LEZIONI SUL FASCISMO – Seminario di formazione per insegnanti

L’Aned di Brescia e la Fondazione Memoria della Deportazione organizzano un corso di formazione gratuito rivolto agli insegnanti di scuola secondaria di primo e secondo grado.

LEZIONI SUL FASCISMO: I DIFFICILI E NON RISOLTI PROBLEMI CON IL
FASCISMO E IL NAZISMO

Aula Magna, ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE DI STATO “ANDREA MANTEGNA” VIA FURA, 96 BRESCIA

PROGRAMMA

25 novembre 2022, ORE 9,00 -13,30
Presentazione
Juan Furore Aned Brescia
Prof. Massimo Castoldi

Dalla monarchia alla Repubblica. I governi Badoglio e la finta epurazione
Prof. Angelo D’Orsi Università del Piemonte

Piazzale Loreto. Milano, l’eccidio e il «contrappasso»
Prof. Massimo Castoldi Università di Pavia

2 dicembre 2022, ore 9,00 – 13,30

Il ” mito dei vinti”: il caso delle ausiliarie della Rsi
Roberta Cairoli Istituto di storia contemporanea
“Pier Amato Perretta di Como” e FIAP Milano

La Germania ha fatto i conti con il nazismo?
Tommaso Speccher libero docente presso le università di Verona, Berlino e Friburgo

Per iscriversi è necessario inviare una mail entro il 21 novembre 2022 all’ Aned Brescia (brescia@aned.it) e per conoscenza alla Fondazione Memoria (segreteria@fondazionememoria.it). Ogni docente dovrà indicare nella richiesta d’iscrizione i propri dati anagrafici, l’indirizzo di posta elettronica e la scuola di appartenenza. Per i due incontri è previsto l’esonero dalle lezioni. Al termine del corso sarà rilasciato l’attestato di frequenza.

La Fondazione Memoria della Deportazione fa parte della Rete degli Istituti associati all’istituto Nazionale Ferruccio Parri (ex Insmli) riconosciuto agenzia di formazione. Accreditato presso il Miur (L’istituto Nazionale Ferruccio Parri con la rete degli Istituti associati ha ottenuto il riconoscimento dl agenzia formativa, con DM 25.05.2001, prot. n. 802 dei 19.06.2001. Rinnovato con decreto prot. 10962 dei 08.08.2005, accreditamento portato a conformità della Direttiva 170/2018 con approvazione del 01.12.2016 della richiesta n. 872 ed è incluso nell’elenco degli Enti accreditati).

Corso di formazione per docenti. Calendario civile Italiano: riflessioni e istruzioni per l’uso

Un corso di formazione e aggiornamento organizzato da Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea, pensato principalmente per gli insegnanti di scuola secondaria, ma aperto a tutti gli interessati. Si terrà ogni venerdì, per otto incontri pomeridiani di due ore ciascuno, dal 30 settembre al 18 novembre 2022. Il corso potrà essere frequentato in presenza oppure in modalità online.

Che cosa si propongono gli incontri? Fornire una conoscenza adeguata di origini, memorie esviluppi delle principali date, feste e celebrazioni del nostro “calendario civile” (dal 25 aprile al 2 giugno, dal 27 gennaio al 10 febbraio e molte altre) cercando di trasformarle da momenti retorici e sempre più scialbi in occasioni di conoscenza, formazione e riflessione sull’essere cittadini. Storici, giuristi e storici della letteratura affronteranno in ogni lezione una specifica ricorrenza, tra riflessioni metodologiche, spunti didattici e approfondimenti sulle memorie collettive.

 

 

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Per informazioni e iscrizioni scrivete didattica@istorecopavia.it

 

 

E’ un evento realizzato in collaborazione con Fondazione Memoria della DeportazioneUniversità degli studi di Pavia e Istituto Nazionale Ferruccio Parri

 

 

Didattica. Incontro con le classi quinte del liceo scientifico dell’Istituto Torno sui temi della memoria, della Resistenza e della deportazione.

Castano Primo (MI), 7 maggio 2022, ore 10.30-13.30. Il prof. Massimo Castoldi per conto della Fondazione Memoria della Deportazione ha incontrato le classi quinte del liceo scientifico dell’Istituto Torno in un confronto sui temi della memoria, della Resistenza e della deportazione.

