«L’intellettuale rovesciato». L’eredità di Gianni Bosio a cinquant’anni dalla scomparsa

Sabato 23 ottobre 2021 alle ore 16 presso la Sala degli Stemmi di Palazzo Soardi (Mantova, via Frattini 60) convegno su “«L’intellettuale rovesciato». L’eredità di Gianni Bosio a cinquant’anni dalla scomparsa” (21 agosto 1971).
Lo stesso giorno alle ore 20,30 a Gazoldo degli Ippoliti (Mantova) presso la Rocca Palatina (via Marconi 123) interventi e testimonianze musicali dedicate alla ricerca ed al ricordo di Gianni Bosio.
Bosio fu partigiano nella Resistenza, poi militante del Partito Socialista Italiano a Mantova e a Milano. Storico del movimento popolare e ricercatore dei modi d’espressione culturale dei ceti subalterni, fu direttore delle Edizioni Avanti! (poi Edizioni del Gallo), tra gli animatori del Nuovo Canzoniere Italiano e tra i fondatori dell’Istituto Ernesto De Martino.
Nell’allegato il programma del convegno bosio_2021_10_23-b.

L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero – 7. Cartoline africane

Mercoledì 20 ottobre 2021 alle ore 16,30 a Mantova presso la Casa del Mantegna (via Acerbi 47) Latino Taddei tiene l’ultima lezione del corso per insegnanti la quale ha per tema «Cartoline africane»: attraverso le immagini si esaminano idee e stereotipi degli Italiani in Africa.
Le lezioni sono aperte a tutti e gratuite, eccettuati i docenti che vogliano conseguire crediti formativi. È richiesta la prenotazione telefonica o via mail per un massimo di 25 posti. I docenti che vogliano conseguire crediti formativi devono iscriversi sul portale Sofia o presso l’Istituto se non di ruolo, pagare 10 euro se soci dell’Istituto e 20 se non soci, essere in possesso del certificato per la vaccinazione COVID.
Dal 12 settembre una serie di conferenze, lezioni ed esposizioni è dedicata a «L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero». La conferenza iniziale, tenuta da Simona Behre, era dedicata alla «Terra di Libia». Il colonialismo italiano fonda le sue radici nelle mire espansionistiche dell’Italia liberale che, nel corso dell’ultimo ventennio dell’Ottocento, avviò azioni diplomatiche e militari per entrare nel novero delle potenze imperiali europee. Le vicende pluridecennali delle terre africane fino alla caduta del regime fascista, occupate militarmente e governate dall’amministrazione italiana, trovarono il loro apogeo nelle guerre di conquista fasciste. Si esacerbarono così le pratiche di violenza già sperimentate in precedenza, che produssero crimini efferati.
Nell’allegato la riproduzione della locandina colonie_2021_ix-x.

L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero – 6. Psichiatria in colonia

Mercoledì 13 ottobre 2021 alle ore 16,30 a Mantova presso la Casa del Mantegna (via Acerbi 47) lezione di Luigi Benevelli per il corso per insegnanti dedicata alla «Psichiatria in colonia».
Le lezioni sono aperte a tutti e gratuite, eccettuati i docenti che vogliano conseguire crediti formativi. È richiesta la prenotazione telefonica o via mail per un massimo di 25 posti. I docenti che vogliano conseguire crediti formativi devono iscriversi sul portale Sofia o presso l’Istituto se non di ruolo, pagare 10 euro se soci dell’Istituto e 20 se non soci, essere in possesso del certificato per la vaccinazione COVID.
Dal 12 settembre una serie di conferenze, lezioni ed esposizioni è dedicata a «L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero». La conferenza iniziale, tenuta da Simona Behre, era dedicata alla «Terra di Libia». Il colonialismo italiano fonda le sue radici nelle mire espansionistiche dell’Italia liberale che, nel corso dell’ultimo ventennio dell’Ottocento, avviò azioni diplomatiche e militari per entrare nel novero delle potenze imperiali europee. Le vicende pluridecennali delle terre africane fino alla caduta del regime fascista, occupate militarmente e governate dall’amministrazione italiana, trovarono il loro apogeo nelle guerre di conquista fasciste. Si esacerbarono così le pratiche di violenza già sperimentate in precedenza, che produssero crimini efferati.
Nell’allegato la riproduzione della locandina colonie_2021_ix-x.

