Per preparare i vent’anni di “Filmare la storia” partiamo dai settecento partecipanti alle premiazioni del 1° giugno scorso…

UN MONTAGGIO DI FLASH DEL 1° GIUGNO 2022
Al 14 di via del Carmine, il secondo dei palazzi del Polo del ‘900 a Torino (il primo è quello di via del Carmine 13, dove ha sede il nostro Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza) quando scoccavano le 15 del 1° giugno c’eravamo tutti e tutti siamo davvero tanti…La Sala Novecento ai limiti della capienza, la Sala didattica, collegata in video con l’altra, con tanti genitori, insegnanti, un gruppo folto di bambini. Ci siamo detti molte cose, chiamati, singoli o a gruppi, dalle impareggiabili Silvia e Alessia (tre ore di conduzione senza soste). Salvo due tutte le targhe dei premi consegnate ai vincitori chiamati nello spazio palco, tutte le targhe delle menzioni consegnate anch’esse davanti al grande schermo, da cui, oltre a sintesi delle immagini di tutte le opere scelte dalla giuria, si sono affacciati ospiti da varie parti d’Italia e sono arrivati speciali saluti che un team di tecnici mandava in sala nei momenti previsti dalla regia (mentre in streaming mandava a centinaia di spettatori quanto accadeva in sala).

Non sono i numeri a esaltarci, naturalmente, ma, a tenerci stretti, settecento amici di “Filmare la storia” insieme per le premiazioni è un dato di cui dobbiamo cogliere il significato…Il nostro concorso  è anche in qualche modo un festival del cinema nelle e per le scuole, un festival della storia contemporanea e delle sue tante immagini a scuola e ci sentiamo fin da ora interrogati rispetto alla festa dei vent’anni di “Filmare”. Nella prossima estate gli organizzatori e i sostenitori del concorso andranno molto poco in vacanza: a settembre vogliamo presentarci con molte novità. idee, energie, vitamine per spiccare qualche bel salto in alto e avanti con le scuole e con i videomaker che ci stanno.

Apriamo adesso qui la riflessione con una prima piccola selezione di foto del 1° giugno, ma manterremo acceso prossimamente il fuoco con molte altre  immagini e interviste e dichiarazioni che abbiamo raccolto. Tutti coloro che hanno partecipato condividano con noi, a partire da questo sito, impressioni, auspici, riprese e scatti eventuali: vedrete che serviranno.


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Filmare la storia 19: le opere premiate, i vincitori, l’organizzazione delle premiazioni il 1° giugno. Dopo due anni torniamo a incontrarci di persona per la consegna dei premi!

FILMARE LA STORIA a.s. 2021-2022 PREMIAZIONE DICIANNOVESIMA EDIZIONE mercoledì 1° giugno 2022 – ore 15, sala Novecento, Polo del ‘900, via del Carmine 14, Torino

Premiazioni visibili anche in streaming sul canale www.ancr.to.it https://www.youtube.com/user/ANCResistenza

Conducono Alessia Olivetti e Silvia Nugara
E’ prevista quest’anno la PRESENZA DI PERSONA di quasi duecento partecipanti, docenti e studenti, piccolissimi (la prima scuola materna di Filmare la storia…), piccoli e grandi, videomaker, componenti della giuria della diciannovesima edizione, team organizzativo di Filmare la storia, alcuni ospiti graditissimi che porteranno il loro saluto e, naturalmente, come conduttrici della cerimonia, le nostre bravissime amiche Alessia Olivetti (attrice e autrice teatrale) e  Silvia Nugara (critica cinematografica), che già condussero le premiazioni solo in streaming dello scorso anno. Ci saranno alcuni collegamenti da lontano via web, ma il baricentro è decisamente dalla parte del ritorno a un contatto  vivo e diretto e ce ne felicitiamo molto!!

Il concorso, a cui partecipano scuole e videomaker, ha tra i suoi principali obiettivi la promozione dello studio della storia attraverso l’utilizzo delle fonti e la valorizzazione degli strumenti audiovisivi per elaborare e trasmettere la memoria del Novecento e della nostra contemporaneità.

L’edizione del 2022 ha visto un alto numero di opere in concorso, sia dalle scuole che hanno scelto di valorizzare lo studio della storia attraverso l’educazione audiovisiva, sia dai videomaker che hanno inviato opere di qualità e di alto valore didattico. 140 le opere pervenute, 77 dalle scuole di ogni ordine e grado e 63 da videomaker, enti storico-culturali e università, che si aggiungono all’archivio “Filmare la storia” che conta ad oggi 1850 opere. Un archivio importante che testimonia il grande lavoro svolto in questi anni dalle scuole e per le scuole. Infatti il concorso è nato nel 2004 e da allora l’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza insieme ai suoi partner si adopera per valorizzare i film meritevoli proponendone la visione all’interno di rassegne ed eventi e realizzando kit didattici rivolti alle e agli insegnanti, disponibili gratuitamente sul sito del Polo del ‘900 (https://www.polodel900.it/i-kit-didattici).

Il concorso si compone di 3 sezioni – scuole, videomaker e “Il nostro mondo ai tempi del Covid”

22 opere premiate di cui 16 realizzate nell’ambito di progetti didattici. Ulteriori 8 opere segnalate per l’alto valore storico-culturale…

I premi: il tradizionale Premio Filmare la storia intitolato a “Paolo Gobetti” con il contributo messo a disposizione dalla Film Commission Torino Piemonte è distribuito ai vincitori delle quattro categorie del Premio Filmare la storia “Paolo Gobetti” (opere di alunni/insegnanti delle scuole dell’infanzia e primarie; opere di alunni/insegnanti delle scuole secondarie di I grado; opere di alunni/insegnanti delle scuole secondarie di II grado; premio videomaker “Under 35”); il premio Filmare la storia “Paolo Gobetti” per videomaker over 35; il Premio “Il nostro mondo ai tempi del Covid” con un riconoscimento da parte di Film Commission Torino Piemonte, il Premio ANPI-25aprile, il PremioPolodel‘900, il Premio Città di Torino in collaborazione con ITER-Servizi educativi e il Premio Giuria Giovani. A quasi tutti i premi si sono affiancate delle menzioni speciali che la giuria ha ritenuto necessarie per evidenziare l’alta qualità e il valore delle opere in concorso. La diciannovesima edizione di Filmare la storia si è giovata inoltre della collaborazione dell’Istituto Luce che ha attribuito il premio “Luce per la didattica” a uno dei film presentati dalle scuole a cui sarà data la possibilità di una futura integrazione con materiali dell’Archivio Luce.

Alle premiazioni del 1° giugno saluteranno i vincitori Carlotta Salerno -assessora Istruzione Città di Torino, Paolo Manera – direttore della Film Commission Torino Piemonte, Sergio Soave- presidente Polo del ‘900, Emiliano Paoletti- direttore Polo del ‘900, Nino Boeti- presidente dell’ANPI provinciale di Torino, Rosanna Melgiovanni Responsabile ITER Città di Torino, Paola Olivetti – direttrice dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, Corrado Borsa – direttore di Filmare la storia.
I FILM PREMIATI

PREMIO “Paolo Gobetti” e  Film Commission  Torino Piemonte per le scuole Primarie e dell’Infanzia a Afratrenta della Scuola Primaria “Renzo Pezzani” di Piacenza, Classe laboratoriale “Un mondo in movimento” (a.s.2021-2022, 20’) Menzione “Paolo Gobetti”   per le scuole Primarie e dell’Infanzia a La storia ci insegna della Scuola Materna Comunale “Emma Valle – Ex Prà” di Genova, Classi miste (a.s. 2021-2022, 4’48”)
PREMIO “Paolo Gobetti” e  Film Commission Torino Piemonte per le scuole secondarie di I grado a Allena…mente: a scuola di drone dell’IC “Falcone e Borsellino” di Teramo frazione Villa Vomano, Classi I A, I B. I D (2021, 15’)
PREMIO “Paolo Gobetti” e Film Commission Torino Piemonte per le scuole Secondarie di II grado a Salva una storia – Ebrei internati a Caluso 1941-1945 dell’I.I.S. “Piero Martinetti” di Caluso (TO), Classi II C, II L, IV C, IV N, V C, V E, V G e V L (a.s. 2021-2022, 17’38”)
Menzione “Paolo Gobetti” per le scuole Secondarie di II grado a IldiariodiRalphdelLiceoStatale“LucaDeSamueleCagnazzi” di Altamura (BA), Classe V B (2021, 14’14”)