Ciò è avvenuto nel segno di una collaborazione con l’istituto avviata nel 2018 con progetti più articolati, poi rallentati causa Covid-19, ma mai interrotti.

L’incontro

L’incontro si è articolato in diversi momenti volti a ricostruire la fasi fondamentali della storia milanese tra settembre 1943 e aprile 1945, ma soprattutto a riflettere sulla necessità della costruzione di una memoria critica e autocritica di quegli anni.

L’intento è stato quello di evidenziare la problematicità della ricostruzione storica sia nell’elaborazione dei fatti, sia nel metodo di lavoro, sia nella reperibilità delle fonti.

Si è parlato di memorie antagoniste, di miti interpretativi, di confronto tra politiche della memoria in Italia e nel resto d’Europa, allo scopo di superare scivolose banalizzazioni e rituali celebrazioni.

Didattica. Interpretare le immagini. Incontro con gli studenti in Fondazione

Milano, 5 maggio 2022. Dalle ore 14.30 alle ore 17.00 nella sala conferenze della Fondazione Memoria della Deportazione, via Dogana 3, il prof. Massimo Castoldi, responsabile della Didattica per la Fondazione, ha tenuto un laboratorio muovendo dall’interpretazione delle immagini della Resistenza con il prof. Corrado Meroni dell’Istituto di Istruzione superiore Piero della Francesca di San Donato milanese e due classi quinte: la 5B dell’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale  (SSAS) e la 5B dell’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing (AFM).

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Il laboratorio dello storico: gli strumenti di lavoro

Sono stati illustrati agli studenti gli strumenti del laboratorio dello storico e le modalità con le quali si costruisce una narrazione documentata, a partire dagli archivi cartacei, fotografici, sonori.

Si è spiegato come possono interagire tra loro i documenti per giungere a una plausibile verifica storica, rimuovendo falsificazioni, manipolazioni, mitizzazioni, interpretazioni forzate.

Le immagini

Una prima e immediata indagine è stata svolta su alcune immagini, che sono la documentazione più tangibile dei fatti, ma che al tempo stesso possono essere selezionate, modificate, anche senza un intento preciso di deformazione storica.

5 maggio 2022. Una tensione che dura tutta una vita: un portale per Gianfranco Maris

Milano, 5 maggio 2022. In occasione del 5 maggio 2022, anniversario della liberazione del campo di Mauthausen, la Fondazione Memoria della Deportazione e ISREC Bergamo – Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea lanciano il nuovo portale Una tensione che dura tutta una vita. Spazi e parole di memoria per un ricordo diffuso di Gianfranco Maris (www.memoriacultura.it).

Il portale, rappresenta la restituzione e il lascito dell’iniziativa Una tensione che dura tutta la vita, realizzata il 5 maggio 2021 all’interno delle celebrazioni per il Centenario della nascita di Gianfranco Maris, fondatore della Fondazione Memoria della Deportazione. Un evento di letture diffuso su tutto il territorio nazionale e in alcune città europee per dare voce alla deportazione politica e alla sua ricchezza umana e culturale: un coro di voci femminili ha attraversato l’Italia e l’Europa per ricordare le storie di uomini e donne che pagarono con la deportazione nei Lager il loro impegno per la pace, la giustizia e la libertà.

L’evento, realizzato grazie alla collaborazione di Radio Popolare e al Collettivo Progetto Antigone, ha prodotto una rete di memoria di 17 città italiane, Parigi e Mauthausen e un archivio di voci resi disponibili sulla piattaforma digitale.

Come spiega Elisabetta Ruffini, direttrice di ISREC Bergamo e responsabile del progetto:

Da un evento in presenza appena dopo il lockdown del 2021 nasce una piattaforma, contenitore di voci, pensieri e riflessioni da poter usare liberamente, ciascuno con la sua intelligenza e immaginazione, per dare corpo alla ricchezza dello stare insieme per le piazze e le strade delle nostre città abitando i luoghi con la consapevolezza del passato.

La collaborazione con Radio Popolare assume un ruolo centrale e significativo: fu, infatti, grazie alla radio che nel 1945 i nomi dei sopravvissuti e delle sopravvissute alla deportazione arrivarono nelle case degli italiani.  Allo stesso modo la radio è diventata il mezzo che ha legato idealmente i 19 luoghi il 5 maggio 2021 e che per la prima volta ha realizzato l’intreccio delle diverse voci raccolte quel giorno attraverso la produzione di un podcast per il 27 gennaio 2022, un esempio concreto di come il materiale raccolto nel portale Una tensione che dura tutta la vita  possa diventare strumento per fare memoria.

