Gli italiani nel Dodecaneso

Gli italiani nel Dodecaneso

16-31 maggio, Torino – Biblioteca del Polo del ‘900

Le isole del sole. Guerra, resistenza e amori degli italiani nel Dodecaneso

Mostra fotografica a cura di Andrea Villa e Pieranna Scagliotti

Nella primavera del 1912 un corpo di spedizione italiano occupò l’arcipelago del Dodecaneso che negli anni Venti Mussolini trasformò di fatto in una colonia. Negli anni Trenta il regime realizzò basi militari a Rodi, Kos e Leros, che nel corso del secondo conflitto mondiale divennero importanti centri strategici nel Mediterraneo orientale. Dopo l’8 settembre 1943 migliaia di militari italiani scelsero di lottare contro i nazifascisti, a fianco degli angloamericani, andando incontro a cruente battaglie e, in molti casi, alla deportazione. La mostra contribuisce a far luce su questa storia dimenticata attraverso fotografie provenienti da archivi privati e pubblici.

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Nota: immagine in evidenza conservata nell’archivio di Andrea Villa

Nella primavera del 1912 un corpo di spedizione italiano, nell’ambito della guerra di Libia, occupò le dodici isole delle Sporadi meridionali, oggi note come arcipelago del Dodecaneso.

In seguito Benito Mussolini decise di ribattezzare l’arcipelago con l’altisonante nome di Possedimento Italiano dell’Egeo, trasformandolo di fatto in una colonia. La cosiddetta “colonia bianca”, ovvero l’unica colonia creata in territorio europeo. Il Duce riteneva che quelle isole pietrose, abitate in prevalenza da pastori, avrebbero potuto diventare il trampolino di lancio dell’imperialismo italiano verso i Balcani, l’Anatolia e il Medio Oriente. Dopo il 1936 le isole principali vennero militarizzate tramite la costruzione di aeroporti a Rodi e Kos e di una base navale a Leros, diventando così, nel corso del secondo conflitto mondiale, importanti centri strategici nel Mediterraneo orientale.

La caduta del regime fascista e l’armistizio dell’8 settembre 1943 colsero di sorpresa migliaia di italiani, sia civili sia militari, residenti nel Possedimento. Buona parte scelse, nonostante la scarsità di mezzi, di lottare contro i nazisti fino alla sconfitta e alla deportazione nei lager in Germania o in Polonia. Dopo la caduta in mano tedesca di Rodi e di Kos (isola in cui i nazisti giustiziarono per rappresaglia un centinaio di ufficiali italiani), la guarnigione della base navale di Leros, rinforzata da un contingente di truppe inglesi, resistette per 52 giorni ai bombardamenti aerei nemici. Si tratta dell’episodio di resistenza più lungo nella storia delle nostre forze armate, ai cui protagonisti è stato conferito il numero più alto di onorificenze e medaglie. Eppure questa storia è stata dimenticata, così come è stata dimenticata la deportazione via mare di migliaia di prigionieri italiani al porto ateniese del Pireo su vecchi mercantili.

La mostra intende riportare alla luce queste vicende (ricostruite da Andrea Villa nel volume Nelle isole del sole. Gli italiani nel Dodecaneso dall’occupazione al rimpatrio (1912-1947), Seb.27, Torino 2016) grazie a fotografie trovate con un approfondito lavoro di ricerca storiografica e iconografica in archivi privati e pubblici in Grecia, Inghilterra e Italia.

Gli scatti, di cui elaborazione e restauro digitale sono a cura di Pieranna Scagliotti, testimoniano momenti di vita quotidiana, episodi di guerra e di resistenza, ma anche amori capaci di superare le atrocità del conflitto. I luoghi ritratti oggi sono frequentati da turisti che in gran parte non conoscono le ferite del Novecento, dalle quali è sorto il desiderio di un’Europa unita e pacificata.

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