PREMIO “Paolo Gobetti” Film Commission  Torino Piemonte per i Videomaker Under 35 a LUI E IO di Giulia Cosentino (Italia, 2019, 13’14”) Menzione “Paolo Gobetti” Film Commission  Torino Piemonte per i Videomaker Under 35 a Africa biancadi Filippo Foscarini e MartaViolante (Italia, 2020, 23’15”)

PREMIO “Paolo Gobetti” videomaker over 35 a Il muro bianco di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi (Italia, 2019, 12’45”) Menzione Gobetti videomaker over 35 a Fondata sul lavoro di Agnese Cornelio (Italia, 2019, 47’).

PREMIO Polo ‘900 a La vera storia della partita di nascondino più grande del mondo di Paolo Bonfadini, Irene Cotroneo e Davide Morando (Italia, 2021, 10’40”)

PREMIO Città Torino a E siamo andati in fabbrica dell’ ITIS “Amedeo Avogadro” di Torino, Classi III BM, IV BM, V BM (2020, 15’15”) Menzione Città Torino a L’ultimomattodiCollegnodell’I.I.S.“GiulioNatta”diRivoli (TO), Gruppo interclasse (a.s. 2021-2022, 18’30”)

PREMIO Giuria Giovani a Odio gli indifferenti dell’ I.I.S.“AmedeoAvogadro”diVercelli, Classe V B TR (a.s. 2021-2022, 12’12”) Menzione Giuria Giovani a Periferia dell’I.C. “Angelo Musco” di Catania, Classe III A e alcuni alunni del liceo musicale (2021, 14’) Menzione Giuria Giovani a Jacopo Lombardini. ProtestantielibertàdelLiceoValdesedi Torre Pellice (TO), Gruppo Teatrale del Liceo valdese (2021, 27’56”)

PREMIO “Il nostro mondo al tempo del Covid” a Amaranto di Noemi Marilungo (Italia, 2020, 19’41”) Menzione “Il nostro mondo al tempo del Covid” a Hologramsdell’IIS Boscardind Vicenza con la supervisione della professoressa Martina Resta (as. 2020-2021, 7’58”). Menzione “Il nostro mondo al tempo del Covid” a La gatta della porta accanto di Elio Guidotti, Liceo Laura Bassi di Bologna, laboratorio doc (a.s. 2020-2021, 11’20”)

PREMIO ANPI 25 aprile a Noi partigiani – Storie di Resistenza di FilippoBiagianti (Italia, 2021, 46’30”). Menzione ANPI 25 aprile a La resistenza in provincia di Imperia della Scuola Primaria di Badalucco, Regione Premartin, Badalucco (IM), Classi IV e V (as 2021-2022, 15’41”)

PREMIO LUCE PER LA DIDATTICA a Portella della Ginestra: prima strage di stato del Liceo Scientifico “Michele Cipolla”, Castelvetrano (TP), Classi V (2021-2022, 5’19”).
Menzione Luce per la didattica a Non facciamo di tutta l’erba il Fascio del Liceo “Laura Bassi”, Bologna, Classe II G (2021, 26’40”).

Sono stati inoltre segnalati dalla giuria per l’alto valore didattico, storico e culturale i seguenti lavori: Raggiungere (scuola primaria di Casalecchio di Reno BO), Retales di Giovanni Maccelli (Italia, 2021, 10’), A mare di Matteo Giampetruzzi (Italia, 2020, 6’10”), Canticum di Maria Cristina Osti (Italia, 2021, 7’28”), Usignolo di Attilio Tamburini (Italia, 2022, 9’), Shero di Claudio Casale (Italia, 2021, 14’34”), Lo chiamavano Cargo di Marco Signoretti (Italia, 2021, 17’29”).
GIURIA della diciannovesima edizione di Filmare la storia

Andrea Segre (regista), Matteo Bottone (docente, Iter – Servizi educativi Città di Torino), Elena Ciofalo, (Valorizzazione culturale e Audience Development, Fondazione Polo del ‘900), Aurora Iannello (storica, Fondazione Vera Nocentini), Mariella Lazzarin (storica e critica cinematografica, Fondazione Vera Nocentini e servizi educativi Polo del ‘900), Roberta Mori (responsabile attività didattiche Centro Internazionale di Studi Primo Levi), Claudio Panella (storico, Unione Culturale Franco Antonicelli), Andrea Ripetta (responsabile attività didattiche Museo Diffuso della Resistenza), Enrica Bricchetto (responsabile attività didattiche Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea Giorgio Agosti), Donatella Sasso (storica, Istituto per gli studi storici Gaetano Salvemini), Battista Gardoncini (giornalista e conduttore televisivo), Daniele Segre (regista e responsabile didattico CSC Abruzzo), Béatrice Louise Borsa (laureata in filosofia, servizio civile, Istituto Salvemini), Adriana Pizzo (studentessa, Accademia Albertina delle Belle Arti), Rebecca Mancuso (studentessa Università di Torino), Chiara Semeraro (studentessa, Accademia Albertina delle Belle Arti), Dora Strukam Garrone (studentessa Conservatorio Giuseppe Verdi), Stefano Tropiano (segretario di edizione e assistente di produzione, servizio civile Polo del ‘900), Valentina Zaccaria (attività didattiche Museo Diffuso della Resistenza), Massimo Degioanni (servizio civile, Istituto Salvemini).

 

Il grande regista etiope Haile Gerima e tutto il suo cinema a Torino 24 – 29 maggio: continua l’impegno dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza su cinema e colonialismo italiano con la seconda parte del progetto “Visioni del rimosso”. Questa volta tutta l’attenzione è per la visione controcampo…

VISIONI DEL RIMOSSO. IL CINEMA DI HAILE GERIMA

 Progetto a cura dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza

24-30 Maggio 2022

Cinema Massimo,  Via Verdi 18, Torino

26 maggio

Polo del ‘900, corso Valdocco 4/A Torino
La retrospettiva integrale dei film di Haile Gerima, a cura di Daniela Ricci, è la seconda tappa del progetto dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza Visioni del rimosso. Lo sguardo cinematografico sul colonialismo italiano.  La presenza del regista Haile Gerima è l’occasione per continuare la lettura critica del passato coloniale italiano e per affrontare alcune questioni scottanti del presente come il razzismo, le guerre e le discriminazioni.

La valorizzazione dei materiali d’archivio, tra cui la memoria filmica, ci conduce con Gerima a sovvertire lo sguardo sulla storia del colonialismo italiano e non solo. Figura di spicco delle cinematografie d’Africa e africane americane, riferimento per il cinema indipendente, l’etiope Gerima è stato tra i fondatori della “Scuola dei registi neri di Los Angeles”, il movimento che negli anni ‘70 sperimentava nuove estetiche, rompendo con le logiche narrative e produttive hollywoodiane. La sua opera ha come agente profondo l’intolleranza  contro ogni forma di oppressione – sia essa coloniale, feudale, razziale, sociale o culturale. Esplorando il presente, il passato e il rapporto con le radici, fino a ricostruire la storia di un popolo come cura contro l’alienazione, la sua macchina da presa si fa arma di resistenza e di lotta per la memoria, e ci rammenta che il cinema è uno strumento potente per decolonizzare le menti, ridefinire il concetto di ospitalità e sperimentare quella che Angela Davis ha definito appartenenza planetaria.