La costruzione di una rete di memoria è un lavoro complesso di dialogo tra enti, associazioni e territori nella consapevolezza di condividere una storia comune di cui prendersi cura: un lavoro restituito alla cittadinanza nel suo valore storico e civile attraverso la piattaforma Una tensione che dura tutta la vita.

In collaborazione con Radio Popolare e Collettivo Progetto Antigone

Partner Aned, Anpi Comitato Provinciale di Milano, Istituto Nazionale Ferruccio Parri.

Con il contributo di

Fondazione Credito Bergamasco e di In treno per la memoria.

Collaborazioni e Partner divisi per regione

Abruzzo: Comitato Provinciale ANPI Pescara “Ettore Troilo”; Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea (IASRIC); Basilicata: Sotto Il Castello Associazione culturale (SIC), Associazione Culturale Petra; Calabria: Città Metropolitana di Reggio Calabria; Emilia Romagna: Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea di Reggio Emilia (ISTORECO), Fondazione Fossoli, Comune di Carpi; Friuli Venezia Giulia: ANED sezione di Udine; Lazio: ANED sezione di Roma; Liguria: ANED sezione di Savona; Lombardia: Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (ANED Nazionale), Comitato Provinciale ANPI Milano, Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Istituto Lombardo di Storia Contemporanea, Milano è memoria, Comune di Bergamo, Associazione Maite, Isrec Bergamo; Piemonte: ANED sezione di Torino, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ‘Giorgio Agosti’ (ISTORETO), Polo del ’900; Puglia: Fondazione Casa Rossa; Sardegna: Comitato Provinciale ANPI Sassari, Università degli Studi di Sassari; Sicilia: Comitato Provinciale ANPI Palermo “Comandante Barbato”; Toscana: ANED sezione di Firenze; Museo Novecento; Trentino Alto Adige: Comitato Provinciale ANPI Alto Adige Südtirol; Veneto: ANED sezione di Verona.

ESTERO – Austria-Mauthausen: Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato – Mauthausen Memorial, Associazione Perspektive Mauthausen; Francia- Parigi: Amis de la Fondation Mémoire de la Déportation e Lycée Rodin.

 

 

Pubblicazioni. Francesco Scomazzon, La linea sottile. Il fascismo, la Svizzera e la frontiera

Milano, 2 maggio 2022. È nelle librerie il volume di Francesco ScomazzonLa linea sottile. Il fascismo, la Svizzera e la frontiera, Roma, Donzelli, 2022.  Con presentazione di Massimo Castoldi e prefazione di Fabrizio Panzera. Si tratta del quinto della serie diretta da Massimo Castoldi per la Fondazione Memoria della Deportazione.

 

Il libro

Se le frontiere riflettono i rapporti di potere tra Stati, quale ruolo può avere un confine che separa dittatura e democrazia?

E se la democrazia è quella di uno Stato neutrale come la Svizzera, chiamato a confrontarsi e rapportarsi per oltre vent’anni con il fascismo mussoliniano, quel confine rappresenta una netta linea di demarcazione o piuttosto il tratto distintivo di una regione dove le differenze politiche, sociali ed economiche sfumano dando vita a una realtà del tutto peculiare?

Negli anni del fascismo l’apparente e invalicabile «linea sottile» che separa Italia e Svizzera sembra frantumarsi sotto i colpi di una dittatura che finisce per metterne in risalto connessioni e intrecci, elevando quella regione ad area di congiunzioni e smerci, politici ed economici: una calamita per rifugiati, antifascisti e trafficanti che trasforma una periferia del potere in un centro di attrazione e azione.

Rocamboleschi traffici, avventurosi andirivieni e clamorose azioni contro il regime fanno da sfondo a un originale palcoscenico dove l’incontro-scontro tra fascismo e democrazia, dittatura e libertà, definisce i rapporti che separano Roma da Berna, l’Italia dalla Svizzera, crocevia di contatti con Francia, Germania e una Spagna martoriata dalla guerra civile.

