PRIME VOCI LIBERE. Dai campi di concentramento al teatro Piccinni.

 

locandina-giorno-della-memoria-2020Nel ventesimo anniversario del Giorno della Memoria” l’IPSAIC, in collaborazione con la Prefettura di Bari e l’Archivio di Stato, ha organizzato un seminario di studi sul tema LE PRIME VOCI LIBERE. Dai campi di concentramento al teatro Piccinni. In particolare l’IPSAIC si è soffermato a mettere in luce come il capoluogo pugliese, dopo l’8 settembre 1943, sia stato punto di riferimento di migliaia di ebrei in fuga dalla penisola balcanica  e dai campi di concentramento del Sud. Bari tra il 1943 ed il 1944 ha, infatti, rappresentato il più importante punto di riferimento dell’accoglienza di ebrei, di intellettuali, attori, scrittori, musicisti, sceneggiatori in fuga dall’Italia occupata dai nazisti. In questo contesto, anche sulla base delle ricerche e della documentazione reperita dai ricercatori Ipsaic si è messo in luce la funzione di Radio Bari e del Teatro Piccinni nella riorganizzazione della vita culturale e civile dell’Italia Libera. Nel Piccinni si svolse il 28 e 29 gennaio 1944 il primo congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale e si organizzarono spettacoli musicali e di prosa con la partecipazione di diversi intellettuali ebrei rifugiati a Bari. Nel sessantesimo anniversario del congresso di Bari , organizzato dall’IPSAIC, il grande storico Giorgio Spini rivolse un appello ai giovani di conoscere e ri-scoprire  cosa è accaduto realmente in queste  nostre terre. Cosa è veramente stato l’orrendo passaggio della guerra, cosa hanno pagato le popolazioni italiane del mezzogiorno per le follie del duce. Ricostruire questa memoria è un grande compito per ogni generazione e in particolare per le generazioni che non hanno conoscono quello che è stato l’orrore della seconda guerra mondiale, ma che è, ancora oggi, l’orrore di ogni guerra.

 

 

IL «NOSTRO» CENTRO RACCOLTA PROFUGHI

 

il-nostro-centro-raccolta-profughiIn terra di Bari i Centri di Raccolta Profughi (CRP), tra il 1945 e il 1962, erano otto e furono gestiti in modo ipercentralistico dal Ministero degli Interni; 5 erano  collocati a Bari presso l’Arcivescovado,  Santa Chiara,  Positano, Fesca e Le Baracche di via Napoli  e 3 in provincia: uno ad Altamura, uno a  Santeramo in Colle e uno a Barletta.  In particolare il CRP di Altamura era un campo di “seconda vita”: prima di accogliere gli esuli era stato Campo di prigionia n°65, poi Campo di Istruzione n.2. Era situato a 5,6 km dal centro città, sulla Strada Statale 96. Al momento della consegna al Ministero dell’Interno, nel gennaio del 1951, l’area destinata al CRP presentava una rete stradale inadeguata, 60 capannoni, 22 manufatti in muratura, un avancampo e una palazzina di comando, rete idrica, impianto elettrico e sistema fognario funzionante.

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SUD E RESISTENZA

 

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Il  24 novembre alle ore 18.30, presso la Sala convegni Fondazione Ettore Pomarici Santomasi di Gravina (Ba), sarà presentato il volume di Massimiliano Desiante, Sud e Resistenza: storie mai dettel.

Il saggio storico afferente al tema storiografico del partigianato meridionale, non si limita a ricostruire la vicenda di Felice Loiodice, emigrato pugliese, condannato a due anni di reclusione dal Tribunae Speciale per “appartenenza al G.o.m.i.r.c.  (Gruppo operaio movimento italiano rivoluzionario comunista)”. Fu, poi, partigiano nel Biellese dove fu catturato e fucilato. La vicenda di Loiaconoa permette di ricostruire il contributo che tanti pugliesi  danno alla cospirazione clandestina antifascista, agli scioperi operai del 1943, alla lotta partigiana. Emergono figure esemplari quali il barese Vincenzo Lazzo impiccato al Ponte della Pietà di Quarona, il gioiese Cardetta Nicola “Tigre” fucilato a Rassa, i minervinesi Lombardi Michele “Buk” e Di Palma Giovanni “Gorilla” caduti in combattimento, i fratelli di Peschici Biscotti Vincenzo “Mitra 1”  e Antonio “Mario”, l’operaio coratino Nunzio Strippoli “Talpa” morto eroicamente in Alta Val Sorba alla cui memoria fu intitolato un giornale ed un distaccamento, il primo ad entrare nella città di Biella liberata. 

