“Guido suonava il violino”

A Scurzolengo, presso il Salone Municipale, alle ore 21,00 spettacolo teatrale, testo e regia di Patrizia Camatel, con Elena Formantici, liberamente tratto dal racconto Un violino di Nicoletta Fasano. Si tratta di un monologo teatrale tutto al femminile che si dipana come un racconto giallo e assume le misteriose atmosfere di un thriller a carattere storico. Un vecchio violino entra prepotentemente nella quotidianità di una donna, ricercatrice di professione, costringendola ad abbandonare il suo rassicurante, scientifico metodo di indagine e chiedendole di dedicarsi, anima e cuore, alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio. Attraverso un sofferto percorso di ricerca, specialmente dentro se stessa, la ricercatrice comprenderà che restituire il nome al proprietario del violino è affermare la sua esistenza: un atto di resistenza contro il sistema concentrazionario nazifascista, progettato per annientare, spersonalizzare. Il nodo centrale del lavoro teatrale non è tanto la Shoah, ma ciò che l’ha preceduto: la vita delle singole persone, con le loro gioie, miserie, speranze, scelte, legami. Un monito attualissimo a non lasciar indietro nessuno, a farsi carico degli altri: perché se si ha il coraggio di guardare negli occhi l’altro, chiamandolo per nome, forse sarà possibile evitare che in altri tempi, in altri luoghi, si permetta che uomini, donne e bambini “anonimi” soffrano e muoiano nell’indifferenza generale.

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“Guido suonava il violino”

A Villanova d’Asti spettacolo teatrale, testo e regia di Patrizia Camatel, con Elena Formantici, liberamente tratto dal racconto Un violino di Nicoletta Fasano. Si tratta di un monologo teatrale tutto al femminile che si dipana come un racconto giallo e assume le misteriose atmosfere di un thriller a carattere storico. Un vecchio violino entra prepotentemente nella quotidianità di una donna, ricercatrice di professione, costringendola ad abbandonare il suo rassicurante, scientifico metodo di indagine e chiedendole di dedicarsi, anima e cuore, alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio. Attraverso un sofferto percorso di ricerca, specialmente dentro se stessa, la ricercatrice comprenderà che restituire il nome al proprietario del violino è affermare la sua esistenza: un atto di resistenza contro il sistema concentrazionario nazifascista, progettato per annientare, spersonalizzare. Il nodo centrale del lavoro teatrale non è tanto la Shoah, ma ciò che l’ha preceduto: la vita delle singole persone, con le loro gioie, miserie, speranze, scelte, legami. Un monito attualissimo a non lasciar indietro nessuno, a farsi carico degli altri: perché se si ha il coraggio di guardare negli occhi l’altro, chiamandolo per nome, forse sarà possibile evitare che in altri tempi, in altri luoghi, si permetta che uomini, donne e bambini “anonimi” soffrano e muoiano nell’indifferenza generale.

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“La shoah delle donne”

Il Centro Provinciale Istruzione Adulti di Asti, in collaborazione con l’Israt, gli Istituti scolastici professionali “A. Castigliano” e “G. Penna” di Asti, dedicano una serata con letture, riflessioni e musiche alle donne vittime del sistema concentrazionario nazista, cercando di ricostruirne anche i difficili e traumatici ritorni.

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ISREC-SV: Tante braccia per il Reich- Presentazione ricerca storica su deportazione lavoratori liguri (1943-45)

ISREC “U. Scardaoni”ILSREC “R. Ricci” -  ANED di Savona e Imperia

con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Savona

e in collaborazione con ANRP – CGIL – CISL – UIL

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TANTE BRACCIA PER IL REICH

Presentazione della ricerca sulla
Deportazione dei lavoratori liguri ad opera dei tedeschi
durante la Seconda guerra mondiale

SAVONA
29 GENNAIO 2020
SALA ROSSA DEL COMUNE DI SAVONA
ORE 16.30

  • Introduce

MARIA BOLLA CESARINI
Presidente ANED Savona e Imperia

  • Saluti

ILARIA CAPRIOGLIO
Sindaco di Savona
TERESA FERRANDO
Presidente ISREC “Umberto Scardaoni”

  • Intervengono

FEDERICO VESIGNA
Segretario Generale CGIL Liguria
in rappresentanza dei Sindacati Confederali CGIIL – CISL – UIL

IRENE GUERRINI
e MARCO PLUVIANO
Autori della ricerca

L’evento è aperto al mondo della scuola e alla cittadinanza

 

“Guido suonava il violino”

