Laboratorio sperimentale di didattica della storia e della filosofia al Liceo Cremona di Milano

Milano, 29 ottobre 2020. La Fondazione Memoria della Deportazione, l’Università degli Studi di Milano e gli insegnanti del Dipartimento di filosofia e di storia del Liceo Scientifico Luigi Cremona di Milano organizzano un laboratorio sperimentale di didattica per la storia e per la filosofia, con l’obiettivo di far maturare nel liceo un presidio di auto-formazione permanente ed autonomo, e di creare un modello esportabile in altri istituti.

Il progetto

Il progetto nasce dall’esigenza, oggi imprescindibile, date le emergenze contingenti, che la scuola rifletta sulla sua specificità e la sappia valorizzare. La richiesta degli insegnanti è molto chiara: “come e secondo quali strategie, quali metodi, sia possibile rendere le discipline con i loro programmi – spesso molto ampi – e le loro questioni perspicue, chiavi concettuali vive e dinamiche per un’analisi critica dell’esperienza e dei suoi sensi possibili?”.

Le prime risposte nasceranno dai quattro incontri seminariali, che proprio per essere efficaci, si terranno a numero chiuso col gruppo dei docenti di storia e di filosofia del liceo, a partire dal 29 ottobre 2020 e fino a tutto il mese di dicembre.

Sarà il confronto coi docenti e con le loro richieste che ci indicherà, come è sempre avvenuto e sempre dovrebbe avvenire, la strada da percorrere.

Si allega la bozza di progetto Didalab

Interverranno:

- prof. Beatrice Del Bo, Didattica della storia, Università degli Studi di Milano

Nella gabbia del tempo: la storia insegnata

- prof. Paolo Valore, Didattica della filosofia – Storia della metafisica – Storia della filosofia contemporanea, Università degli Studi di Milano

Metodologia di ricerca nella didattica della filosofia. Insegnare per temi e problemi è possibile? (parte prima)

- prof. Alberto Frigo, Didattica della filosofia, Università degli Studi di Milano

Metodologia di ricerca nella didattica della filosofia. Insegnare per temi e problemi è possibile? (parte seconda)

- prof. Massimo Castoldi, in qualità di responsabile della didattica della Fondazione Memoria della Deportazione

Metodologie di ricerca per la didattica della storia: l’uso delle fonti nella ricostruzione complessa del fatto storico. Esemplificazioni a uso didattico

 

 

 

 

Archivio Fondazione Memoria della Deportazione: l’archivio fotografico Aned è online

La prima parte del Fondo fotografico Aned è oggi consultabile online sul sito di Regione Lombardia Beni Culturali, grazie all’impegno della Fondazione Memoria della Deportazione, che ne è anche Istituto di conservazione, su progetto di Massimo Castoldi (responsabile esecutivo), di Maddalena Cerletti (responsabile scientifico e catalogatore), di Vanessa Matta (supporto alle ricerche archivistiche) e di Elena Gnagnetti (supporto alle ricerche bibliografiche), e grazie al contributo accordato da Regione Lombardia per la realizzazione del progetto su Bando di «Invito alla presentazione di progetti per la valorizzazione e promozione di istituti e luoghi della cultura, siti Unesco, itinerari culturali e catalogazione del patrimonio culturale (l.r. 25/2016) – anno 2019».

Il lavoro di valorizzazione dei fondi Aned

Si è infatti conclusa nel 2020 la prima fase (limitata alle prime 732 immagini) del progetto di valorizzazione e tutela del Fondo fotografico Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti), dopo che negli anni precedenti si era completata l’inventariazione completa del Fondo cartaceo Aned Milano e Aned nazionale, e da quando nel 2004 gli Archivi della Fondazione Memoria della Deportazione sono stati dichiarati dal Ministero per i beni e le attività culturali di notevole interesse storico, ai sensi dell’attuale D. L. n. 42/2004.

La storia del Fondo fotografico

Il fondo fotografico fu consegnato alla Fondazione Memoria della Deportazione nel 1999 e negli anni immediatamente successivi. Raccoglie tutto il patrimonio fotografico raccolto e prodotto dall’Aned nel corso degli anni, dalla sua fondazione (nel 1945 nacquero alcune sezioni locali, nel 1957 l’Aned Nazionale) ai primi anni del 2000. Si tratta di fotografie che documentano l’attività istituzionale dell’ente e fotografie che documentano la storia della deportazione politica e razziale nei lager nazisti e il contesto politico e sociale che ne fu la causa.

