Un Manifesto per il Centenario di Gianfranco Maris: concorso di idee

La Fondazione Memoria della Deportazione, nel quadro del Centenario di Gianfranco Maris “Memoria è vita”, in collaborazione con AIAP (Associazione italiana design della comunicazione visiva) promuove il bando di concorso “100 Maris” finalizzato alla realizzazione di un manifesto che sarà utilizzato per celebrare i 100 anni dalla nascita di Gianfranco Maris nell’arco del 2021.

Floriana Maris, presidente della Fondazione Memoria della Deportazione, riprendendo alcune parole di suo padre dice: “Chi ha ricordi li scriva, chi ha visioni le rappresenti con il segno grafico, con il pennello, con i colori…” Mio padre è sempre stato molto consapevole dell’importanza della comunicazione visiva, del gesto artistico in grado di radicare il passato nella sensibilità del presente. Nel suo bisogno di ricordare e ricordare insieme agli altri c’era la tensione a costruire una comunità insieme, oppure per usare le parole di mio padre “a chi sa e ha dimenticato, a chi sa e ricorda, a chi non sa e non può ricordare, a tutti insomma, donne, uomini, vecchi e giovani e giovanissimi, purché abbiano sete di sapere, rispetto della verità e fiducia del suo insegnamento”.

“Il manifesto, strumento centrale in alcune grandi stagioni della comunicazione soprattutto militante e politica, – spiega Marco Tortoioli Ricci, presidente AIAP – ha la capacità e necessità di sedimentare messaggi complessi in un messaggio che deve essere visivo, pregnante forte e capace di coinvolgere”. Il manifesto, infatti, è uno strumento che porta dietro di sé l’auspicio di far tornare a vivere in una chiave contemporanea tutto il sistema di valori e di impegno di cui Maris si è fatto portatore: libertà, uguaglianza, legalità e giustizia.

Il progetto grafico selezionato sarà impiegato in varie forme nel programma di attività che la Fondazione dedicherà alla memoria di Gianfranco Maris, fondatore della Fondazione Memoria della Deportazione e figura chiave della nostra storia recente quale testimone della militanza resistente prima e della drammatica esperienza della deportazione poi.

La partecipazione è aperta a grafici e designer singoli o organizzati in gruppo.

Gli elaborati progettuali dovranno pervenire esclusivamente per via telematica, inviando una PEC all’indirizzo aiap@pec.it entro le ore 24.00 del giorno 29 marzo 2021.

All’autore del progetto (o agli autori riuniti in gruppo) risultato vincitore sarà riconosciuto, a titolo di rimborso spese e di riconoscimento per l’opera intellettuale svolta, un premio complessivamente pari ad Euro 1.500,00.

Il bando è disponibile sul sito AIAP all’indirizzo https://aiap.it/100-maris

100Maris_Concorso

Didattica. Una lezione sui Processi di Norimberga.

La Fondazione Memoria della Deportazione col Liceo Laura Bassi di Bologna e con la collaborazione della prof. Luchita Quario organizza un collegamento con Norimberga sul tema: I processi di Norimberga, Relatrice Ulrike Hauffe.

Giovedì 4 marzo 2021, dalle 16.00 alle 17.00

Per collegarsi all’evento: https://youtu.be/TEsfXDfTIss

Didattica. Milano 1944-1945. Scrivere la storia: il punto di vista e la critica delle fonti.

Milano, 26 febbraio 2021, ore 9.30-11.30. Il prof. Massimo Castoldi incontra le classi 5A e 5B dell’Istituto Onnicomprensivo Musicale Statale di Milano sul tema: Milano 1944-1945. Scrivere la storia: il punto di vista e la critica delle fonti.

L’intervento, partendo dall’esame di alcuni documenti, intende spiegare la storia nel suo farsi, ovvero provocare il dialogo tra le fonti storiche, spesso in contrasto tra loro.

Obiettivi

Gli obiettivi della proposta sono

1) riconoscere il punto di vista con il quale le fonti stesse sono spesso generate o presentate;

2) comprendere quanto la ricerca storica sia in continuo divenire;

3) comprendere quanto la storia sia il frutto di un lavoro complesso pienamente calato nella contemporaneità.

Dal confronto con i docenti è emersa la necessità di mettere al centro dell’insegnamento della storia proprio la critica delle fonti, che è stata e rimarrà sempre un valido strumento di libertà e di autonomia intellettuale.

Uno strumento di lavoro

Il libro pubblicato recentemente da Massimo Castoldi, Piazzale Loreto. Milano, l’eccidio e il “contrappasso” (Roma, Donzelli, 2020), già proposto autonomamente da alcuni docenti, si sta rivelando un ottimo strumento di laboratorio in questa direzione.