L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero – 5. I Mantovani e l’avventura coloniale

Sabato 9 ottobre 2021 a partire dalle ore 15 a Mantova presso la Casa del Mantegna (via Acerbi 47) ZeroBeat realizza brevi interventi di animazione teatrale per coinvolgere e stimolare i visitatori della mostra «L’occupazione italiana della Libia. Violenza e colonialismo (1911-1943)».
Dal 12 settembre serie di conferenze, lezioni ed esposizioni è dedicata a «L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero». Il colonialismo italiano fonda le sue radici nelle mire espansionistiche dell’Italia liberale che, nel corso dell’ultimo ventennio dell’Ottocento, avviò azioni diplomatiche e militari per entrare nel novero delle potenze imperiali europee. Le vicende pluridecennali delle terre africane fino alla caduta del regime fascista, occupate militarmente e governate dall’amministrazione italiana, trovarono il loro apogeo nelle guerre di conquista fasciste. Si esacerbarono così le pratiche di violenza già sperimentate in precedenza, che produssero crimini efferati.
Nell’allegato la riproduzione del pieghevole colonie_2021_ix-x_mostre.

L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero – 4. Le foto ricordo di un italiano in Africa (1911-1912)

Venerdì 8 ottobre 2021 alle ore 17,30 a Mantova presso il Centro Culturale ‘Baratta’ (corso Garibaldi 88) viene inaugurata la mostra «Le foto ricordo di un italiano in Africa. Scene di vita quotidiana in Libia (1911-1912)» curata da Giorgia Giusti e Renato Zavattini. Ingresso libero; possibilità di visite guidate su prenotazione. La mostra continua fino al 21 ottobre. Nella locandina sono indicati gli orari.
Dal 12 settembre serie di conferenze, lezioni ed esposizioni è dedicata a «L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero». Il colonialismo italiano fonda le sue radici nelle mire espansionistiche dell’Italia liberale che, nel corso dell’ultimo ventennio dell’Ottocento, avviò azioni diplomatiche e militari per entrare nel novero delle potenze imperiali europee. Le vicende pluridecennali delle terre africane fino alla caduta del regime fascista, occupate militarmente e governate dall’amministrazione italiana, trovarono il loro apogeo nelle guerre di conquista fasciste. Si esacerbarono così le pratiche di violenza già sperimentate in precedenza, che produssero crimini efferati.
Nell’allegato la riproduzione del pieghevole colonie_2021_ix-x_mostre.

L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero – 3. L’oltremare degli Italiani

Venerdì 1 ottobre 2021 alle ore 15,30 a Mantova presso la Casa del Mantegna (via Acerbi 47) Costantino Di Sante tiene la prima lezione del corso per insegnanti dedicata a «L’oltremare degli Italiani».
Le lezioni sono aperte a tutti e gratuite, eccettuati i docenti che vogliano conseguire crediti formativi. È richiesta la prenotazione telefonica o via mail per un massimo di 25 posti. I docenti che vogliano conseguire crediti formativi devono iscriversi sul portale Sofia o presso l’Istituto se non di ruolo, pagare 10 euro se soci dell’Istituto e 20 se non soci, essere in possesso del certificato per la vaccinazione COVID.
Dal 12 settembre una serie di conferenze, lezioni ed esposizioni è dedicata a «L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero». La conferenza iniziale, tenuta da Simona Behre, era dedicata alla «Terra di Libia». Il colonialismo italiano fonda le sue radici nelle mire espansionistiche dell’Italia liberale che, nel corso dell’ultimo ventennio dell’Ottocento, avviò azioni diplomatiche e militari per entrare nel novero delle potenze imperiali europee. Le vicende pluridecennali delle terre africane fino alla caduta del regime fascista, occupate militarmente e governate dall’amministrazione italiana, trovarono il loro apogeo nelle guerre di conquista fasciste. Si esacerbarono così le pratiche di violenza già sperimentate in precedenza, che produssero crimini efferati.
Nell’allegato la riproduzione della locandina colonie_2021_ix-x.

L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero – 2. L’occupazione italiana della Libia

Mercoledì 29 settembre 2021 alle ore 15,30 a Mantova presso la Casa del Mantegna (via Acerbi 47) viene inaugurata la mostra «L’occupazione italiana della Libia. Violenza e colonialismo, 1911-1943» curata da Costantino Di Sante e Salaheddin Sury. Ingresso libero; possibilità di visite guidate su prenotazione. La mostra continua fino al 24 ottobre. Nella locandina sono indicati gli orari.
Dal 12 settembre serie di conferenze, lezioni ed esposizioni è dedicata a «L’utopia coloniale. L’Italia e il suo impero». La conferenza iniziale, tenuta da Simona Behre, era dedicata alla «Terra di Libia». Il colonialismo italiano fonda le sue radici nelle mire espansionistiche dell’Italia liberale che, nel corso dell’ultimo ventennio dell’Ottocento, avviò azioni diplomatiche e militari per entrare nel novero delle potenze imperiali europee. Le vicende pluridecennali delle terre africane fino alla caduta del regime fascista, occupate militarmente e governate dall’amministrazione italiana, trovarono il loro apogeo nelle guerre di conquista fasciste. Si esacerbarono così le pratiche di violenza già sperimentate in precedenza, che produssero crimini efferati.
Nell’allegato la riproduzione del pieghevole colonie_2021_ix-x_mostre.