VISIONI DEL RIMOSSO. IL CINEMA DI HAILE GERIMA è la prima retrospettiva completa dedicata al regista in Italia e oltre a presentare tutti i film di Gerima – alcuni dei quali inediti in Italia – proporrà in anteprima assoluta il work in progress di Black Lions, Roman Wolves / The Children of Adwa.


IL PROGRAMMA
Martedì 24 maggio

ore 21

Child of Resistance (1972) v.o. sott. it

Film metaforico, ispirato a un sogno del regista all’indomani dell’arresto di Angela Davis. Una donna impegnata nella lotta per la giustizia si ritrova in carcere dove prendono forma le sue paure e l’oppressione sociale, reale e simbolica, e si rafforza il desiderio di liberazione del suo popolo. Gerima si afferma come regista della resistenza.

a seguire

Bush Mama (1975) v.o. sott. it

Girato in 16 mm in bianco e nero, con Charles Burnett alla fotografia, Bush Mama chiude la trilogia sulla condizione dei neri negli Stati Uniti (dopo Hour Glass e Child of Resistance), divenendo una pietra miliare del New Black Cinema. Nel quartiere ghetto di Watts (Los Angeles) Dorothy si risveglia a una coscienza politica. Con potenza, Gerima racconta una violenza che risuona ancora brutalmente attuale.

Introduzione e saluti del regista Haile Gerima con Grazia Paganelli (MNC) e di Daniela Ricci (ANCR)
mercoledì 25 maggio

ore 16

Adwa, an African Victory (1999, 97min.) v.o. sott. It

Gerima rivisita la battaglia di Adua (1896), in cui il popolo etiope al seguito dell’imperatore Menelik II e della moglie Taitu sconfisse le forze d’invasione italiane. Quest’opera complessa interroga la storia e la sua trasmissione: la memoria anticoloniale dei più anziani si intreccia con la rilettura di diversi materiali d’archivio, miti, monumenti, racconti, poesie e canti popolari su questa vittoria etiope, divenuta un simbolo per il movimento panafricano.

introducono Farah Polato, Alessandro Triulzi e Paolo Bertella Farnetti con il regista Haile Gerima. Al termine il regista risponderà alle domande del pubblico.
Giovedì 26 maggio 2022

Polo del ‘900 Sala conferenze, corso Valdocco 4/A, Torino

ore 17,00

Black Lions and Roman Wolves / The Children of Adwa, work in progress | in anteprima assoluta

Questo documentario di memoria a cui Gerima lavora da decenni è concepito come il seguito di Adwa, an African Victory, per narrare la risposta del popolo etiope contro l’esercito fascista del 1935. Racconta il trauma collettivo dell’invasione ma anche la tenace resistenza che portò in seguito all’indipendenza. Al montaggio, le testimonianze e i ricordi dei sopravvissuti alla guerra d’Etiopia (1935-1936) si intrecciano con immagini d’archivio, con il folclore secolare, canti di guerra, poesie di lode. La proiezione mostrerà la prima ora di questo lungo lavoro, che include l’esperienza vissuta dal padre del regista.

A seguire

Dialogo con Haile Gerima

con Shirikiana Aina, Mohamed Challouf, Maria Coletti, Leonardo De Franceschi, Fartun Mohamed, Farah Polato, Daniela Ricci, Greg Thomas, Alessandro Triulzi, Maria Viarengo, Dagmawi Yimer.

venerdì 27 maggio

ore 16

Wilmington 10 – USA 10,000 (1978, 120 min.) v.o. sott. It

Documentario polifonico sull’impatto del razzismo e delle distorsioni del sistema giudiziario attraverso uno dei grandi abusi, il caso dei “Dieci di Wilmington” (North Carolina): nel 1972, in seguito alle rivolte degli studenti, nove uomini neri e una donna bianca vennero incarcerati ingiustamente per più di un decennio. Attraverso i racconti delle lotte per la giustizia dei prigionieri politici e delle loro famiglie, Gerima rende conto di un’esperienza di oppressione che attraversa il tempo e lo spazio.

introduce Cristina Voto

ore 18.15

Ashes and Embers (1982, 128 min.) v.o. sott. It

La rivoluzione interiore di Nay Charles, un reduce del Vietnam che alienato e tormentato vaga nel caos politico alla ricerca di un senso. L’incontro con la nonna, depositaria della memoria della schiavitù e delle leggi razziali, lo porta a ripensare non solo il suo ruolo nella guerra, ma anche quello di uomo nero negli Stati Uniti. Premio FIPRESCI al Festival di Berlino 1983.

introduce Maria Coletti

ore 20.30

Mirt Sost Shi Amit –Il raccolto dei tremila anni (1976, 132 min.)  v.o. sott. It

Ambientato in un villaggio di montagna in Etiopia, narra la lotta per la sopravvivenza di una famiglia di contadini sotto la tirannia dei proprietari terrieri. Il montaggio cadenza il ritmo del lavoro del campo, con la ribellione contro l’ordine sociale, la resistenza agli espropri e al colonialismo. Girato nel 1974 in 16mm durante la guerra civile in condizioni estreme e con attori non professionisti, “possiede un senso di urgenza che pochi film hanno. È la storia di un intero popolo e del suo desiderio collettivo di giustizia e speranza” (Martin Scorsese). Leopardo d’argento al Festival di Locarno, il film è stato restaurato nel 2006.

introducono il film Cecilia Pennacini e Maria Viarengo alla presenza del regista


sabato 28 maggio

ore 16

Hour Glass (1971, 13 min.) v.o. sott. It

Un giovane africano americano, rifiutando il ruolo di gladiatore dei tempi moderni, si riconosce negli scritti postcoloniali e nel pensiero dei leader della lotta per i diritti civili. Cortometraggio d’esordio di Gerima, realizzato all’Università della California (UCLA), con un montaggio allegorico audace e Larry Clark come direttore della fotografia, è un emblema del collettivo della “Scuola dei registi neri di Los Angeles”, il movimento di cinema indipendente conosciuto successivamente come L.A. Rebellion.

The Maroons (2018, work in progress, 30 min.) v.o. sott. It

Un work in progress sui Maroon, gli schiavi fuggiaschi, che crearono le loro comunità indipendenti negli Usa. Gerima riprende le tematiche che da sempre animano il suo cinema: la resistenza, la lotta per la memoria e per la libertà, confermando l’urgenza di far emergere esperienze omesse dalla narrazione ufficiale.

After Winter – Sterling Brown (1985, 60 min.) v.o. sott. It

Ritratto del poeta eponimo, figura emblematica della Harlem Renaissance degli anni ‘20. In un dialogo con gli studenti dell’università Howard di Washington (dove hanno insegnato Gerima e lo stesso Sterling Brown), il poeta ritorna sulla sua storia e sull’eredità culturale di artisti africani americani.

introduce Silvia Nugara

ore 18.15

Teza (2008, 140 min.)  v.o. sott. It

Etiopia 1991. L’intellettuale Anberber ritorna al suo villaggio. Cresciuto al tempo dell’impero di Hailé Selassié, partito pieno di speranze e ideali per studiare nella Germania dell’Est, al suo rientro è impietrito di fronte a un paese sconvolto dalla violenza del Derg. Stanco e menomato, ricorda il padre ucciso dai gas usati dagli italiani e cerca di ricostruire la propria storia e quella del suo popolo. La narrazione a spirale, ricca di inserti e flash back, segue il filo e le digressioni delle sue reminiscenze, tra ricordi intimi e analisi politica. Premio della critica a Venezia 2008.