Incontro con la Casa della Conferenza di Wannsse di Berlino

La Fondazione Memoria della Deportazione col Liceo Laura Bassi di Bologna e con la collaborazione della prof. Luchita Quario organizza un incontro con la Casa della Conferenza di Wannsse di Berlino sul tema Wannsee fu l’inizio della soluzione finale?

Relatore Tommaso Speccher

martedì 23 febbraio 2021, dalle 16 alle 17

http://bit.ly/WannseeLB

L’iniziativa rientra nella collaborazione continuativa instaurata nel 2016 dal prof. Massimo Castoldi tra la Fondazione Memoria della Deportazione e la Casa della Conferenza di Wannsee e proseguita negli anni su iniziativa della prof. Luchita Quario e di Divo Capelli, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

Presentazione del libro “Piazzale Loreto. Milano, l’eccidio e il «contrappasso», di Massimo Castoldi

Pavia, 5 febbraio 2021, ore 17. Presentazione del libro di Massimo CastoldiPiazzale Loreto. Milano, l’eccidio e il «contrappasso», Donzelli editore, 2020. Con l’autore ne discutono: Antonella Campagna, Roberto Lodigiani, Pierangelo Lombardi. L’incontro è il primo della serie di presentazioni di libri proposti nel 2021 dal Coordinamento Istituti Lombardi dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e si inserisce negli incontri “Il libro della settimana” proposti dalla Biblioteca Universitaria di Pavia. È realizzato in collaborazione con la Fondazione Memoria della Deportazione.

https://www.facebook.com/bibliotecauniversitariapavia

http://www.bibliotecauniversitariapavia.it/bu/index.php?it/22/eventi

Si allega Locandina

Il libro

I fatti

All’alba del 10 agosto 1944 quindici antifascisti detenuti nel carcere di San Vittore furono fucilati a piazzale Loreto, senza regolare processo o specifica incriminazione, da un gruppo di militi fascisti su ordine degli occupanti tedeschi.

I corpi furono ammassati contro una staccionata di legno e lasciati lì fino al tardo pomeriggio. I milanesi ammutoliti vi assistettero sgomenti e nel silenzio la piazza fu subito ribattezzata piazzale Quindici martiri.

Nei giorni della Liberazione, il 29 aprile 1945, furono portati in piazzale Loreto i corpi di Mussolini, di Claretta Petacci e dei gerarchi fascisti uccisi sul Lago di Como. La folla euforica e inferocita accorse per vedere la fine del regime.

Le immagini di quella mattina si sovrapposero nella memoria collettiva a quelle dell’anno precedente: furono solo poche ore, ma da quel momento piazzale Loreto non sarebbe più stato soltanto piazzale Quindici martiri.

La memoria

Per qualche migliaio di persone Piazzale Loreto è, dunque, un luogo simbolo della Resistenza e di tutti coloro che diedero la vita per la libertà del popolo italiano dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista; per qualche decina di migliaia, forse, è il luogo simbolo della fine del fascismo, nel quale furono esposti i cadaveri di Mussolini e dei gerarchi allo sguardo della folla.

La memoria di piazzale Loreto resta, così, a tanti anni di distanza, una memoria incompiuta, che non è riuscita a diventare memoria fondativa dell’Italia libera e democratica, poiché in essa si intrecciano le contraddizioni di oltre settant’anni di storia:

  • dai conti mai risolti con il fascismo
  • ai conflitti politici durante la guerra fredda,
  • fino alla memoria debole e post-ideologica di oggi, che si logora tra la retorica delle vittime e quella della pacificazione.

Come ha scritto l’autore del libro, questa è una storia  «che è stata usata, deformata, immaginata e adattata alle esigenze del momento, piuttosto che indagata e ricostruita».

Il lavoro

Nipote del maestro antifascista Salvatore Principato, uno dei martiri di piazzale Loreto, Massimo Castoldi ha raccolto negli anni materiali relativi all’eccidio del 1944 e alle alterne vicende legate alla storia di quel luogo, diventando un testimone della memoria di piazzale Loreto.

Ne esce così uno scrupoloso lavoro di analisi di fonti in gran parte inedite,  attraverso le quali   sono ricostruite con grande rigore la sequenza degli arresti, le logiche che portarono all’eccidio e  a quel  che ne seguì, ma, soprattutto restituisce la voce ai quindici martiri, ripercorrendone l’ impegno antifascista, attraverso le loro storie umane e politiche.

“MEMORIA È VITA”. A CENT’ANNI DALLA NASCITA DI GIANFRANCO MARIS

Fondazione Memoria della Deportazione ha preparato un calendario di appuntamenti lungo tutto il 2021 per ricordare la figura di Gianfranco Maris, partigiano e deportato, fondatore della stessa Fondazione.