Lo studio del fondo ha comportato l’analisi di tutto il patrimonio fotografico in esso conservato, delle carte a esso inerenti presenti nell’archivio cartaceo, degli elenchi e degli inventari sul patrimonio realizzati negli anni. In particolare è stato indagato come il fondo si sia formato e quali siano i legami esistenti tra i materiali fotografici (per esempio tra negativi, stampe e diapositive) e tra materiale fotografico ed eventuale materiale cartaceo.

Nella fase di studio dell’archivio fotografico si è cercato di ricostruire l’ordinamento realizzato da Giandomenico Panizza (1927-2000) nel 1991, individuando nel suo lavoro la prima organizzazione ragionata e strutturata dell’archivio di cui vi sia traccia, pensata «dall’interno» per le esigenze dell’Associazione.

In particolare sono state ricostruite due sezioni che riprendono le suddivisioni del fondo realizzate da Giandomenico Panizza e definite da lui stesso Parte  storica e Testimonianze nei documenti presenti all’interno dell’archivio cartaceo (Fondo Aned, b. 90, fasc. 2).

Parte storica

La prima sezione Parte storica, oggi inventariata e studiata per la prima parte, raccoglie tutta la documentazione fotografica (stampe originali e riproduzioni di fotografie storiche e di documenti in lastra di vetro, pellicola piana e carta fotografica) raccolta e prodotta negli anni dall’Aned Nazionale per documentare il tema della deportazione nazista e il periodo storico che ne fu la causa.

I soggetti

Più in particolare le immagini riguardano il periodo storico che va dalla prima Guerra Mondiale fino ai processi ai criminali nazisti (processo di Norimberga 1945):

Prima della deportazione

L’espansione del nazismo in Europa; le esecuzioni fuori dai lager; le persecuzioni antisemite; le atrocità contro gli avversari politici; gli arresti e i rastrellamenti in Germania e negli stati occupati dai nazisti; il trasporto dei prigionieri e l’arrivo nei campi di concentramento nazisti.

I campi e la deportazione

Le immatricolazioni; le foto e le schede segnaletiche degli internati; i luoghi, le strutture e le piantine dei campi di concentramento nazisti in Germania, Polonia, Italia e Francia; la vita nei campi di concentramento; il lavoro forzato; gli esperimenti «scientifici» sui prigionieri; le torture e le atrocità perpetrate dai nazisti ai prigionieri dei campi di concentramento; la morte nei campi di concentramento; le camere a gas; i forni crematori; i cumuli di effetti personali sottratti ai deportati; le marce della morte, le evacuazioni e i trasporti dei prigionieri dai campi, quando i nazisti si sono sentiti pressati dall’avanzata degli eserciti Alleati.

La liberazione

La liberazione dei campi da parte degli eserciti Alleati; i cadaveri insepolti e i sopravvissuti nei campi subito dopo la liberazione; la sepoltura dei morti; i monumenti e i memoriali realizzati all’interno dei campi dopo la liberazione in commemorazione dei caduti e per non dimenticare l’esperienza concentrazionaria; la riproduzione dei disegni realizzati da prigionieri italiani nei campi di concentramento durante la prigionia e relativi all’esperienza concentrazionaria; la riproduzione di prime pagine di quotidiani italiani usciti nel periodo storico in esame, di documenti e testi nazisti; la riproduzione di testi e brani scritti da storici e poeti riguardanti il tema; la riproduzione di didascalie di mostre fotografiche inerenti il tema.

Il contributo di Albe e Lica Steiner

La raccolta di immagini più consistente e sistematica probabilmente fu condotta da Albe e Lica Steiner in accordo con l’Aned a partire dalla fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta in diversi archivi europei. Scopo della ricerca era recuperare immagini e documenti da utilizzare per una serie di lavori (mostre, volumi, convegni ecc.) che mantenessero viva la memoria dell’esperienza concentrazionaria.

Testimonianze

La sezione Testimonianze, ancora in corso di inventariazione, raccoglie tutta la documentazione fotografica (stampe in bianco e nero e a colori a volte raccolte in album fotografici) raccolta e prodotta negli anni dall’Aned Nazionale per documentare le attività e la vita dell’Associazione, gli eventi e i monumenti realizzati per testimoniare l’esistenza dei campi di sterminio. Tra le immagini sono presenti fotografie di monumenti, memoriali, disegni e racconti di sopravvissuti, pellegrinaggi ai campi di concentramento, incontri, congressi, convegni, attività formative e informative, manifestazioni, mostre.