Spettacolo teatrale, testo e regia di Patrizia Camatel, con Elena Formantici, liberamente tratto dal racconto Un violino di Nicoletta Fasano. Si tratta di un monologo teatrale tutto al femminile che si dipana come un racconto giallo e assume le misteriose atmosfere di un thriller a carattere storico. Un vecchio violino entra prepotentemente nella quotidianità di una donna, ricercatrice di professione, costringendola ad abbandonare il suo rassicurante, scientifico metodo di indagine e chiedendole di dedicarsi, anima e cuore, alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio. Attraverso un sofferto percorso di ricerca, specialmente dentro se stessa, la ricercatrice comprenderà che restituire il nome al proprietario del violino è affermare la sua esistenza: un atto di resistenza contro il sistema concentrazionario nazifascista, progettato per annientare, spersonalizzare. Il nodo centrale del lavoro teatrale non è tanto la Shoah, ma ciò che l’ha preceduto: la vita delle singole persone, con le loro gioie, miserie, speranze, scelte, legami. Un monito attualissimo a non lasciar indietro nessuno, a farsi carico degli altri: perché se si ha il coraggio di guardare negli occhi l’altro, chiamandolo per nome, forse sarà possibile evitare che in altri tempi, in altri luoghi, si permetta che uomini, donne e bambini “anonimi” soffrano e muoiano nell’indifferenza generale.guido_suonava_violino

 

“La vita offesa. Vittime, responsabili, difficili ritorni”

Il Comune di Bruno (At), in collaborazione con l’Israt e l’Associazione Alpini, organizza un incontro dedicato alla storia della deportazione dall’Astigiano. Nicoletta Fasano (Israt), partendo dalla storia locale, cercherà di ricostruire le dinamiche dei rastrellamenti e degli arresti, i responsabili e le fasi delle deportazioni verso il sistema concentrazionario nazista. Particolare attenzione verrà dedicata al tema dei “difficili ritorni” e dei difficili reinserimenti nella vita civile e nelle relazioni interpersonali.conferenza_bruno

“Matite sbriciolate. Gli internati militari italiani. Un testimone, un album, una storia comune”

In collaborazione con il Comune di Villanova d’Asti Antonella Bartolo Colaleo presenterà il suo libro “Matite Sbriciolate” (Rubettino Editore).

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“Le candele della memoria. Musiche e parole per ricordare…”

Del Concerto-spettacolo saranno protagonisti il Quintetto d’Archi delll’Orchestra classica di Alessandria e Flavia Barbacetto, contralto del trio vocale torinese The Blue Dolls, con il quale si è esibita in molti prestigiosi teatri, Festival e Jazz Club., e del gruppo fiorentino Swing in Blue, con cui ha preso parte a importanti festival musicali (http://www.filarmonicoastigiano.com/230120.html)

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“Guido suonava il violino”

A San Damiano d’Asti (alle ore 10,00 per gli studenti delle scuole superiori e alle ore 21,00 per il pubblico) due repliche dello Spettacolo teatrale, testo e regia di Patrizia Camatel, con Elena Formantici, liberamente tratto dal racconto Un violino di Nicoletta Fasano. Si tratta di un monologo teatrale tutto al femminile che si dipana come un racconto giallo e assume le misteriose atmosfere di un thriller a carattere storico. Un vecchio violino entra prepotentemente nella quotidianità di una donna, ricercatrice di professione, costringendola ad abbandonare il suo rassicurante, scientifico metodo di indagine e chiedendole di dedicarsi, anima e cuore, alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio. Attraverso un sofferto percorso di ricerca, specialmente dentro se stessa, la ricercatrice comprenderà che restituire il nome al proprietario del violino è affermare la sua esistenza: un atto di resistenza contro il sistema concentrazionario nazifascista, progettato per annientare, spersonalizzare. Il nodo centrale del lavoro teatrale non è tanto la Shoah, ma ciò che l’ha preceduto: la vita delle singole persone, con le loro gioie, miserie, speranze, scelte, legami. Un monito attualissimo a non lasciar indietro nessuno, a farsi carico degli altri: perché se si ha il coraggio di guardare negli occhi l’altro, chiamandolo per nome, forse sarà possibile evitare che in altri tempi, in altri luoghi, si permetta che uomini, donne e bambini “anonimi” soffrano e muoiano nell’indifferenza generale.

 

 

 

“La deportazione ebraica in Piemonte”

Nell’ambito delle conferenze dell’Università della Terza Età del Chivassese ed in occasione della Giornata della Memoria, Nicoletta Fasano e Mario Renosio (Israt) ricostruiranno le dinamiche, le responsabilità e le modalità che hanno portato all’arresto ed alla deportazione degli ebrei dal Piemonte.