introduce Leonardo De Franceschi
domenica 29 maggio

ore 16

Sankofa (1993, 125 min.) v.o. sott. it

In lingua akan, il Sankofa rappresenta l’esortazione a conoscere il passato per costruire il futuro. Davanti alla casa degli schiavi di Cape Coast in Ghana, la modella africana americana Mona viene richiamata dagli spiriti e trasportata nel passato in una piantagione di zucchero. Un contro racconto sulla resistenza degli schiavi narrato dal loro punto di vista, con uno stile non lineare dove si intrecciano memoria, oralità e linguaggio iconico. Opera indipendente, Sankofa è un film culto restaurato nel 2021.

introducono Daniela Ricci e Maria Viarengo

ore 20.30

Imperfect Journey (1994, 88 min.) v.o. sott. It

Gerima attraversa l’Etiopia del post Guerra fredda, dalla sua natale Gondar ad Addis Abeba, in compagnia di Kapuscinski. Dalle testimonianze delle famiglie degli oppositori politici giustiziati dal regime di Menghistu e dai racconti degli abitanti sulle condizioni di vita dopo gli anni del “terrore rosso”, emerge un presente complesso.

introducono Daniela Ricci e Paola Olivetti alla presenza del regista
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Haile Gerima

Haile Gerima è nato in Etiopia, a Gondar nel 1946. Figlio di un’insegnante e narratrice tradizionale e di uno scrittore e regista teatrale, da ragazzo ha studiato teatro e recitava nella troupe del padre, soprattutto opere sulla storia e cultura etiope. Nel 1967 va negli Stati Uniti con una borsa di studio per la Goodman School of Drama di Chicago; nel 1969 entra si trasferisce a Los Angeles e entra alla scuola di teatro, cinema e televisione, dell’UCLA (Università di Los Angeles) dove insegnava Angela Davis,  e nella mitica “Scuola dei registi neri di Los Angeles”. Con altri giovani cineasti dell’epoca, di varie provenienze e orizzonti culturali, tali Charles Burnett, Larry Clark, Julie Dash, Billy Woodberry, Ben Caldwell, e poi Shirikiana Aina, ispirandosi ai movimenti di liberazione, al Terzo Cinema, a filosofi postcoloniali come Frantz Fanon, ha fondato quel movimento chiamato in seguito L.A. Rebellion, nato all’insegna della libertà stilistica, contro l’egemonia della narrazione classica. Da qui la straordinaria trilogia d’esordio, Hour Glass (1971), Child of Resistance (1972), Bush Mama (1975). Nel suo percorso di ricostruzione identitaria è poi tornato in Etiopia dove, tra il rovesciamento di Haile Selassie e poco prima dell’insediamento della dittatura militare, ha girato in condizioni estreme il suo primo film non in lingua inglese, in amarico appunto. Una piccola rivoluzione che suona non solo come simbolo di indipendenza, ma anche come affermazione culturale di una lingua e di un linguaggio cinematografico propri. Mirt Sost Shi Amit / Il raccolto dei tremila anni (1976), rimane un film epico di resistenza interna contro il sistema feudale. La copia restaurata è stata presentata nel 2006 all’interno della sessione Cannes Classics, riservata ai capolavori della storia del cinema. Gerima si afferma come regista della memoria e della liberazione contro ogni forma di oppressione, sia quella contro i neri in America, contro il sistema feudale, il regime militare (Imperfect Journey, 1994) o il razzismo delle ingiustizie giudiziarie (Wilmington 10- Usa 10.000, 1978). Filma la resistenza, e dà visibilità a quelle battaglie rese invisibili dalle narrazioni storiche classiche, perché solo così le persone possono riscattare la propria dignità. La resistenza contro l’invasione coloniale (Adwa, an African Victory, 1997), o quella degli schiavi per la propria liberazione (Sankofa, 1993) – troppo spesso omessa in favore della retorica su Lincoln. Sankofa diventerà un film di riferimento per la comunità africana americana. Sankofa (guardare al passato per andare verso il futuro) è anche il nome della libreria / centro culturale, a Washington, che Gerima ha fondato con la moglie, le regista Shirikiana Aina, sua compagna di lotte, da sempre. Questo santuario della cultura panafricana si trova proprio di fronte alla mitica università Howard, dove Gerima ha a lungo insegnato cinema, crogiuolo di artisti e filosofi della cultura nera. Qui ha spesso invitato i suoi studenti a creazioni collettive (After Winter, Sterling Brown, 1985). La lunga serie di rifiuti a distribuire Ashes and Embers (1982) sul ritorno dal Vietnam di un veterano africano americano, è stata l’occasione per fondare con Shirikiana Aina, la società di distribuzione Mypheduh Films dedicata al cinema nero indipendente, e poi Negodgwad Productions. Premiato in Italia anche per Teza (Premio speciale della Giuria al Festival di Venezia, 2008, oltre che Tanit d’oro alle giornate cinematografiche di Cartagine e Etalon d’oro al Fespaco), film fondamentale, coproduzione internazionale, di cui Wim Wenders ha dichiarato: “Spero che il mondo intero veda questo film”. Quella di Gerima è un’opera che naviga tra i continenti; i suoi film, sia di finzione che documentari, non hanno perso la tensione che anima il suo cinema, fin dai primi film sperimentali.

Filmografia

1971 Hour Glass

1972 Child of Resistance

1975 Mirt Sost Shi Amit – Il raccolto dei tremila anni

1979 Bush Mama

1979 Wilmington 10- USA 10, 000

1982 Ashes and Embers

1985 After Winter – Sterling Brown

1993 Sankofa

1994 Imperfect Journey

1999 Adwa, an African Victory

2008 Teza

2018 The Maroons, work in progress

2022 Black Lions, Roman Wolves, / The Children of Adwa, work in progress

Il 7 maggio a Torino, Polo del ‘900, presentiamo e discutiamo il n° 4 di “Officina Primo maggio”: inchiesta, ricerca, storia militante dalla parte di chi lotta per un altro mondo del lavoro possibile…

Dal 1973 al 1989 la rivista di storia militante “Primo Maggio” è stata un ambito vivace di riflessione e confronto in cui si affrontarono, fra molto altro, la crisi della grande industria fordista, l’emergere di nuove figure sociali, la trasmissione della memoria ma anche il nuovo ruolo che andavano assumendo nell’economia capitalistica la moneta o, su altri piani, i dispositivi della logistica. L’inchiesta e la storia orale erano strumenti al centro dell’attenzione e delle pratiche concrete di ricerca.

Quattro anni fa, nel dicembre 2018, proprio al Polo del ‘900, in occasione della presentazione di un numero speciale fuori serie di “Primo Maggio”, si prospettò l’idea di una nuova rivista che riprendesse aggiornandola e rivedendola la formula della rivista militante sui temi del lavoro, delle lotte dei lavoratori e dei movimenti sociali, dei loro antecedenti e archetipi storici.