Scheda Fondo

Didattica. Inizia il mese della Fondazione nelle scuole

Milano, 23 gennaio -23 febbraio 2020. Il prof. Massimo Castoldi, responsabile della didattica della Fondazione Memoria della Deportazione, incontrerà per un mese, con una serie di lezioni e di attività laboratoriali sulla memoria e sul metodo di ricerca storica, circa trecento studenti di alcuni Istituti scolastici della provincia di Milano e della regione Lombardia, ma anche provenienti dalla Francia. Gli incontri si terranno in parte nella sala conferenze della Fondazione Memoria della Deportazione, in parte nelle scuole di appartenenza. Gli incontri fissati:

  • 23 gennaio Istituto Bertacchi di Lecco (a Lecco)
  • 29 gennaio Gruppo di cinquanta studenti francesi (in Fondazione)
  • 3 febbraio proseguirà il progetto didattico già avviato con l’Istituto d’Istruzione Superiore Statale (IISS) “Giuseppe Torno” di Castano Primo (MI) (in Fondazione)
  • 4 febbraio incontro con gli studenti dell’Istituto Piero della Francesca di San Donato milanese (indirizzo socio-sanitario) (in Fondazione)
  • 10 febbraio incontro con gli studenti dell’IPSSEEC A. Olivetti di Monza (in Fondazione)
  • 11 febbraio incontro con gli studenti dell’IPSSEEC A. Olivetti di Monza (in Fondazione)

Il tema al centro dei percorsi didattici sarà quello delle

Ragioni storiche del fascismo e la memoria.

Ricostruite le origini e le ragioni storiche della dittatura al suo insorgere dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, si ragionerà con gli studenti anche sull’elaborazione di una memoria consapevole sugli ultimi anni della seconda guerra mondiale, che ha conosciuto, in Germania e in Italia, percorsi differenti, scanditi da tempi e sensibilità diverse. Dopo decenni di oblio, in Germania si è avviato un processo di recupero dei luoghi della memoria del nazismo e di fondazione di centri di documentazione, nei quali è in atto una ricerca costante sui modi di trasmissione della memoria alla collettività e alle nuove generazioni.

Diversa la storia italiana, che, pur avendo fin dal 1945 elaborato una memoria diffusa dell’antifascismo e della Resistenza, è ancora segnata da reticenze e difficoltà nell’elaborazione di una memoria autocritica, capace di conservare anche il ricordo dei «torti che noi abbiamo fatto ad altri», e che è il contrario della memoria autocelebrativa, e implicitamente autoassolutoria, ancora molto diffusa.

Mostra: Arte Testimonianza Memoria

Milano, 27 Gennaio 2020, Casa della Memoria, Inaugurazione ore 18.00. Si espongono per la prima volta 27 frammenti delle tele originali dipinte da Mario “Pupino” Samonà per il Memoriale in onore degli italiani assassinati nei campi nazisti collocato ad Auschwitz. La mostra sarà aperta fino al 31 Marzo 2020. Da Lunedì a Venerdì 9-12.30 13.30-17 Sabato, Domenica e Festivi 10-18 INGRESSO LIBERO.

Apre il 27 gennaio 2020 “Arte Testimonianza Memoria” un’occasione per celebrare il Giorno della Memoria nell’anno del 75° Anniversario della Liberazione con un’esperienza singolare e suggestiva. Per la prima volta sono esposti 27 frammenti delle tele realizzate dal pittore Mario “Pupino” Samonà (Palermo, 1925-2007) per il Memoriale realizzato ad Auschwitz, a testimonianza degli orrori della guerra e dello sterminio perpetuato nei campi nazisti, provenienti dagli archivi della Fondazione Memoria della Deportazione di Milano.

 

La mostra “Arte Testimonianza Memoria”, promossa dall’Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED) e dalla Fondazione Memoria della Deportazione, rappresenta un’opportunità per tenere viva la memoria attraverso la testimonianza e l’operato di grandi artisti e intellettuali, che hanno lavorato alla costruzione di un’opera che racconta le luci e le ombre della nostra storia, aiutando ognuno di noi a riconoscere quelli che sono oggi i nostri beni più grandi: la Democrazia e la Libertà. Un progetto accolto e sostenuto con forza dal Comune di Milano|Cultura.