XV Premio “Mozzarelli”

Sabato 18 settembre 2021 alle ore 10,30 Mantova presso il Centro Culturale «Baratta» (corso Garibaldi 88) vengono consegnati i riconoscimenti per la quindicesima edizione del «Premio di studio “Cesare Mozzarelli”». Dopo gl’interventi di Mattia Palazzi (sindaco del Comune di Mantova), Francesca Zaltieri (consigliera delegata della Provincia di Mantova), Pietro Moretti (presidente della Fondazione BPA Poggio Rusco) Paola Besutti (Università degli Studi di Teramo) tiene la quinta Lezione di Storia “Cesare Mozzarelli” sul tema «Musica, pubblico bene e Stato alla fine dell’ancien régime: l’età delle riforme nella Lombardia austriaca (1736 – 1796)». Al termine la premiazione dei vincitori. Coordina Daniela Ferrari (presidente dell’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea).
Nell’allegato la riproduzione dell’invito mozzarelli_premiazione-2021.

«Nilde Iotti, il tempo delle donne» di Peter Marcias

Lunedì 2 agosto 2021 a partire dalle ore 21,15 a Mantova presso il Museo della Città (largo XXIV Maggio, 12) l’Arena Museo della Città di Palazzo San Sebastiano, in collaborazione con il Comitato Mantovano per il Centenario di Nilde Iotti, presenta un evento dedicato alla prima donna dell’Italia repubblicana a ricoprire la presidenza della Camera dei Deputati, Nilde Iotti. L’occasione è la proiezione dell’inedito documentario «Nilde Iotti, il tempo delle donne», diretto dal regista Peter Marcias.
Informazioni e prenotazioni al 334.1438018 o su www.cineview.it.
Con quest’iniziativa riprendono le attività del Comitato Mantovano per il Centenario della Nascita di Nilde Iotti. Al Comitato partecipano ARCI Mantova, AUSER Mantova, CGIL Mantova, UIL Mantova-Cremona, ANPI Mantova, Cooperativa Centro Donne Mantova, Associazione Equal, Fondazione Scuola di Alta Formazione delle Donne di Governo, Istituto Mantovano di Storia Contemporanea, Fondazione Nilde Iotti, Comune di Mantova, Provincia di Mantova.
Nell’allegato la riproduzione del manifesto iotti_2021_08_02.

Le nostre prigioni. Storie di dissidenti nelle carceri fasciste

Lunedì 7 giugno 2021 alle ore 18 a Mantova presso il Centro Culturale «Baratta» (corso Garibaldi 88) viene presentato il volume «Le nostre prigioni. Storie di dissidenti nelle carceri fasciste». L’autore Giovanni Taurasi dialoga con Carlo Saletti, direttore scientifico dell’Istituto Mantovano di Storia Contemporanea.
Il momento epico della Resistenza ha oscurato nella memoria civile collettiva l’esperienza precedente della lotta non armata dell’antifascismo tra le due guerre. Eppure furono oltre 5000 i dissidenti condannati per le loro idee nel corso del Ventennio e fu nelle prigioni che prese forma quell’idea embrionale di democrazia che poi, attraverso le ferite della guerra e della lotta di Liberazione, si sostanziò nella Costituzione italiana. Attraverso la ricostruzione della vita dei dissidenti all’interno dei luoghi di detenzione del regime, il volume ci riconsegna uno spaccato significativo dell’antifascismo in galera e le storie di un centinaio di loro, scelti tra detenute e detenuti, celebri e meno noti, di diverso orientamento politico e origine geografica. Tra le cento storie raccontate riemergono vicende ignote che intrecciano aspetti politici e sentimentali, come la lunga storia d’amore ‘separata’ dal carcere tra Sandro Pertini e Matilde Ferrari; il triangolo sentimentale che intrecciò le vite di Tina Pizzardo, Altiero Spinelli e Cesare Pavese; la tragica storia della coppia di comunisti Anita Pusterla e Natale Premoli, perseguitati prima da Mussolini e poi da Stalin; quella tormentata di Iside Viana, morta in galera di stenti e sola.
Nell’allegato la riproduzione dell’invito taurasi_2021_06_07.