“Officina Primo Maggio”, di cui presentiamo il 7 maggio prossimo il n°4, è nata da quelle ipotesi e ha già una piccola storia sua che ci auguriamo prosegua con crescente respiro e incidenza…

La presentazione è  articolata in tre segmenti: il primo è costituito da interventi di alcuni redattori della rivista (fra cui lo storico Sergio Bologna che ispira anche “Officina Primo Maggio” dopo aver diretto in altri tempi “Primo Maggio”), a partire  da temi affrontati nei primi numeri; il secondo è costituito da proposte di ricerca che, a partire da Torino, potrebbero interessare i prossimi numeri di “Officina Primo Maggio”; il terzo è una tavola rotonda su un tema, diciamo, di attualità, working poors e salario minimo, dubbi e convinzioni a confronto…

A questa presentazione a Torino, organizzata da alcuni istituti storici che da sempre, in varie chiavi, si occupano anche di storia del lavoro e delle lotte dei lavoratori valorizzando fra l’altro la strumentazione della storia orale, abbiamo invitato organizzazioni sindacali, cattedre e gruppi di lavoro dell’Università di Torino e ricercatori indipendenti su assetti e movimenti sociali, espressioni militanti torinesi delle mobilitazioni per diritti, uguaglianza, reddito, lavoro.
IL PROGRAMMA DELL’INCONTRO
Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza

in collaborazione con

Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”

e Unione Culturale “Franco Antonicelli”

Presentazione del n° 4 della rivista “Officina Primo Maggio”

7 maggio 2022, ore 14.30

Polo del ‘900, sala conferenze, c.so Valdocco 4/A, Torino

 

INTERVENTI REDAZIONE         

  • Sergio Bologna, Il progetto “Officina Primo Maggio” – breve storia e prospettive di una rivista militante
  • Emanuele Caon, il numero 4 di “Officina Primo Maggio” (e qualche anticipazione sul prossimo)
  • Matteo Gaddi, i delegati sindacali: funzioni, identità, formazione – idee per un lavoro d’inchiesta-
  • Carlo Tombola, armi, porti, portuali: logistiche di guerra

Coordina Sara Zanisi
PROPOSTE DA TORINO

Spunti per prossimi numeri        

  • Non una di Meno Torino, l’otto marzo tutti i giorni. Riflessioni sullo sciopero femminista e transfemminista
  • Dario Fontana (ricercatore SEPI), condizioni di lavoro nella fabbrica digitalizzata
  • Marco Scavino (Unito), le riviste militanti; una lunga storia; quanto attuale?
  • Claudio Panella (Unito e Unione culturale), scienze umanistiche e metamorfosi del lavoro
  • Marco Meotto (docente liceo), lavorare a scuola
  • Francesco Migliaccio (redazione torinese di “Monitor”), inchieste di “Monitor” a Torino

Coordina Corrado Borsa
TAVOLA ROTONDA        

Contro la povertà partire dai salari – il salario minimo legale?

Con Sergio Bologna e Matteo Gaddi interverranno Igor Piotto (segreteria Camera Lavoro Torino) e Stefano Capello  (Cub – Flaica)

Coordina Salvatore Cominu

LA LOCANDINA

Lunedì 25 aprile per la Festa della liberazione 2022 proiezione al cinema Massimo di Torino del film “Il sole sorge ancora”, la Resistenza italiana raccontata nell’immediato dopo guerra. La copia in proiezione del film è per la prima volta quella di eccellente qualità in possesso dell’Ancr

Lunedì 25 aprile 2022, ore 18.30

Cinema Massimo, Sala Tre, via Verdi 18, Torino

proiezione del film

Il sole sorge ancora, di Aldo Vergano (1946)

nella copia con immagini e sonoro di qualità donata da Uliano Lucas all’Ancr

Ingresso libero

L’evento è organizzato

dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza,

con la collaborazione del Museo Nazionale del cinema di Torino

e di CSC Cineteca Nazionale
Il sole sorge ancora  è un film sulla Resistenza italiana, realizzato immediatamente dopo la Liberazione su sollecitazione dell’ANPI milanese per l’urgenza di raccontare i fatti della lotta partigiana. Parteciparono al film molti cineasti e intellettuali del tempo che erano stati anche partigiani, tra cui Carlo Lizzani, Gillo Pontecorvo, Alfonso Gatto, Guido Aristarco e Giuseppe De Santis.

La copia del film in proiezione il prossimo 25 aprile  è quella donata nel 2020 all’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza da Uliano Lucas. Si tratta della copia appartenuta al produttore del film, e padre di Lucas, Giorgio Agliani.

In tale copia le immagini e il sonoro  hanno la loro giusta nitidezza, ma  è in essa per il momento mancante un rullo della durata di circa 10’. In attesa  di un restauro completo e adeguato della pellicola  proponiamo per questo 25 aprile la visione della copia digitalizzata dall’Ancr, con tutta la sua apprezzabile qualità, integrata del frammento mancante grazie alla collaborazione della Cineteca nazionale, che ringraziamo molto.

Agliani, partigiano ed ex operaio, subito dopo la guerra diventa produttore cinematografico e seguiterà questa attività, seppure con alterne vicende, producendo tra gli altri i film Caccia tragica (Giuseppe De Santis, 1948), Achtung banditi! (Carlo Lizzani, 1951) e L’Agnese va a morire (Giuliano Montaldo, 1976).

Lucas ha depositato in Ancr anche il fondo di corrispondenza tra suo padre e alcuni importanti registi, i documenti di produzione e le bozze del soggetto iniziale del film. Tutti questi materiali ci permettono di far rivivere il clima dell’estate del 1945 quando, subito dopo la Liberazione, era molto vivo il bisogno di raccontare in un film le  vicende partigiane.

Presentano il film
Uliano Lucas, Paola Olivetti, Franco Prono e Micaela Veronesi

Il sole sorge ancora, Italia 1946Regia: Aldo Vergano; sogg.: Giuseppe Gorgerino; sceneg.: Guido Aristarco, Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Aldo Vergano; f.: Aldo Tonti; scenog: Fausto Galli; mont.: Gabriele Varriale; cost.: Anna Gobbi; mus.: Giuseppe Rosati; inter.: Elli Parvo, Lea Padovani, Vittorio Duse, Ada Cristin Almirante, Checco Rissone, Carlo Lizzani, Gillo Pontecorvo, Egisto Olivieri, Marco Sarri, Riccardo Tassani, Mirko Korcinski, Ruggero Jacobbi, Lia Gollmar, Aldo Vergano, Giuseppe De Santis; prod.: Giorgio G. Agliani per Anpi film.

Sinossi

Dopo l’8 settembre 1943 i soldati abbandonano i loro reparti e ritornano alle loro case. Cesare ritorna al suo paese natale e lo trova pieno di sfollati, poveri e ricchi. Il giovane corteggia Laura, una sarta; figlia di un operaio della fornace del paese e da subito impegnata, come il padre, nella Resistenza. Tuttavia l’uomo non sa respingere le lusinghe di Matilde, ricca proprietaria, sposata al padrone della fornace, della quale diviene l’amante. Un giorno, quando i partigiani calano in paese per impadronirsi di un camion di farina, Cesare s’unisce ai vecchi amici e fugge sulla montagna. Intanto sono arrivati i tedeschi, che hanno messo un presidio nel paese e compiono un vero saccheggio. In seguito alla fucilazione di Don Camillo, il parroco, e alla sollevazione di Milano, gli abitanti del paese e gli operai della fornace insorgono contro i tedeschi. Questi minacciano di far saltare in aria il paese, ma sono battuti e cacciati dai partigiani. Matilde sentendosi coinvolta nella rovina della classe sociale cui appartiene, si espone al fuoco della battaglia e muore. Mentre il padrone della fornace si dà da fare per acquistare meriti partigiani e il fratello di Cesare, filotedesco, viene ucciso, Cesare riabbraccia Laura.

 Rappresentazioni cinematografiche del colonialismo italiano: tre densi giorni e una mattinata di interventi e immagini registrati in audio video e disponibili qui ora per tutti. Pubblichiamo I LINK ai quattro momenti del convegno

VISIONI DEL RIMOSSO

Il colonialismo negli archivi cinematografici

Giornate di studio su storia e cinema

30-31 marzo, 1 aprile 2022 

Il 2 aprile presentazione del volume Vedere l’impero. L’Istituto Luce e il colonialismo fascista di G. Mancosu

Polo del ‘900 Sala conferenze corso Valdocco 4/A

 

ECCO I  LINK ALLE RIPRESE AUDIOVISIVE AI TRE GIORNI DI CONVEGNO e alla presentazione del volume Vedere l’impero

30 MARZO
31 MARZO
1 APRILE
2 APRILE

 

 

IL PROGRAMMA DEI LAVORI E DELLE PROIEZIONI GIORNO PER GIORNO

30 marzo

Ora 14,30

APERTURA DEI LAVORI

Giulia Carluccio – Prorettrice dell’Università degli Studi di Torino

Alessandro Bollo – Direttore del Polo del ‘900

Franco Prono – Presidente di Ancr

Paola Olivetti – Direttrice di Ancr

Ora 15 – 19

L’attrazione dell’oltremare e l’Africa seducente: esotismo, esplorazioni, la costruzione dell’altro e dell’altra prima dell’impero fascista

Cecilia Pennacini (Università di Torino), Razze, colonie, immagini: la costruzione visiva del “selvaggio” e la “missione civilizzatrice”.