La grande opera fu allestita nel 1979 all’interno del Blocco 21, grazie alla collaborazione di un eccezionale gruppo di intellettuali che produsse una delle prime installazioni multimediali al mondo. Gli architetti Lodovico e Alberico Belgiojoso dello studio BBPR progettarono la struttura a spirale che attraversava l’edificio; il pittore Pupino Samonà dipinse le tele della spirale, traducendo in un linguaggio pittorico il senso dello scritto che Primo Levi aveva rivolto ai visitatori; il compositore Luigi Nono compose la musica che accompagnava tutto il percorso; il regista Nelo Risi coordinò tutti questi contributi.

A seguito della decisione del Museo di Auschwitz, l’opera venne chiusa al pubblico nel 2011 e, dopo una sofferta vicenda, ANED ne decise il rientro in Italia nel 2015. Restaurata e rimontata a cura dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, l’installazione è oggi visitabile presso il Padiglione EX3 nel quartiere Gavinana del capoluogo toscano.

In fase di installazione del Memoriale, le tele originali furono in parte tagliate per adattarle alla struttura a spirale e i frammenti vennero conservati da ANED, entrando poi a far parte del patrimonio della Fondazione Memoria della Deportazione di Milano. La pittura di Samonà si sviluppa in un racconto che parte dai tempi bui dello squadrismo e della dittatura fascista passando per l’esperienza alla lotta partigiana e della deportazione degli ebrei e degli antifascisti, per arrivare infine alla liberazione che ha aperto nuovi orizzonti di speranza. Il percorso è scandito da scale cromatiche che vanno dal nero al rosso al giallo per culminare con il bianco, simbolo della pace ritrovata.

Accanto alle tele vengono esposti una parte dei disegni preparatori dello stesso Samonà e alcuni documenti di progetto realizzati da Lodovico e Alberico Belgiojoso.

Comunicato stampa

MEMORIA OGGI. Storia e memoria. Valori e narrazioni a 75 anni dalla nascita della democrazia italiana

Milano, 21 gennaio 2020, ore 15-19, presso Fondazione Memoria della Deportazione, via Dogana 3 sala conferenze (secondo piano) si terrà il seminario aperto Storia e memoria. Valori e narrazioni a 75 anni dalla nascita della democrazia italiana.

Introducono:

  • Marcello Flores, storico
  • Marino Livolsi, sociologo
  • Salvatore Veca, filosofo

Partecipano:

  • David Bidussa, storico sociale delle idee
  • Barbara Bracco, docente di Storia, Università degli Studi di Milano Bicocca
  • Massimo Castoldi, responsabile della didattica Fondazione Memoria della Deportazione
  • Roberto Cenati, presidente Anpi provinciale di Milano
  • Emanuela Fronza, docente di Diritto, Università di Bologna
  • Floriana Maris, presidente Fondazione Memoria della Deportazione
  • Giovanna Rosa, docente di Letteratura italiana, Università degli Studi di Milano
  • Dario Venegoni, presidente Aned Nazionale

Coordina:
Marco Bertoli, direttore Fondazione Memoria della Deportazione

Al termine del seminario, a chi ne farà richiesta, sarà rilasciato l’attestato di frequenza.

La Fondazione Memoria della Deportazione ricorda Lore Kleiber a un mese dalla scomparsa

Milano, 17 gennaio 2020. La Fondazione Memoria della Deportazione ricorda  il magistero, la competenza, l’umanità, la generosità, l’umorismo di Lore Kleiber, a un mese dalla sua scomparsa, avvenuta il 17 dicembre 2019.

Ricorda la sua rara capacità  di coinvolgere i giovani su tematiche complesse come quelle della deportazione, della Resistenza, della Seconda guerra mondiale, senza nulla concedere alla retorica celebrativa, a forzature ideologiche, e d’altra parte alle ricorrenti banalizzazioni.

Lore Kleiber era nata il 12 luglio 1951, e ci ha lasciato troppo presto. Come ricercatrice e responsabile della didattica presso la Casa della Conferenza di Wannsee a Berlino e membro del nostro Comitato storico-scientifico lascia un vuoto che sarà difficilmente colmabile.

