Seminario in onore dell’economista Giovanni Carano Donvito

 

Seminario di studi in onore dell’economista Giovanni Carano Donvito, in cui si affronteranno le tematiche sull’inchiesta parlamentare sulla miseria (1951-2021) e sulla Puglia della Ricostruzione, organizzato dal Consiglio Regionale della Puglia in collaborazione con l’IPSAIC. Giovedì 31 marzo 2022 presso l’aula del Consiglio Regionale della Puglia, via Gentile 52 – Bari. Il Seminario potrà essere seguito in streaming al link: https://conferenza.consiglio.puglia.it/SEMINARIODISTUDI31032022/

Dopo i saluti istituzionali di Loredana Capone, Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, Giovanni Mastrangelo, Sindaco di Gioia del Colle (Ba), Ruggero Secondo Messere per la famiglia Carano Donvito, Domenica Gattulli, Segretario Generale del Consiglio Regionale della Puglia, Raffaele Antonio Cosimo Pittella, Soprintendente S.A.B. Puglia, Aldo Patruno, Direttore Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio Regione Puglia, interverranno: Anna Gervasio, Annabella De Robertis, Raffaele Pellegrino dell’IPSAIC e Rosario Milano, Università degli studi di Bari.

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L’ESODO GIULIANO-DALMATA IN TERRA DI BARI. Luoghi della memoria e testimonianze

ricordo-2022Giovedì 10 febbraio 2022, alle 11:00, presso l’aula del Consiglio
regionale della Puglia, si terrà il seminario: “L’esodo giuliano-dalmata in Terra di Bari. Luoghi della memoria e testimonianze”, organizzato dalla Prefettura di Bari in collaborazione con la Presidenza del Consiglio Regionale della Puglia e con l’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea. Durante il seminario, alla presenza del Prefetto di Bari, Antonia Bellomo, e della Presidente del Consiglio Regionale, Loredana Capone, interverranno Vito Antonio Leuzzi, Anna Gervasio e Rosario Milano (Ipsaic). Seguiranno le testimonianze di Dino Simone e Matteo Siniscalchi, profughi giuliani, e di mons. Franco Lanzolla, parroco della Cattedrale di Bari. Il seminario sarà trasmesso on line sulla piattaforma del Consiglio regionale della Puglia  al link https://conferenza.consiglio.puglia.it/GIORNODELRICORDO/

L’ESODO GIULIANO-DALMATA E IL SISTEMA DEI CAMPI PROFUGHI IN TERRA DI BARI

giorno-del-ricordoLa Prefettura di Bari, la Presidenza del Consiglio regionale della Puglia e l’Ipsaic organizzano, in occasione della giornata del ricordo, un incontro di formazione rivolto in particolare ai docenti e agli studenti. L’incontro si terrà mercoledì 10 febbraio alle ore 16.30 presso la sede del Consiglio regionale della Puglia, alla presenza della Presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, e del Prefetto di Bari, Antonia Bellomo. Il momento centrale dell’evento sarà la testimonianza del prof. Dino Simone, profugo giuliano costretto ad abbandonare la propria terra nel 1947 per trasferirsi in Puglia, dove ancora oggi vive

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PRIME VOCI LIBERE. Dai campi di concentramento al teatro Piccinni.

 

locandina-giorno-della-memoria-2020Nel ventesimo anniversario del Giorno della Memoria” l’IPSAIC, in collaborazione con la Prefettura di Bari e l’Archivio di Stato, ha organizzato un seminario di studi sul tema LE PRIME VOCI LIBERE. Dai campi di concentramento al teatro Piccinni. In particolare l’IPSAIC si è soffermato a mettere in luce come il capoluogo pugliese, dopo l’8 settembre 1943, sia stato punto di riferimento di migliaia di ebrei in fuga dalla penisola balcanica  e dai campi di concentramento del Sud. Bari tra il 1943 ed il 1944 ha, infatti, rappresentato il più importante punto di riferimento dell’accoglienza di ebrei, di intellettuali, attori, scrittori, musicisti, sceneggiatori in fuga dall’Italia occupata dai nazisti. In questo contesto, anche sulla base delle ricerche e della documentazione reperita dai ricercatori Ipsaic si è messo in luce la funzione di Radio Bari e del Teatro Piccinni nella riorganizzazione della vita culturale e civile dell’Italia Libera. Nel Piccinni si svolse il 28 e 29 gennaio 1944 il primo congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale e si organizzarono spettacoli musicali e di prosa con la partecipazione di diversi intellettuali ebrei rifugiati a Bari. Nel sessantesimo anniversario del congresso di Bari , organizzato dall’IPSAIC, il grande storico Giorgio Spini rivolse un appello ai giovani di conoscere e ri-scoprire  cosa è accaduto realmente in queste  nostre terre. Cosa è veramente stato l’orrendo passaggio della guerra, cosa hanno pagato le popolazioni italiane del mezzogiorno per le follie del duce. Ricostruire questa memoria è un grande compito per ogni generazione e in particolare per le generazioni che non hanno conoscono quello che è stato l’orrore della seconda guerra mondiale, ma che è, ancora oggi, l’orrore di ogni guerra.