Maria Coletti (Cineteca nazionale), L’Africa esplorata e immaginata, tra documentario e finzione

Luca Mazzei (Università di Roma Tor Vergata), Fare la guerra, vedere la colonia (e viceversa): gli operatori italiani a Tripoli nel 1911-13.

Gianmarco Mancosu (Università di Cagliari)  Aethiopia 1924. La nascita della propaganda cinematografica coloniale fascista 

Beatrice Falcucci (Università dell’Aquila), Esplorare, filmare, esporre. Pratiche transmediali nella produzione di Vittorio Tedesco Zammarano.

Fartun Mohamed (European University Institute Firenze), L’amnesia della diaspora somala. Come (ri)attivare la memoria attraverso l’uso delle fonti coloniali cinematografiche.

Andrea Mariani (Università di Udine) e Serena Bellotti (Università di Udine), I nuovi testimoni del film Spedizione Franchetti nella Dancalia.

Modera Liliana Ellena 

Visioni ed estratti da:

Aethiopia (Guelfo Civinini, 1924) [provenienza della copia Archivio Luce]

La società agricola Italo-somala nella Somalia italiana (Carlo Pedrini, 1928) [provenienza della copia Ancr]

Il sentiero delle belve (Vittorio Tedesco Zammarano, 1932) [provenienza della copia Cineteca nazionale]

Cronaca cinematografica della guerra italo-turca. Serie mista (1912) Restauro a cura di CSC-Cineteca Nazionale, USSME, Università degli studi di Tor Vergata

Matrimonio abissino (Roberto Omegna, 1909)

Zuma (Baldassarre Negroni, 1913)

 

31 marzo

Ora 15-19

La conquista dell’Impero: aggressione, propaganda, espansione e discorso sulla razza.

Alessandro Pes (Università degli studi di Cagliari), Il fascismo alla prova dell’impero: pratiche e retoriche imperiali tra metropoli e colonia.

Gianmarco Mancosu (Università di Cagliari), Vedere l’impero del fascismo. Mobilitazione interna e violenza coloniale

Maria Coletti (Cineteca nazionale), Lo spazio coloniale e il corpo femminile, tra esotismo e propaganda: il tabù del meticciato

Alessandro Triulzi, Gli sguardi mancati, e quelli mancanti, sui soggetti coloniali.

Tavola rotonda su Cronache dell’impero

Modera: Farah Polato

Visioni ed estratti da:

Adunata! Ottobre XIII mentre l’ora solenne sta per scoccare nella storia della patria, venti milioni di italiani ascoltano la parola del duce (Giornale Luce B0761, 8 ottobre 1935)

L’atto di fede del popolo italiano, (Giornale Luce, 18 dicembre 1935)

5 maggio XIV/L’adunata/ 9 maggio XIV/ L’impero. Adunate generali del popolo italiano. (Giornale Luce 5 e 9 maggio XIV, maggio 1936)

Il cammino degli eroi (Corrado D’Errico, 1936) [provenienza della copia Archivio Luce]

Da Eboli ad Addis Abeba (Istituto fascista dell’Africa italiana, 1936) [provenienza della copia Ancr]

Abissinia (Roman Lazarevich Karmen, 1935) [provenienza della copia Archivio Aamod]

Cronache dell’impero (Luce, 1937) [provenienza della copia Ancr]

Sentinelle di bronzo (Romolo Marcellini, 1937)

Sotto la croce del Sud (Guido Brignone, 1938)

1 aprile

Ora 15-19

La perdita delle colonie e la persistenza delle tracce negli archivi e negli immaginari, tra stereotipi, rimozioni, nostalgia e atti mancati.

Simone Dotto (Università di Udine), L’Africa dal finestrino.

Industria automobilistica e cinema sponsorizzato nella transizione post-coloniale

Rossella Catanese (Università di Udine), Tre volti della Somalia: ritratto cinematografico di una (ex) colonia italiana negli anni cinquanta.

Cristina Voto (Università di Torino / Universidad Nacional de Tres de Febrero), Ascoltare le immagini, ascoltare l’alterità. Esercizi di decolonizzazione dell’immaginario fascista.

Chiara Cremaschi (regista) e Farah Polato (Università di Padova), Veneri nere e non solo: le spettralità del cast, i fantasmi della storia nelle storie

Simone Trabucchi (Invernomuto), Revisiting Malù

Verso una decolonialità condivisa. Dibattito finale e chiusura lavori

Modera: Gianmarco Mancosu

Visioni ed estratti da:

Una lettera dall’Africa (Leonardo Bonzi, 1951) [Archivio storico Istituto Luce Cinecittà]

Somalia. Missione conclusa (Claudio Costa, 1960) [ Presidenza del consiglio dei ministri]

Lavoro italiano in Somalia (Edoardo Zillich, 1953) [Archivio nazionale cinema d’impresa]I

Made in Italy, Etiopia 81 (Istituto del Commercio estero, 1968) [ Archivio nazionale cinema d’impresa]

Makai, donna d’Africa (Giorgio Moser, 1953)  [Archivio nazionale cinema d’impresa]

Mogadiscio bianca e nera (Gianfranco Pagani, 1954)  [Archivio nazionale cinema d’impresa]

Malù lo stereotipo della Venere nera in Italia [censored] (Invernomuto, 2015, videosaggio)

 

2 aprile

Polo del ‘900 Sala conferenze corso Valdocco 4/A

Ore 11

Giaime Alonge (Università di Torino), Patrizia Cacciani (Istituto Luce) e Marco Meotto (docente di storia e filosofia)

presentano il libro di Gianmarco Mancosu, Vedere l’impero. L’Istituto Luce e il colonialismo fascista, Mimesis, 2022

 

 

 

 

Rappresentazioni cinematografiche del colonialismo italiano: dopo le tappe del 2020 e del 2021 il progetto si sviluppa ulteriormente…Dal 30 marzo al 1° aprile 2022 tre densi giorni a Torino di immagini e interventi.

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Il colonialismo negli archivi cinematografici

Giornate di studio su storia e cinema

30-31 marzo, 1 aprile 2022

Polo del ‘900 Sala conferenze corso Valdocco 4/A
30 marzo

Ora 14,30

APERTURA DEI LAVORI

Giulia Carluccio – Prorettrice dell’Università degli Studi di Torino

Alessandro Bollo – Direttore del Polo del ‘900

Franco Prono – Presidente di Ancr

Paola Olivetti – Direttrice di Ancr

Ora 15 – 19

L’attrazione dell’oltremare e l’Africa seducente: esotismo, esplorazioni, la costruzione dell’altro e dell’altra prima dell’impero fascista

Cecilia Pennacini (Università di Torino), Razze, colonie, immagini: la costruzione visiva del “selvaggio” e la “missione civilizzatrice”.

Maria Coletti (Cineteca nazionale), L’Africa esplorata e immaginata, tra documentario e finzione

Luca Mazzei (Università di Roma Tor Vergata), Fare la guerra, vedere la colonia (e viceversa): gli operatori italiani a Tripoli nel 1911-13.

Gianmarco Mancosu (Università di Cagliari)  Aethiopia 1924. La nascita della propaganda cinematografica coloniale fascista

Beatrice Falcucci (Università dell’Aquila), Esplorare, filmare, esporre. Pratiche transmediali nella produzione di Vittorio Tedesco Zammarano.