Piace ricordarla ripercorrendo il progetto didattico che ci ha visto lavorare insieme per tutto l’anno scolastico 2015-2016.

 

Il progetto didattico Castoldi-Kleiber-Di Vaio

Anno scolastico 2015 – 2016

Il giorno 4 giugno 2016 si è concluso con un incontro nella Sala conferenze della Fondazione Memoria della Deportazione (Milano, via Dogana 3) il progetto didattico in alternanza scuola-lavoro tra Fondazione Memoria della Deportazione, Casa della Conferenza di Wannsee di Berlino e Liceo scientifico Donatelli-Pascal di Milano con l’intera classe III F: La città, la guerra, la memoria: Un ponte tra Milano e Berlino. Fascismo e Nazionalsocialismo allo specchio.

Le premesse e il viaggio a Berlino

Dopo alcuni incontri propedeutici col prof. Massimo Castoldi, gli studenti nei giorni 15-16-17 marzo sono stati guidati a Berlino, oltre che dal prof. Castoldi medesimo, dalla prof. Daniela Di Vaio e dalla prof. Stefania Imbriani.

A Berlino hanno incontrato la prof. Lore Kleiber e il prof. Tommaso Speccher, che li hanno intrattenuti presso la Casa della Conferenza di Wannsee, e in alcuni luoghi della memoria della città, dalla Topografia del Terrore, il complesso museale sorto sopra i resti della centrale della polizia segreta del nazionalsocialismo, al Museo Otto Weidt, che ricorda la storia dell’imprenditore Otto Weidt, che aiutò molti ebrei durante la persecuzioni naziste.

Gli studenti hanno anche incontrato Albrecht Wagner, nato e cresciuto nella Berlino est, testimone della città di Berlino divisa e degli anni della difficile ricostruzione.

I laboratori didattici a Berlino e a Milano

Sotto la guida dei docenti hanno incominciato presso la casa di Wannsee attività laboratoriali di gruppo sui temi:

  • Educazione e gioventù nella propaganda fascista;
  • La figura di Mussolini tra propaganda e realtà;
  • Imperialismo e razzismo;
  • Persecuzione antisemita e promulgazione delle cosiddette leggi razziali;
  • I campi di concentramento in Italia e la deportazione dall’Italia.

Dopo il rientro a Milano, il lavoro è proseguito per tutti i martedì pomeriggio dei mesi di aprile e di maggio presso la sede della Fondazione Memoria della Deportazione, sotto la guida del Prof. Castoldi. I laboratori avviati a Berlino sono stati supportati da adeguati strumenti bibliografici.

Gli studenti sono stati avviati alla rielaborazione delle fonti storiche, a ragionare con rigore logico su alcune questioni, identificando problemi e individuando possibili soluzioni. Si è cercato tanto di curare l’esposizione dei contenuti, quanto di abituare gli studenti a sostenere una tesi e a saper ascoltare criticamente gli interventi altrui.

Agli studenti sono state proposte alcune interviste sui luoghi di memoria della città di Milano e la testimonianza di Ionne Biffi, vice presidente della Fondazione, e figlia di Angelo Biffi, operaio della Falck deportato nei Kz di Mauthausen e Gusen, per aver organizzato e aderito agli scioperi del 1943 e del marzo 1944, e morto a Gusen il 15 aprile 1945.

Il convegno

Gli studenti hanno così, pur nel poco tempo a loro disposizione, elaborato una sequenza ordinata di interventi sui temi loro suggeriti, interagito con le molteplici proposte, e anche organizzato un piccolo convegno di due ore, che è stata la riuscita conclusione del percorso.

All’incontro erano presenti quasi tutti i genitori, che la Fondazione ringrazia, per aver dimostrato dall’inizio alla fine del progetto fiducia e partecipazione. Ecco la locandina dell’evento disegnata dagli studenti:

Locandina 4 giugno 2016

Un ringraziamento a tutta la classe 3^ F, che all’unisono ha preso parte all’iniziativa, dimostrando un progressivo coinvolgimento e interesse: Lorenzo Angelillo ‒  Simone Bruschi ‒ Camilla Cerasi ‒ Beatrice Clavarino ‒ Riccardo Corsini ‒ Chiara Curreli ‒ Davide D’Amore ‒ Simone De Palma ‒ Alessandro De Pascalis ‒ Eugenio Decimi ‒ Tommaso Fondrini ‒ Michele Gallo ‒ Ricardo Greggi ‒ Emma Jaffé ‒ Matteo Manino ‒ Erika Manglavite ‒ Simone Marotta ‒ Tommaso Mori ‒ Dario Pajé ‒ Alessandro Poggi ‒ Alessia Re ‒ Valentina Rendina ‒ Antonio Sgroi ‒ Edoardo Tedesco.