EMIGRAZIONE E RESISTENZA A ROMA: IL CONTRIBUTO DELLA COMUNITÀ PUGLIESE

 

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L’incontro, oltre alle note figure di Don Pietro Pappagallo, Gioacchino Gesmundo, Filippo D’Agostino, è servito a ricostruire la presenza dei pugliesi nelle  formazioni combattenti e nelle aree a forte presenza di pugliesi emigrati nel primo dopoguerra. Nel quadro del filone storiografico inerente al partigianato meridionale il convegno ha rappresentato una tappa iniziale per ricostruire i legami ed il concorso della numerosa comunità pugliese presente in Roma con la resistenza romana durante i dieci mesi di occupazione.

La caduta del regime fascista e il massacro del 28 luglio ’43 a Bari

 

eventi-antifascisti-nel-secondo-dopoguerraIn occasione del 76° anniversario della strage di via Niccolò dell’Arca, l’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia) di Bari, in collaborazione con l’Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (Ipsaic), organizza giovedì 25 luglio 2019, alle ore 18.30, un seminario di studi presso il Museo Civico Bari. Il 28 luglio 1943 più di duecento persone scesero in strada, a Bari, per festeggiare la caduta del regime mussoliniano: all’altezza della Federazione del Partito Nazionale Fascista, un reparto dell’esercito, insieme ad altri militari e individui armati, aprì il fuoco contro il corteo inerme e pacifico. Il bilancio della strage fu di venti morti e circa settanta feriti. Interverranno il Presidente nazionale e la Segretaria regionale dell’Anppia, il Sindaco di Bari, gli Assessori alle Politiche educative e alla Cultura del Comune di Bari. Saranno presentati documenti inediti sulle vicende dell’antifascismo barese nel secondo dopoguerra a cura del centro di documentazione dell’IPSAIC

DOPO LE GUERRE, LA REPUBBLICA

In occasione delle celebrazioni del 2 giugno, l’associazione “Campo 65″ organizza una visita guidata al sito di interesse storico nel territorio dell’Alta Murgia barese, sede nel 1942 del campo di prigionia n.65, poi campo di Istruzione, per diventare in seguito “Centro Raccolta Profughi”, di gestione ministeriale. Il campo ha ospitato dal 1951 al 1962 gli esuli della Costa dalmata, della Venezia Giulia e della costa africana. A2giugnottualmente il sito è di proprietà del Comune di Altamura, sotto la tutela del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo dal 2017. All’evento, aperto al pubblico, interverranno: il sindaco di Altamura, Rosa Melodia; Domenico Bolognese, presidente dell’Associazione Campo 65, Janet Kiinrade Dethick, ricercatrice storica; Nino Perrone, assessore alle Culture, città di Altamura; Giuliano De Felice, archeologo dell’Università degli studi di Foggia; Browen Christianson, figlia del capitato John Richardason, Anna Gervasio ricercatrice IPSAIC.

 

ASPETTANDO IL 2 GIUGNO

Il 2 giugno del 1946 la comunità murgiana vota, in modo compatto, per la Repubblica in controtendenza con gli orientamenti del resto del Mezzogiorno. Un orientamento ideale che ha modo di manifestarsi nello straordinario contributo nella lotta di liberazione ed al fascismo prima in Spagna poi nelle Resistenze europee.delle celebrazioni del 2 giugno, il comune di Minervino Murge ricorda la propria tradizione repubblicana.
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I PUGLIESI ALLA COSTITUENTE

 

“La Puglia e i pugliesi alla Costituente” se ne parla il 22 maggio 2019 alle ore 18:30 presso la Sala consiliare del Comune di Toritto. Dopo i saluti del sindaco Pasquale Regina, prenderanno la parola i relatori Vito Antonio Leuzzi (Direttore IPSAIC), Anna Maria Gervasio (ricercatrice IPSAIC) Raffaele Pellegrino (ricercatore IPSAIC) con cui si ricostruirà il dibattito politico sui temi cruciali per la vita del Paese, come il lavoro, le autonomie regionali, la scuola, che animarono i costituenti dal Ministero della Costituente, organo ancora poco conosciuto e trascurato dalla storia ufficiale, all’Assemblea Costituente.

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I MILITARI ITALIANI NELLA LOTTA DI LIBERAZIONE IN ALBANIA: 1943-1944

locandina_convegno_albania_page-0001Giornata di studio su iniziativa della Fondazione Gramsci di Puglia, dedicata alla partecipazione dei militari italiani alla guerra di liberazione dall’occupazione nazifascista in Albania, lunedì 20 maggio a partire dalle ore 9.00 presso il Dipartimento di Scienze politiche, aula V. Starace.