Una «linea sottile» che è precario equilibrio tra aiuto e profitto, assistenza e tradimento, salvezza e condanna. Sullo sfondo l’ondivaga politica elvetica verso antifascisti, emigranti economici e profughi razziali, stretti tra ambigue accoglienze e devastanti respingimenti: una «zona franca», quella del confine, campo da gioco per il disordinato apparato poliziesco fascista ma pure fertile terreno di scambi, contatti e riflessioni politiche, destinato a rivelarsi cruciale nel modellare il destino delle future democrazie, nonché dei rinnovati contatti tra l’Italia e la Svizzera del dopoguerra.

L’autore

Francesco Scomazzon, dottore di ricerca in Storia contemporanea, si occupa principalmente di relazioni tra Italia e Svizzera negli anni del fascismo e del secondo dopoguerra. Già borsista del Fondo Nazionale Svizzero, collabora con la Fondazione Memoria della Deportazione di Milano ed è membro del Consiglio direttivo dell’Istituto di Storia contemporanea «Pier Amato Perretta» di Como.

Didattica. Al liceo Giordano Bruno di Melzo dibattito sulle politiche della memoria

Melzo, 30 aprile 2022, ore 10.30-13.30. Al liceo scientifico Giordano Bruno di Melzo il prof. Massimo Castoldi, responsabile didattica e progetti editoriali della Fondazione Memoria della Deportazione, ha incontrato in momenti diversi due classi seconde e una classe terza sul tema delle politiche e delle strategie della memoria.

Si è parlato di seconda guerra mondiale, fascismo e antifascismo. L’iniziativa, coordinata dai proff. Diego Landolfi ed Emidio Vergani, si è sviluppata in un vivace confronto con gli studenti, che hanno orientato la discussione soprattutto sul tema delle memorie organizzate e sulla costruzione del consenso.

Didattica. Echi della memoria. Al Liceo Cremona di Milano

Milano, 29 aprile 2022, ore 17.30- 20.00. Allo Spazio Officina, presso il Liceo Cremona di Milano, si è concluso con la restituzione degli studenti e con un confronto col prof. Massimo Castoldi, responsabile didattica e progetti editoriali della Fondazione Memoria della Deportazione, il progetto di PCTO della classe 5A del Liceo, che gli alunni coordinati dal prof. Dino Barra hanno realizzato con la collaborazione di Anpi Milano, Aned Milano, Fondazione F. Parri, Casa della Memoria di Milano. Il progetto consisteva nella ricostruzione di Storie di milanesi durante l’occupazione nazifascista.

 

Gli studenti hanno presentato tre tra i lavori video da loro realizzati, mediante interviste e indicazioni ricevute dagli enti di riferimento. Si è parlato di Ienide Russo, Claudia Ruggerini, don Giovanni Barbareschi, Guglielmo Barbò, Adamo Sordini, Virginia Marini, Enrico Piccaluga. Il prof. Castoldi ha commentato i lavori, rilevandone pregi e limiti, e incoraggiando gli studenti alla ricerca storica. Ha poi risposto alle numerose domande sui temi della memoria, della Resistenza, delle deportazioni, della guerra. Si è parlato del significato della scelta, di libertà e di democrazia.

Erano presenti rappresentanti delle associazioni che avevano collaborato al progetto, studenti, docenti e genitori.

Seminario. Antifascismo, Resistenza e Deportazione: quale memoria per il futuro? La storia e gli archivi tra conservazione e valorizzazione

Milano, 28 aprile 2022, ore 15.00-17.30. Presso la sala conferenze della Fondazione Memoria della Deportazione (via Dogana 3, Milano) si terrà un seminario su Antifascismo, Resistenza e Deportazione: quale memoria per il futuro? La storia e gli archivi tra conservazione e valorizzazione. Segue all’incontro tenuto online il 13 dicembre 2021 sulle consistenze archivistiche relative all’emigrazione antifascista.