A Berlino

A Como, l’antifascismo nella scuola Italiana. Presentazione del volume Insegnare libertà

Como, giovedì 16 gennaio 2020, ore 17.30, Biblioteca dell’Istituto di Storia Contemporanea, via Brambilla 39. Presentazione del volume Insegnare libertà. Storie di maestri antifascisti, Donzelli 2018, vincitore del premio the Bridge / il Ponte per la saggistica italiana 2019.

L’autore Massimo Castoldi (Fondazione Memoria della Deportazione – Milano), dialoga con la storica Roberta Cairoli (Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” – Como) sul tema dell’opposizione al fascismo di molte maestre e maestri che spesso, per questa loro decisione, furono costretti a lasciare l’insegnamento e a subire la violenza fascista.

L’iniziativa è organizzata dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como.

Locandina

Il volume è dedicato a quella parte della classe magistrale, fieramente risoluta nel proprio compito, disposta a combattere con ogni mezzo la propaganda del regime, tra i quali molti o molte furono costretti o costrette a lasciare l’insegnamento, conobbero il confino, caddero vittime della violenza fascista e poi, anche, di quella nazista.

Nei primi anni del secolo, dalla fondazione dell’Unione magistrale nel 1900 all’istituzione del Sindacato magistrale aderente alla Confederazione generale del lavoro nel 1919, i maestri avevano acquisito sempre più consapevolezza del loro ruolo di educatori e di operatori sociali, non ritenendosi più soltanto sacerdoti laici con la missione dell’educazione nazionale.

Sentivano di dover partecipare in modo attivo alla vita socio-culturale dell’Italia, nella lotta contro l’analfabetismo, nella creazione di una coscienza civica e unitaria, ma anche nello sviluppo del socialismo o del cattolicesimo popolare, che, sebbene in conflitto tra loro, si fondavano sulla medesima necessità di un’istruzione diffusa.

Se il fascismo guardò alla scuola elementare come al luogo di formazione e di costruzione della coscienza del nuovo bambino soldato fedele al regime, molti maestri ne contrastarono il linguaggio e i modelli culturali, educando i bambini a principi alternativi: patriottismo, e non nazionalismo, solidarietà, fratellanza e libertà, anziché violenza, razzismo e cieca obbedienza.

Il volume racconta soltanto dodici storie, ma potrebbero essere molte di più. Lo scopo è stato quello di rappresentare modalità differenti di opposizione alla cultura dominante, da quelle più aperte e frontali, a quelle più calcolate e addirittura dissimulate. Uomini e donne, socialisti, cattolici, liberali o semplicemente patrioti, questi maestri e queste maestre testimoniano che la loro battaglia silenziosa fu possibile, nonostante tutto, e che è stata, ben oltre la sfida e la ribellione, una vera lezione di Resistenza civile.

Indice del volume:

  1. L’assassinio di Carlo Cammeo
  2.  Il sacrificio di Franz Innerhofer
  3.  Anselmo Cessi, un patriota cattolico ucciso dai fascisti
  4. L’alta coscienza socialista di Alda Costa
  5. Mariangela Maccioni, la maestra antifascista di Nuoro
  6. Abigaille Zanetta, una combattente
  7. Fabio Maffi, il maestro dei maestri
  8. Carlo Fontana, da assessore a sindaco di Magenta
  9. Aurelio Castoldi, dal sindacato dei tipografi alle edizioni Labor
  10. Giuseppe Latronico, il direttore didattico amico di Gobetti
  11. Anna Botto e le tre corone del rosario, da Vigevano a Ravensbrück
  12. Salvatore Principato e l’esempio come educazione civica

A Lucca Brunello Mantelli e Francesca Cavarocchi presentano Tante Braccia per il Reich!