 

 

IL «NOSTRO» CENTRO RACCOLTA PROFUGHI

 

il-nostro-centro-raccolta-profughiIn terra di Bari i Centri di Raccolta Profughi (CRP), tra il 1945 e il 1962, erano otto e furono gestiti in modo ipercentralistico dal Ministero degli Interni; 5 erano  collocati a Bari presso l’Arcivescovado,  Santa Chiara,  Positano, Fesca e Le Baracche di via Napoli  e 3 in provincia: uno ad Altamura, uno a  Santeramo in Colle e uno a Barletta.  In particolare il CRP di Altamura era un campo di “seconda vita”: prima di accogliere gli esuli era stato Campo di prigionia n°65, poi Campo di Istruzione n.2. Era situato a 5,6 km dal centro città, sulla Strada Statale 96. Al momento della consegna al Ministero dell’Interno, nel gennaio del 1951, l’area destinata al CRP presentava una rete stradale inadeguata, 60 capannoni, 22 manufatti in muratura, un avancampo e una palazzina di comando, rete idrica, impianto elettrico e sistema fognario funzionante.

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SUD E RESISTENZA

 

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Il  24 novembre alle ore 18.30, presso la Sala convegni Fondazione Ettore Pomarici Santomasi di Gravina (Ba), sarà presentato il volume di Massimiliano Desiante, Sud e Resistenza: storie mai dettel.

Il saggio storico afferente al tema storiografico del partigianato meridionale, non si limita a ricostruire la vicenda di Felice Loiodice, emigrato pugliese, condannato a due anni di reclusione dal Tribunae Speciale per “appartenenza al G.o.m.i.r.c.  (Gruppo operaio movimento italiano rivoluzionario comunista)”. Fu, poi, partigiano nel Biellese dove fu catturato e fucilato. La vicenda di Loiaconoa permette di ricostruire il contributo che tanti pugliesi  danno alla cospirazione clandestina antifascista, agli scioperi operai del 1943, alla lotta partigiana. Emergono figure esemplari quali il barese Vincenzo Lazzo impiccato al Ponte della Pietà di Quarona, il gioiese Cardetta Nicola “Tigre” fucilato a Rassa, i minervinesi Lombardi Michele “Buk” e Di Palma Giovanni “Gorilla” caduti in combattimento, i fratelli di Peschici Biscotti Vincenzo “Mitra 1”  e Antonio “Mario”, l’operaio coratino Nunzio Strippoli “Talpa” morto eroicamente in Alta Val Sorba alla cui memoria fu intitolato un giornale ed un distaccamento, il primo ad entrare nella città di Biella liberata. 

EMIGRAZIONE E RESISTENZA A ROMA: IL CONTRIBUTO DELLA COMUNITÀ PUGLIESE

 

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L’incontro, oltre alle note figure di Don Pietro Pappagallo, Gioacchino Gesmundo, Filippo D’Agostino, è servito a ricostruire la presenza dei pugliesi nelle  formazioni combattenti e nelle aree a forte presenza di pugliesi emigrati nel primo dopoguerra. Nel quadro del filone storiografico inerente al partigianato meridionale il convegno ha rappresentato una tappa iniziale per ricostruire i legami ed il concorso della numerosa comunità pugliese presente in Roma con la resistenza romana durante i dieci mesi di occupazione.

La caduta del regime fascista e il massacro del 28 luglio ’43 a Bari

 

eventi-antifascisti-nel-secondo-dopoguerraIn occasione del 76° anniversario della strage di via Niccolò dell’Arca, l’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia) di Bari, in collaborazione con l’Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (Ipsaic), organizza giovedì 25 luglio 2019, alle ore 18.30, un seminario di studi presso il Museo Civico Bari. Il 28 luglio 1943 più di duecento persone scesero in strada, a Bari, per festeggiare la caduta del regime mussoliniano: all’altezza della Federazione del Partito Nazionale Fascista, un reparto dell’esercito, insieme ad altri militari e individui armati, aprì il fuoco contro il corteo inerme e pacifico. Il bilancio della strage fu di venti morti e circa settanta feriti. Interverranno il Presidente nazionale e la Segretaria regionale dell’Anppia, il Sindaco di Bari, gli Assessori alle Politiche educative e alla Cultura del Comune di Bari. Saranno presentati documenti inediti sulle vicende dell’antifascismo barese nel secondo dopoguerra a cura del centro di documentazione dell’IPSAIC

DOPO LE GUERRE, LA REPUBBLICA

In occasione delle celebrazioni del 2 giugno, l’associazione “Campo 65″ organizza una visita guidata al sito di interesse storico nel territorio dell’Alta Murgia barese, sede nel 1942 del campo di prigionia n.65, poi campo di Istruzione, per diventare in seguito “Centro Raccolta Profughi”, di gestione ministeriale. Il campo ha ospitato dal 1951 al 1962 gli esuli della Costa dalmata, della Venezia Giulia e della costa africana. A2giugnottualmente il sito è di proprietà del Comune di Altamura, sotto la tutela del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo dal 2017. All’evento, aperto al pubblico, interverranno: il sindaco di Altamura, Rosa Melodia; Domenico Bolognese, presidente dell’Associazione Campo 65, Janet Kiinrade Dethick, ricercatrice storica; Nino Perrone, assessore alle Culture, città di Altamura; Giuliano De Felice, archeologo dell’Università degli studi di Foggia; Browen Christianson, figlia del capitato John Richardason, Anna Gervasio ricercatrice IPSAIC.

 

ASPETTANDO IL 2 GIUGNO

Il 2 giugno del 1946 la comunità murgiana vota, in modo compatto, per la Repubblica in controtendenza con gli orientamenti del resto del Mezzogiorno. Un orientamento ideale che ha modo di manifestarsi nello straordinario contributo nella lotta di liberazione ed al fascismo prima in Spagna poi nelle Resistenze europee.delle celebrazioni del 2 giugno, il comune di Minervino Murge ricorda la propria tradizione repubblicana.
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