Gianfranco Maris è stato protagonista della storia del 900: antifascista, partigiano, ex deportato, avvocato e Senatore della Repubblica. Fondatore della Fondazione Memoria della Deportazione, Presidente dell’Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti (ANED) dal 1978, Vice presidente nazionale dell’ANPI, Direttore Generale dal 2002 al 2013 dell’INSMLI, ha saputo vivere appieno il Novecento con la consapevolezza del passato e l’immaginazione del futuro.

Nel 2021, in occasione del centenario della nascita, la Fondazione Memoria della Deportazione, consapevole che “La memoria è conoscenza e la conoscenza è matrice di coscienze vigili, avvertite, impegnate nella costruzione di una società aperta all’amore, alla giustizia e all’uguaglianza” (Gianfranco Maris), si propone di presentare un calendario di attività che non sia celebrazione autoreferenziale, ma stimolo alla crescita della nostra società civile. Convegni, pubblicazioni, percorsi artistici e interventi formativi: gli eventi del centenario Memoria è vita  saranno dedicati alla memoria autobiografica, storica e collettiva e avranno luogo in coerenza con le ricorrenze del calendario civile, a sottolineare il legame tra singolo e collettività.

Ecco i primi appuntamenti, in occasione del Giorno della memoria 2021:

Il 19 gennaio, ore 17.00, Floriana Maris, Presidente della Fondazione Memoria della Deportazione apre il centenario: seguite l’incontro dalla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/fondazionememoria/

 

  • Dal 21 gennaio 2021 troverete nelle librerie il volume Gianfranco Maris, “Oltre Mauthausen. Sulle strade della giustizia, la globalizzazione dei diritti”, a cura di Emanuele Edallo e con una prefazione di Enzo Collotti, per Mimesis edizioni

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  • Il 24 gennaio 2021, ore 18.00, grazie all’impegno del Comune di Bergamo e di Isrec e dell’Associazione Maite, nel quadro del progetto “Se quei muri potessero parlare”, all’interno dell’ex carcere di Sant’Agata, dove Maris fu imprigionato prima di essere deportato, si terrà una lettura speciale da parte di Moni Ovadia, accompagnato da Maurizio Dehò (violino) e Nadio Marenco (fisarmonica). L’intervento sarà fruibile attraverso i canali social della Fondazione Memoria della Deportazione.
  • Il 28 gennaio 2021, ore 17. 30 in collaborazione con AIAP – Associazione italiana design della comunicazione visiva sarà lanciato il concorso di idee per la realizzazione di un manifesto in occasione del centenario della nascita di Gianfranco Maris. La presidente della Fondazione Memoria della Deportazione, Floriana Maris, e il presidente di AIAP, Marco Tortoioli Ricci presentano il bando in diretta streaming sui canali social della Fondazione Memoria della Deportazione e di Aiap.

Tutti gli eventi saranno fruibili attraverso la pagina Facebook della Fondazione https://www.facebook.com/fondazionememoria/; successivamente tutti i video degli incontri saranno disponibili anche sul canale YouTube della Fondazione https://www.youtube.com/user/memoriadeportazione

Le parole della storia. Ideologie.

Pavia, sabato 23 gennaio 2021, ore 10. Nell’ambito del ciclo di formazione politica “DemocraticaMente. Le parole della storia”, la Fondazione Memoria della Deportazione sarà presente col prof. Massimo Castoldi al confronto sul tema “Ideologie: dalle ideologie autoritarie agli autoritarismi senza ideologie”. Ne discuterà con Alberto Castelli (Università di Ferrara) e Valentina Pisanty (Università di Bergamo).

Il corso è organizzato dal Partito Democratico della Provincia di Pavia, e dal comitato scientifico composto da Romana Bianchi, Corrado Del Bò, Pierangelo Lombardi.

Gli incontri si svolgeranno tramite Zoom.

I corsisti de “Le parole della storia” sono automaticamente iscritti. Per ulteriori iscrizioni contattare:

segreteria@pdpavia.it

Tre incontri sul tema Storia e Memoria organizzati da Fondazione Memoria della Deportazione, Fondazione Corriere della Sera, Fondazione CDEC

Milano, 18- 20- 22 gennaio, ore 18. Come evento finale dell’iniziativa Storia e Memoria, iniziata a gennaio 2020 con  il seminario “Storia e memoria. Valori e narrazioni a 75 anni dalla nascita della democrazia italiana”, avrà luogo nei prossimi giorni, nelle forme rese obbligatorie dalla pandemia, una serie di tre incontri, organizzati da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione CDEC e dalla nostra Fondazione, con il contributo di Fondazione Cariplo.