A Lucca, il 15 gennaio 2020, alle ore 17.00 Casa della Memoria e della Pace, Castello di Porta San Donato, Mura Urbane, il prof. Brunello Mantelli (Università della Calabria) e la prof. Francesca Cavarocchi (Università di Firenze) presenteranno i volumi promossi dalla Fondazione Memoria della Deportazione:

Tante Braccia per il Reich! Il reclutamento di manodopera  nell’Italia occupata 1943-1945 per l’economia di guerra della Germania nazionalsocialista. Prefazione di Gianni Perona, Fondazione Memoria della Deportazione, nota di Enzo Orlanducci, presidente Nazionale ANRP, a cura di Brunello Mantelli, Milano, Mursia, 2 voll.

Saluti: Assessora Ilaria Vietina

Introduce: Andrea Ventura (Università di Pisa, direttore ISREC Lucca)

Locandina

I volumi introdotti dal curatore prof. Brunello Mantelli con un saggio dal titolo Tra Marte e Vulcano. Manodopera italiana nell’economia di guerra del Terzo Reich: una circolarità, sono il primo studio organico su dinamiche e modalità del prelievo coatto di lavoratori dall’Italia e del loro sfruttamento oltre Brennero nel periodo della Repubblica Sociale Italiana.

Sono in tutto undici saggi che documentano il fenomeno da Torino, Milano e Genova, all’Emilia, al litorale adriatico, alla Toscana, alle Marche, a Roma e al Lazio.

L’opera è corredata di Bibliografia generale, descrizione delle fonti archivistiche, indice dei nomi e indice dei luoghi.

I saggi

«Soldati del fronte» e «Soldati del lavoro». Il reclutamento di lavoratori dal Torinese per il Reich, 1943-1945 (Giovanna D’Amico)

Aspetti del reclutamento per il lavoro coatto nel Reich a Genova e nella sua provincia, 1943-1945 (Irene Guerrini e Marco Pluviano)

Da Milano alle fabbriche del Reich. Emigrazione e trasferimenti coatti, 1938-1945 (Massimiliano Tenconi)

«Al lavoro per il Grande Reich». L’arruolamento coatto di manodopera per la Germania nella Zona di Operazione «Litorale Adriatico» (Sara Bergamasco)

Il Commissariato Marchiandi e le pratiche di precettazione in Emilia (Toni Rovatti)

Da Imola al lavoro per il Terzo Reich. La documentazione del fondo ANED dell’Istituto Cidra (Andrea Ferrari e Marco Orazi)

Firenze e la Toscana Settentrionale. Dal difficile arruolamento autunnale alle razzie dell’estate (Francesca Cavarocchi)

Le Marche come riserva di braccia, 1943-1944 (Annalisa Cegna)

Umbria terra bruciata. Contadini e braccianti al lavoro nel Reich (Antonella Tiburzi)

La via dei lavoratori. L’ispettorato del lavoro e il reclutamento di manodopera per il Reich a Roma e nel Lazio (Costantino Di Sante)

Gefangenaktion. Detenuti italiani per l’industria chimica del Terzo Reich (Andrea Ferrari)

Pubblicazioni. Presentazione. A Pavia Insegnare libertà al Collegio Universitario S. Caterina da Siena

Pavia, martedì 14 gennaio 2020, ore 18.00, Collegio Universitario S. Caterina da Siena, Via S. Martino 17/B. Sala Magenes.

Il prof. Pierangelo Lombardi (Università di Pavia, Istituto Pavese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea) incontrerà Massimo Castoldi (Università di Pavia, Fondazione Memoria della Deportazione), autore di Insegnare libertà. Storie di maestri antifascisti, Donzelli 2018.

L’iniziativa si svolge in collaborazione con la Società Dante Alighieri. Comitato di Pavia.

Il volume è dedicato a quella parte della classe magistrale, fieramente risoluta nel proprio compito, disposta a combattere con ogni mezzo la propaganda del regime, tra i quali molti o molte furono costretti o costrette a lasciare l’insegnamento, conobbero il confino, caddero vittime della violenza fascista e poi, anche, di quella nazista.

Nei primi anni del secolo, dalla fondazione dell’Unione magistrale nel 1900 all’istituzione del Sindacato magistrale aderente alla Confederazione generale del lavoro nel 1919, i maestri avevano acquisito sempre più consapevolezza del loro ruolo di educatori e di operatori sociali, non ritenendosi più soltanto sacerdoti laici con la missione dell’educazione nazionale.