Fartun Mohamed (European University Institute Firenze), L’amnesia della diaspora somala. Come (ri)attivare la memoria attraverso l’uso delle fonti coloniali cinematografiche.

Andrea Mariani (Università di Udine) e Serena Bellotti (Università di Udine), I nuovi testimoni del film Spedizione Franchetti nella Dancalia.

Modera Liliana Ellena 

Visioni ed estratti da:

Aethiopia (Guelfo Civinini, 1924) [provenienza della copia Archivio Luce]

La società agricola Italo-somala nella Somalia italiana (Carlo Pedrini, 1928) [provenienza della copia Ancr]

Il sentiero delle belve (Vittorio Tedesco Zammarano, 1932) [provenienza della copia Cineteca nazionale]

Cronaca cinematografica della guerra italo-turca. Serie mista (1912) Restauro a cura di CSC-Cineteca Nazionale, USSME, Università degli studi di Tor Vergata

Matrimonio abissino (Roberto Omegna, 1909)

Zuma (Baldassarre Negroni, 1913)
31 marzo

Ora 15-19

La conquista dell’Impero: aggressione, propaganda, espansione e discorso sulla razza.

Alessandro Pes (Università degli studi di Cagliari), Il fascismo alla prova dell’impero: pratiche e retoriche imperiali tra metropoli e colonia.

Gianmarco Mancosu (Università di Cagliari), Vedere l’impero del fascismo. Mobilitazione interna e violenza coloniale

Maria Coletti (Cineteca nazionale), Lo spazio coloniale e il corpo femminile, tra esotismo e propaganda: il tabù del meticciato

Alessandro Triulzi, Gli sguardi mancati, e quelli mancanti, sui soggetti coloniali.

Tavola rotonda su Cronache dell’impero

Modera: Farah Polato

Visioni ed estratti da:

Adunata! Ottobre XIII mentre l’ora solenne sta per scoccare nella storia della patria, venti milioni di italiani ascoltano la parola del duce (Giornale Luce B0761, 8 ottobre 1935)

L’atto di fede del popolo italiano, (Giornale Luce, 18 dicembre 1935)

5 maggio XIV/L’adunata/ 9 maggio XIV/ L’impero. Adunate generali del popolo italiano. (Giornale Luce 5 e 9 maggio XIV, maggio 1936)

Il cammino degli eroi (Corrado D’Errico, 1936) [provenienza della copia Archivio Luce]

Da Eboli ad Addis Abeba (Istituto fascista dell’Africa italiana, 1936) [provenienza della copia Ancr]

Abissinia (Roman Lazarevich Karmen, 1935) [provenienza della copia Archivio Aamod]

Cronache dell’impero (Luce, 1937) [provenienza della copia Ancr]

Sentinelle di bronzo (Romolo Marcellini, 1937)

Sotto la croce del Sud (Guido Brignone, 1938)

1 aprile

Ora 15-19

La perdita delle colonie e la persistenza delle tracce negli archivi e negli immaginari, tra stereotipi, rimozioni, nostalgia e atti mancati.

Simone Dotto (Università di Udine), L’Africa dal finestrino.

Industria automobilistica e cinema sponsorizzato nella transizione post-coloniale

Rossella Catanese (Università di Udine), Tre volti della Somalia: ritratto cinematografico di una (ex) colonia italiana negli anni cinquanta.

Cristina Voto (Università di Torino / Universidad Nacional de Tres de Febrero), Ascoltare le immagini, ascoltare l’alterità. Esercizi di decolonizzazione dell’immaginario fascista.

Chiara Cremaschi (regista) e Farah Polato (Università di Padova), Veneri nere e non solo: le spettralità del cast, i fantasmi della storia nelle storie

Simone Trabucchi (Invernomuto), Revisiting Malù

Verso una decolonialità condivisa. Dibattito finale e chiusura lavori

Modera: Gianmarco Mancosu

Visioni ed estratti da:

Una lettera dall’Africa (Leonardo Bonzi, 1951) [Archivio storico Istituto Luce Cinecittà]

Somalia. Missione conclusa (Claudio Costa, 1960) [ Presidenza del consiglio dei ministri]

Lavoro italiano in Somalia (Edoardo Zillich, 1953) [Archivio nazionale cinema d’impresa]I

Made in Italy, Etiopia 81 (Istituto del Commercio estero, 1968) [ Archivio nazionale cinema d’impresa]

Makai, donna d’Africa (Giorgio Moser, 1953)  [Archivio nazionale cinema d’impresa]

Mogadiscio bianca e nera (Gianfranco Pagani, 1954)  [Archivio nazionale cinema d’impresa]

Malù lo stereotipo della Venere nera in Italia [censored] (Invernomuto, 2015, videosaggio)
2 aprile

Polo del ‘900 Sala conferenze corso Valdocco 4/A

Ore 11

Giaime Alonge (Università di Torino), Patrizia Cacciani (Istituto Luce) e Marco Meotto (docente di storia e filosofia) presentano il libro di Gianmarco MancosuVedere l’impero. L’Istituto Luce e il colonialismo fascista, Mimesis, 2022

Per partecipare in presenza è necessario prenotare il proprio posto ai seguenti link:

30/03/2022  h. 14,30-19,00

L’attrazione dell’oltremare e l’Africa seducente: esotismo, esplorazioni, la costruzione dell’altro e dell’altra prima dell’impero fascista  – PRENOTA

31/03/2022 h. 15,00-19,00

La conquista dell’Impero: aggressione, propaganda, espansione e discorso sulla razza – PRENOTA

01/04/2022 h. 15,00-19,00

La perdita delle colonie e la persistenza delle tracce negli archivi e negli immaginari, tra stereotipi, rimozioni, nostalgia e atti mancati – PRENOTA

02/04/2022 h. 11,00

Presentazione del libro di Gianmarco Mancosu, Vedere l’impero. L’Istituto Luce e il colonialismo fascista, Mimesis, 2022 – PRENOTA

Filmare la storia: il bando della diciannovesima edizione e le schede d’iscrizione per le scuole e i videomaker. Inviare le opere entro il 31 marzo 2022

Raccontare con le immagini in movimento nuclei della storia dell’ultimo secolo: la formula portante non cambia, cambiano ovviamente gli autori, gli sguardi, le scelte, le esperienze  e così, anno dopo anno, il racconto degli ultimi cento anni nell’archivio (ormai imponente) di Filmare la storia si dilata e si sfaccetta.

Noi siamo pronti per chiarimenti e consigli: scriveteci, se volete, a filmarelastoria@ancr.to.it

Ci aspettiamo una vostra mobilitazione che metta insieme didattica della storia e comunicazione audiovisiva, efficacia operativa e quel vitale entusiasmo che abbiamo sempre riscontrato nei partecipanti.:

 

 

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LE SCHEDE PER ISCRIVERSI, QUELLA PER LE SCUOLE, QUELLA PER I VIDEOMAKER E QUELLA PER LA SEZIONE SPECIALE “IL NOSTRO MONDO AI TEMPI DEL COVID”.

Il programma dell’Ancr per il Giorno della memoria 2022: 27, 28 e 30 gennaio

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Tre proposte fra loro diverse per genere (teatro e cinema) e, in qualche modo, per destinatari (la pièce teatrale Il ballo di Irène e i due video selezionati dal nostro concorso “Filmare la storia” edizione 2021 si offrono a tutti, anche se in particolare alle scuole, e la pièce è replicata infatti in orari diversi per venire incontro alle esigenze di ogni pubblico possibile, mentre lo straordinario film del tedesco Thomas Heise Heimat è uno spazio nel tempo non è vietato a nessuno ma meglio si adatta, ci pare, a un pubblico in grado di confrontarsi con i 208 densi minuti che il regista nato a Berlino est nel 1955 dedica alla storia della sua famiglia – e della Germania – nel corso di tutto il ’900 e un po’ oltre).