Il programma

Coordina

Massimo Castoldi (Fondazione Memoria della Deportazione)

Saluti

Floriana Maris (Fondazione Memoria della Deportazione)

Sara Zanisi (Istituto nazionale Ferruccio Parri)

Interventi di

Paola Carucci (Istituto nazionale Ferruccio Parri)

Gli archivi della Resistenza  tra conservazione e ricerca

Annalisa Rossi (Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia)

Gli archivi resistenti: perimetro e prospettive della tutela fra azione amministrativa e sviluppo strategico

Laura Brazzo (Fondazione CDEC, Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) e Raffaele Deluca (Conservatorio di Cuneo)

Archivi e musica perseguitata

Monica Di Barbora (Fondazione ISEC, Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea)

Vedere il passato. Le fonti fotografiche per la storia dell’antifascismo, della resistenza e della deportazione. Alcune riflessioni

Fiorella Imprenti (FIAP, Federazione Italiana Associazioni Partigiane)

Archivi famigliari e approccio di genere. Il caso dell’archivio di Bianca e Adele Ceva

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Per maggiori informazioni

02/87383240

segreteria@fondazionememoria.it

L’incontro è stato organizzato da Massimo Castoldi (Fondazione Memoria della Deportazione), Roberta Cairoli e Francesco Scomazzon (Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, Como) con la collaborazione di Istituto Nazionale Ferruccio Parri e Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia.

La locandina

Pubblicazioni. Dall’Istituto di botanica al Lager di Ravensbrück. Storia di Maria Arata Massariello (1912-1975)

Milano, 22 aprile 2022. È da oggi nelle librerie il volume Dall’Istituto di botanica al Lager di Ravensbrück. Storia di Maria Arata Massariello (1912-1975), a cura di Lucia Massariello Perelli e Rosa Bianca Finazzi Massariello, con prefazione di Massimo Castoldi (Mimesis, 2022).

 

 

 

 

 

 

 

 

Il libro

Maria Arata nel libro di memorie Il ponte dei corvi, pubblicato postumo nel 1979 (Milano, Mursia), ha descritto la sua terribile esperienza di deportata politica nel Lager di Ravensbrück, dalla cattura al ritorno a casa.

A distanza di quasi cinquant’anni dalla morte, in questo volume viene ricostruita la vicenda della sua vita sulla base di numerosi documenti inediti: la prima giovinezza, segnata dalla persecuzione subita dal padre per la sua fede socialista, la partecipazione alla Resistenza, il ritorno alla vita civile e all’insegnamento, il profondo e duraturo legame con alcune compagne di prigionia, la rete di solidarietà, dopo la liberazione, tra le famiglie in attesa di notizie riguardanti il destino dei loro cari.

Inoltre sono qui pubblicati documenti redatti nello stesso Lager di Ravensbrück, portati in Italia da Maria nel suo fortunoso viaggio di rientro e custoditi finora nell’archivio privato della famiglia.

Dalla Prefazione di Massimo Castoldi:

«Anche per questa capacità lungimirante di rileggere la propria esperienza in una visione globale e superiore, nella convinzione che la libertà, come scrive nel Ponte dei corvi, sia “legata unicamente alla verità e alla carità nel senso profondo di amore del prossimo”, Maria Arata merita non solo di essere ricordata, ma anche studiata, perché capace con le sue parole e con la sua testimonianza di guidarci verso una nuova e più ampia interpretazione della Resistenza civile alla dittatura fascista.

Questo libro, tuttavia, trascende le parole stesse di Maria Arata, e grazie soprattutto alla ricca messe di documenti inediti conservati scrupolosamente dalla famiglia, tra i quali molte lettere e testimonianze, e pubblicati dalle due curatrici, ricostruisce la cornice, l’intero contesto, dove Il ponte dei corvi va collocato e anche si è generato.

Vi riconosciamo il clima persecutorio del Ventennio fascista, nel quale la famiglia Arata è stata costretta a operare, la faticosa rinascita culturale dopo la Liberazione, ma anche la dimensione più intima di Maria, nel suo difficile reinserimento nella vita famigliare e sociale dopo l’esperienza del Lager.

Ravensbrück rimase infatti il centro di tutta la seconda parte della sua vita, con il dialogo costante con le compagne di deportazione ritrovate, la memoria indelebile di quelle perdute, e la difficoltà a comunicare anche ai famigliari l’esperienza vissuta.

Maria incominciò a scrivere Il ponte dei corvi quando era ancora nel campo, raccogliendo testimonianze, materiali, oggetti, documenti, che le servivano per rimanere ancorata a quella realtà che voleva e doveva ricordare per sé e testimoniare all’esterno per come era stata.

Del Ponte dei corvi, uscito postumo nel 1979 a cura della figlia Giovanna, nel presente volume ritroviamo le premesse, gli sviluppi, ma soprattutto le ragioni».