Pubblicazioni sui luoghi di memoria

L’internata numero 6

di Maria Eisenstein

Maria Eisenstein

I diari del tempo di guerra solitamente sono noiosi, opera di soldati che rievocano con tono pomposo operazioni militari, marce, arretramenti del fronte. Piuttosto raro leggere memorie dovute ad una mano femminile, una donna giovane, bella e intelligente. Autrice di un testo le cui pagine descrivono un luogo che appare inverosimile, come prima impressione: decine di donne, giovani e anziane, vivaci o depresse, costrette a convivere in un edificio dotato di un solo bagno. Devono ottenere un permesso se vogliono fare una passeggiata nella cittadina noiosa dove sono internate. Molte di loro provengono da grandi città europee, come la stessa autrice e protagonista del racconto, Maria Eisenstein, cresciuta a Vienna, abituata a frequentare concerti e mostre. Sono donne colte, istruite, parlano diverse lingue, sono abituate a muoversi liberamente. Ma si trovano internate a Lanciano, in Abruzzo, in quanto ebree straniere presenti sul territorio italiano al momento dell’entrata in guerra, il 10 giugno 1940. L’internata numero 6 è proprio lei, che riporta i nomi delle sue amiche di internamento, anche i nomi delle altre compagne che non sopporta, perché sono impiccione, invadenti, o semplicemente perché non le piacciono. Maria non teme di apparire frivole e superficiale, scrive con estrema libertà che le pesa l’internamento perché non ci sono uomini, in quel posto assurdo. Un libro straordinario per vivacità e linguaggio, scritto nel 1944, quando l’autrice, tornata libera in modo avventuroso, si muove tra Bari, Napoli, Roma, nell’Italia liberata. Maria conosce giornalisti, scrittori, artisti, tutti impegnati in progetti culturali, a volte ambiziosi per i tempi ancora grami e tristi, animati e sostenuti dall’entusiasmo per la riconquistata libertà. Da notare che L’internata numero 6 viene pubblicato a Roma, nell’ottobre 1944, uno dei primi frutti della ritrovata libertà di stampa. Il volume riemerge dall’oblio grazie a Spartaco Capogreco, che ha seguito per anni le sue tracce e si è adoperato per ripubblicarlo. Capogreco insegna Storia contemporanea all’università della Calabria, il suo saggio introduttivo conduce il lettore nei luoghi dell’autrice, lo guida a esplorare questo mondo poco noto dei campi di internamento fascisti.

(recensione di Mario De Filippis)


Alle spalle della Linea gotica
Storie di luoghi, musei di guerra e resistenza in Emilia Romagna

di Claudio Silingardi

ALLE SPALLE DELLA LINEA GOTICA - Storie di luoghi, musei di guerra e resistenza in Emilia Romagna

Un itinerario storico e museale attraverso tutta l’Emilia Romagna per riscoprire i luoghi della Resistenza e della memoria collettiva. Quindici storie di guerra e Resistenza, ventisette musei e luoghi di memoria, quindici itinerari storici, diciassette istituti, fondazioni, enti.


Torino 38/45 – Una guida per la Memoria

Torino, Blu Edizioni, 2010

La città come “teatro della storia”: questo il criterio alla base della scelta di raccontare in una guida gli eventi storici svoltisi a Torino tra il 1938 e il 1945 – dall’emanazione delle leggi razziali alla fine della guerra – e di documentare fotograficamente i luoghi, accostandoli, quando possibile, alle immagini di quegli anni. Le mappe che la corredano assolvono la funzione di presentare la collocazione topografica degli avvenimenti raggruppati secondo filoni tematici (La città delle leggi razziali, della guerra, della resistenza, della deportazione, della liberazione).


I luoghi della libertà. Itinerari della guerra e della Resistenza in provincia di Venezia

Venezia, gennaio 2009

Guida esito di un importante progetto triennale realizzato dall’Iveser in collaborazione con la Provincia di Venezia


I sentieri della libertà. Piemonte e Alpi occidentali 1938-1945
La guerra, la Resistenza, la persecuzione razziale

a cura di Livio Berardo
Touring Club Italiano, 2007

Oltre 100 luoghi tra montagne delle Alpi e valli del Piemonte, della Valle d’Aosta, della Liguria, del Canton Ticino, della Francia raccontano un periodo straordinariamente intenso e drammatico della nostra storia: la guerra, la Resistenza e la liberazione, la persecuzione razziale. Un periodo cruciale e fondativo del passato ma anche del presente e del prossimo futuro, soprattutto perché colto nel momento importante del passaggio obbligato, sul filo delle generazioni, dalle memorie alla storia. Quando non avremo più testimoni, ricordi e racconti diretti da ascoltare, sarà la ricostruzione storica a illuminare gli eventi e a dare senso a quel che ne rimane, nelle nostro coscienze come nei luoghi reali in cui quei fatti si svolsero.

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