Sentivano di dover partecipare in modo attivo alla vita socio-culturale dell’Italia, nella lotta contro l’analfabetismo, nella creazione di una coscienza civica e unitaria, ma anche nello sviluppo del socialismo o del cattolicesimo popolare, che, sebbene in conflitto tra loro, si fondavano sulla medesima necessità di un’istruzione diffusa.

Se il fascismo guardò alla scuola elementare come al luogo di formazione e di costruzione della coscienza del nuovo bambino soldato fedele al regime, molti maestri ne contrastarono il linguaggio e i modelli culturali, educando i bambini a principi alternativi: patriottismo, e non nazionalismo, solidarietà, fratellanza e libertà, anziché violenza, razzismo e cieca obbedienza.

Il volume racconta soltanto dodici storie, ma potrebbero essere molte di più. Lo scopo è stato quello di rappresentare modalità differenti di opposizione alla cultura dominante, da quelle più aperte e frontali, a quelle più calcolate e addirittura dissimulate. Uomini e donne, socialisti, cattolici, liberali o semplicemente patrioti, questi maestri e queste maestre testimoniano che la loro battaglia silenziosa fu possibile, nonostante tutto, e che è stata, ben oltre la sfida e la ribellione, una vera lezione di Resistenza civile.

Indice del volume:

  1. L’assassinio di Carlo Cammeo
  2.  Il sacrificio di Franz Innerhofer
  3.  Anselmo Cessi, un patriota cattolico ucciso dai fascisti
  4. L’alta coscienza socialista di Alda Costa
  5. Mariangela Maccioni, la maestra antifascista di Nuoro
  6. Abigaille Zanetta, una combattente
  7. Fabio Maffi, il maestro dei maestri
  8. Carlo Fontana, da assessore a sindaco di Magenta
  9. Aurelio Castoldi, dal sindacato dei tipografi alle edizioni Labor
  10. Giuseppe Latronico, il direttore didattico amico di Gobetti
  11. Anna Botto e le tre corone del rosario, da Vigevano a Ravensbrück
  12. Salvatore Principato e l’esempio come educazione civica

 LOCANDINA pdf

Premio The Bridge/Il Ponte 2019. Massimo Castoldi vince con Insegnare libertà

Roma, 18 dicembre 2019, ore 11.30, presso American Academy in Rome, via Angelo Masina 5, l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia organizza la cerimonia italiana di premiazione della quinta edizione del premio.

Intervengono

John Ochsendorf, direttore dell’American Academy in Rome;

Rodney Ford, Cultural Attaché Ambasciata USA in Italia;

Maria Ida Gaeta, direttrice della Casa delle Letterature di Roma;

Natale Rossi, presidente della Federazione Unitaria Italiana Scrittori;

Gabriele Pedullà, giurato;

Francesco Pacifico, giurato.

Saranno premiati con MASSIMO CASTOLDI vincitore con il libro Insegnare libertà (Donzelli editore) per la saggistica italiana;

ROMANA PETRI, vincitrice per la  narrativa  per la sezione italiana con il libro  Pranzi di famiglia (Neri Pozza editore);

MAAZA MENGISTE, vincitrice per la  fiction dela sezione americana con il libro The Shadow King  (W.W. Norton&Company);

PAMELA O. LONG, vincitrice per la  non-fiction della sezione americana con il libro Engineering the Eternal City (University Chicago Press).

Il Premio

Il Premio  è ideato e promosso dalla Casa delle letterature di Roma Capitale, con il Center for Fiction di New York e l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma.

Si avvale della collaborazione del Centro per il libro e la lettura e della Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS), del patrocinio dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Washington, dell’Istituto Italiano di Cultura di New York e dell’American Academy in Rome.

Il Premio intende promuovere la conoscenza e incentivare la lettura di alcune tra le migliori e più recenti pubblicazioni sia di narrativa che di saggistica dei due Paesi.

Si articola in una sezione italiana e una americana con una struttura speculare, e ogni anno viene attribuito a una nuova opera di narrativa e a una nuova opera di saggistica per ognuno dei due paesi.

Gli autori americani sono giudicati in due turni di votazione che si svolgono nel mese di settembre da una giuria italiana, composta da 25 giurati per la narrativa e 25 per la saggistica. In modo simmetrico, le opere di narrativa e saggistica degli autori italiani sono giudicate da due giurie americane di 25 membri ognuna.