Il seminario, inserito nell’ambito del progetto di ricerca “Tracce di Resistenza: la Brigata Gramsci in Albania 1943-1945”, finanziato dalla Regione Puglia (Assessorato all’industria turistica e culturale – Piano straordinario 2018 in materia di Cultura e Spettacolo) – è realizzato dalla Fondazione Gramsci di Puglia insieme al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” (DISUM), all’Istituto per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea (IPSAIC), al Museo Storico Nazionale di Tirana. Un progetto che vede impegnati giovani ricercatori universitari nel ricostruire le vicende della partecipazione dei militari italiani alla resistenza in Albania dopo l’8 settembre e che si articolerà in una serie di giornate di studio tra le Università di Bari, di Lecce e presso il Museo storico nazionale di Tirana e in attività seminariali rivolte agli studenti e ai docenti delle scuole superiori della regione.

La storia del Battaglione, divenuto poi Brigata e Divisione, “Antonio Gramsci” in Albania è particolarmente significativa per le relazioni tra il popolo italiano e quello albanese. All’indomani dell’8 settembre 1943 parte dei militari italiani, partiti dai porti pugliesi nel 1939 come occupatori, decisero di unirsi alle forze di liberazione partigiane albanesi partecipando alla liberazione del paese e in particolare della capitale Tirana, pagando un alto tributo di sangue. Il contributo dato soprattutto dagli artiglieri fu fondamentale per l’Esercito di Liberazione Nazionale Albanese e per le sorti della guerra mentre i medici e le infermiere italiane svolsero un ruolo fondamentale nell’assicurare l’assistenza sanitaria ai feriti. Dopo la liberazione di Tirana dai nazifascisti, i militari italiani ripartirono dall’Albania come liberatori, celebrati come tali dalla popolazione e dalle nuove autorità che consentirono in rientro in patria della formazione in armi e con le bandiere di guerra unico caso in tutto il conflitto mondiale.

Il convegno, grazie alla partecipazione di esperti e studiosi italiani e albanesi, offre un’occasione di riflettere sui diversi aspetti che hanno caratterizzato la storia della resistenza dei militari italiani in Albania, partendo, nella prima sessione, da quelli politici e diplomatici con i professori Federico Imperato (Università degli Studi di Bari) e Settimio Stallone (Università degli studi di Napoli), per giungere agli aspetti più strettamente militari con gli interventi del generale Massimo Coltrinari (Istituto del Nastro Azzurro – CESVAM) e della dottoressa Antonella Fiorio (Fondazione Gramsci di Puglia) cui seguirà un approfondimento del professor Vito Antonio Leuzzi (direttore IPSAIC) sulle relazioni tra Puglia e Albania nell’immediato secondo dopoguerra e una proposta di allestimento espositivo a cura della dottoressa Annabella De Robertis (IPSAIC – Fondazione Gramsci di Puglia). Nella seconda sessione verranno presentate riflessioni di carattere sociale e letterario grazie agli interventi della professoressa Sheyla Moroni (Università degli Studi di Firenze), del dottor Vito Saracino (Università di Roma Tre – Foggia) e del professor Edon Qesari (Università Mediterranea di Tirana) cui seguiranno le letture tratte dal romanzo dello scrittore albanese Ismail Kadarè “Il generale dell’armata morta” a cura della professoressa Lea Durante (Università degli Studi di Bari), con la partecipazione degli studenti del corso di Critica Teatrale Daniele Colacicco (voce) e Francesco Esposito (chitarra). Porgeranno i loro saluti: il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, professor Paolo Ponzio, il direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, professor Giuseppe Moro, il direttore della Fondazione Gramsci di Puglia, professor Luigi Masella e il console generale Adrian Haskaj dell’Ambasciata d’Albania a Bari. Introducono e coordinano il professor Enzo Orlanducci, presidente dell’ANRP (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla guerra di liberazione e loro familiari) e il professor Rosario Milano dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

Presentazione volumi al Salone Internazionale del libro di Torino

Venerdì 09 maggio p.v. alle ore 11:00  presso il Salone internazionale del Libro di Torino, Stand Regione Puglia, saranno presentati i Volumi: Piano Marshall e ruolo dell’informazione. Atti del congresso “Erp e Mezzogiorno” Bari 14-15-16 settembre 1948 -  XII Fiera del Levante   Piano Marshall in Puglia tra propaganda e ricostruzione (1948 – 1953). I volumi, curati dal CoReCom Puglia e dall’Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (IPSAIC), analizzano  l’incidenza che ebbe l’intervento degli Stati Uniti a favore dell’Europa, devastata dal secondo conflitto mondiale, e in particolare del territorio pugliese. Infatti, in Puglia furono ripristinate  importanti strutture quali i porti e la rete stradale; ci fu una notevole ripresa soprattutto nel settore dell’edilizia pubblica e privata; in ambito scolastico riprese la lotta all’analfabetismo . Lo stesso sistema dell’informazione riprese con forte vivacità il ruolo sociale che gli era stato negato negli ultimi anni.
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