ma entrambi non hanno fortuna e vengono uccisi. Gli altri, dopo esser stati fatti scendere dal camion, vengono fucilati da un plotone composto da militi della GNR e della Legione Ettore Muti. Terminata l’esecuzione, i corpi vengono lasciati sul posto per 24 ore, esposti al pubblico come monito e sotto stretta sorveglianza per impedire che chiunque, familiari compresi, possa avvicinarsi.

    Tipologia: Educazione alla cittadinanza. Eventi e News. Formazione. Istituti associati. Seminario.

    Notizia inserita da:
    Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia “Ferruccio Parri” Milano

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