 

Gli eventi saranno visibili in streaming anche sul sito del Corriere della Sera e ricondivisi sulla pagina Facebook della Fondazione Memoria della Deportazione http://www.facebook.com/fondazionememoria/

 

Alleghiamo la locandina con il programma degli incontri.

 

 

 

 

Didattica. Incontro con gli studenti del liceo scientifico Cremona

Milano, 15 gennaio 2021, ore 14.30. Il prof. Massimo Castoldi, responsabile della didattica per la nostra Fondazione, incontra sessanta studenti del liceo scientifico Cremona sul tema: Milano 1943-1945. Scrivere la storia: il punto di vista e la critica delle fonti.

Dopo aver incontrato il 16 dicembre 2020 i docenti delle scuole milanesi in un confronto sul tema della didattica della storia e di cosa significhi fare lezione sui documenti, il prof. Massimo Castoldi risponde alla principale delle richieste ricevute e incomincia una serie di incontri con gli studenti, a partire dal liceo Cremona di Milano. L’intervento, partendo dall’esame di alcuni documenti, intende spiegare la storia nel suo farsi, ovvero provocare il dialogo tra le fonti storiche, spesso in contrasto tra loro.

Obiettivi

Gli obiettivi della proposta sono

1) riconoscere il punto di vista con il quale le fonti stesse sono spesso generate o presentate;

2) comprendere quanto la ricerca storica sia in continuo divenire;

3) comprendere quanto la storia sia il frutto di un lavoro complesso pienamente calato nella contemporaneità.

Dal confronto con i docenti è emersa la necessità di mettere al centro dell’insegnamento della storia proprio la critica delle fonti, che è stata e rimarrà sempre un valido strumento di libertà e di autonomia intellettuale, per riconoscere chi di volta in volta ha cercato di costruire sulla propria misura il tempo passato, per dominare nel tempo presente, e, come scrisse George Orwell, anche per ambire a controllare il futuro.

Uno strumento di lavoro

Il libro pubblicato recentemente da Massimo Castoldi, Piazzale Loreto. Milano, l’eccidio e il “contrappasso” (Roma, Donzelli, 2020), già proposto autonomamente da alcuni docenti, si sta rivelando un ottimo strumento di laboratorio in questa direzione.

Laboratorio sperimentale di didattica della storia e della filosofia al Liceo Cremona di Milano

Milano, 29 ottobre 2020. La Fondazione Memoria della Deportazione, l’Università degli Studi di Milano e gli insegnanti del Dipartimento di filosofia e di storia del Liceo Scientifico Luigi Cremona di Milano organizzano un laboratorio sperimentale di didattica per la storia e per la filosofia, con l’obiettivo di far maturare nel liceo un presidio di auto-formazione permanente ed autonomo, e di creare un modello esportabile in altri istituti.

Il progetto

Il progetto nasce dall’esigenza, oggi imprescindibile, date le emergenze contingenti, che la scuola rifletta sulla sua specificità e la sappia valorizzare. La richiesta degli insegnanti è molto chiara: “come e secondo quali strategie, quali metodi, sia possibile rendere le discipline con i loro programmi – spesso molto ampi – e le loro questioni perspicue, chiavi concettuali vive e dinamiche per un’analisi critica dell’esperienza e dei suoi sensi possibili?”.

Le prime risposte nasceranno dai quattro incontri seminariali, che proprio per essere efficaci, si terranno a numero chiuso col gruppo dei docenti di storia e di filosofia del liceo, a partire dal 29 ottobre 2020 e fino a tutto il mese di dicembre.

Sarà il confronto coi docenti e con le loro richieste che ci indicherà, come è sempre avvenuto e sempre dovrebbe avvenire, la strada da percorrere.

Si allega la bozza di progetto Didalab

Interverranno:

- prof. Beatrice Del Bo, Didattica della storia, Università degli Studi di Milano

Nella gabbia del tempo: la storia insegnata

- prof. Paolo Valore, Didattica della filosofia – Storia della metafisica – Storia della filosofia contemporanea, Università degli Studi di Milano

Metodologia di ricerca nella didattica della filosofia. Insegnare per temi e problemi è possibile? (parte prima)

- prof. Alberto Frigo, Didattica della filosofia, Università degli Studi di Milano

Metodologia di ricerca nella didattica della filosofia. Insegnare per temi e problemi è possibile? (parte seconda)

- prof. Massimo Castoldi, in qualità di responsabile della didattica della Fondazione Memoria della Deportazione

Metodologie di ricerca per la didattica della storia: l’uso delle fonti nella ricostruzione complessa del fatto storico. Esemplificazioni a uso didattico