Siamo molto contenti della varietà dei linguaggi che si mettono in campo qui per comunicare la storia di un secolo e di un punto in essa, la persecuzione anti ebraica del nazi fascismo, che è dirimente ma anche strettamente collegato a molto altro prima e dopo. Vicende e personaggi, documenti e punti di vista che cambiano per esplorare la dimensione del tempo, della memoria, del rapporto fra generazioni…Quanto diverse sono le cose che i vari linguaggi riescono a dire sui medesimi temi? Parta da questa domanda chi vorrà (e potrà) vedere tutto…

 

AGGIUNGIAMO: I PROGRAMMI DEL 27 E DEL 28 GENNAIO SARANNO DISPONIBILI ANCHE IN STREAMING SULLA PIATTAFORMA  STREEEN! Uno per giorno, ognuno tutto il giorno…250 posti per giorno disponibili nella sala virtuale della piattaforma, accesso gratuito.

Collegarsi  al sito della piattaforma Streeen! e prenotare l’accesso fino a esaurimento dei posti disponibili: https://streeen.org/rassegna/giorno-della-memoria-2022-ancr/

A tutti coloro che si collegheranno per vedere on streaming i nostri programmi del 27 e 28 gennaio vorremmo chiedere un riscontro (con essenziali dati e indirizzo; PER LE SCUOLE CHIEDEREMMO NOME DOCENTE, SCUOLA, CLASSE/i PARTECIPANTE/I IN PRESENZA O IN DAD COORDINATA DALL’INSEGNANTE). Sarà utilissimo per noi, per future programmazioni, per informare su altre iniziative. SCRIVERE A: ancr.didattica@ancr.to.it

 

 

 

Per intanto ecco nel dettaglio il nostro programma.

  • 27  GENNAIO

Ore 10.30 – 12.30 e 17.30 -19.00| Sala conferenze, Polo del ‘900 – Corso Valdocco 4a

Il ballo di Irène. L’incredibile storia di Irène Némirovsky (la vita della scrittrice di Suite francese)

Messa in scena teatrale di Andrea Murchio, con Alessia Olivetti. Il Ballo di Irène è la storia di Irène Némirovsky, scrittrice ebrea morta ad Auschwitz nel 1942 dopo aver viaggiato per mezza Europa e trionfato a Parigi grazie ai suoi capolavori letterari (quali David Golder, Il Ballo). Romanzi entusiasmanti, che all’epoca rivelarono una fuoriclasse della scrittura e che – con l’avvento del cinema sonoro – divennero soggetti cinematografici di grande successo.

A cura di: Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, con la collaborazione della Comunità Ebraica di Torino

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria

 

  • 28 GENNAIO

Ore 10.00 | Sala conferenze, Polo del ‘900 – Corso Valdocco 4a

Due video dal concorso Filmare la storia 18ª edizione (2021)

Giusti, di Matthias Durchfeld e Andrea Mainardi (2019, 42’). Durante la Shoah milioni di uomini e donne furono all’improvviso costretti a fuggire e a nascondersi. Grazie all’aiuto di alcune persone coraggiose, i Giusti, molti ebrei furono salvati dalla deportazione (Premio “25 aprile” di Filmare la storia 2021).
Le donne di Birkenau, di I.I.S. “Bosso – Monti”, Torino, classi IE, IIE, IVF (2019, 30’). Giuliana Fiorentino Tedeschi è un’insegnante di origine ebrea. Questo è sufficiente, l’8 marzo del 1944, per arrestarla e deportarla nel campo di sterminio di Birkenau. Il corto è ispirato al suo libro del 1988 C’è un punto della terra … Una donna nel lager di Birkenau (Menzione speciale Filmare la storia 2021 ).

Seguirà una breve attività laboratoriale che coinvolgerà gli studenti presenti

A cura di: Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, con la collaborazione della Comunità Ebraica di Torino

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria

 

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  • 30 GENNAIO

Ore 15.30 | Sala conferenze, Polo del ‘900 – Corso Valdocco 4a

Heimat è uno spazio nel tempo (Heimat ist ein Raum aus Zeit), un film di Thomas Heise (2019, 208’)

A partire dalla semplice lettura di cento anni di lettere della sua famiglia Thomas Heise ripercorre un secolo di storia tedesca (e pertanto fra l’altro, ovviamente, il nazismo e lo sterminio degli ebrei), in un percorso nel quale si condensano inestricabilmente pubblico e privato, Vienna, Berlino, Dresda, l’amore, il lavoro, l’arte, le speranze e le disillusioni di donne e uomini nel tempo: un’elegia che, come è stato scritto, è quasi un’autopsia, oggettiva e sconvolgente.

A cura di: Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, , con la collaborazione della Comunità Ebraica di Torino e del Goethe – Institut

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria

La Cineteca della deportazione per il Giorno della memoria 2019 – Iniziative dell’ANCR per le scuole e per tutti


La Cineteca della Deportazione è una rassegna che l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza organizza per il Giorno della memoria 2019 a Torino, in collaborazione con il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale piemontese. L’iniziativa si rivolge sia alle scuole per accompagnare la programmazione didattica e approfondire conoscenze e consapevolezza sul Giorno della memoria, sia ad un pubblico più ampio affinché si possano creare momenti utili di riflessione.
Cineteca della deportazione, rassegna per il Giorno della memoria 2019

A cura dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza
in collaborazione con Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte

PER LE SCUOLE

Mercoledì 23 gennaio, ore 10.00  | corso Valdocco 4/a – Sala Conferenze
Cineteca della deportazione. Proiezione per le scuole del film Dottor Korczak di Andrzej Wajda (Polonia 1990, durata 115 min) . Interviene Umberto Mosca, critico cinematografico e media educator. Prenotazione obbligatoria (info: ancr.didattica@gmail.com).
Giovedì 24 gennaio, ore 10.00  | corso Valdocco 4/a – Sala Conferenze
Cineteca della deportazione. Proiezione per le scuole del film I bambini di Rue Saint-Maur 209, di Ruth Zylberman  (Francia 2017, durata 100 min) . Versione originale in lingua francese con sottotitoli in italiano. Prenotazione obbligatoria (info: ancr.didattica@gmail.com).
Martedì  29 gennaio, ore 10.00  | corso Valdocco 4/a – Sala Conferenze
Cineteca della deportazione. Proiezione per le scuole del film Corri ragazzo corri di Pepe Danquart (Francia 2013, durata 108 min ). Prenotazione obbligatoria (info: ancr.didattica@gmail.com).Mercoledì 30 gennaio, ore 10.00 | corso Valdocco 4/a – Sala Conferenze
Cineteca della deportazione. Proiezione  per le scuole del film Il figlio di Saul di László Nemes (Ungheria 2015 durata 107 min), vincitore del premio della giuria a Cannes. Interviene Donatella Sasso. Prenotazione obbligatoria (info: ancr.didattica@gmail.com).
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PER TUTTI
Sabato 26 gennaio, ore 14.30  | corso Valdocco 4/a – Sala Conferenze 
Proiezione del film L’ultimo degli ingiusti (Le dernier des injustes, Francia 2013, durata 210 min) di Claude Lanzmann, versione originale in lingua francese con i sottotitoli in italiano
.Sabato 26 gennaio, ore 15.30  | corso Valdocco 4/a – Minicinema
 Il Diario di Anna Frank (Anne no niki) di Akinori Nagaoka (1995, durata 102 min). Versione originale (lingua giapponese) con sottotitoli in italiano. Prenotazione obbligatoria (ancr.didattica@gmail.com)
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Informazioni e prenotazioni: 011 480111 / ancr.didattica@gmail.com

Per le scuole: indicare scuola, classi, numero studenti.