Didattica. Milano 1944-1945. Scrivere la storia: il punto di vista e la critica delle fonti.

Milano, 26 febbraio 2021, ore 9.30-11.30. Il prof. Massimo Castoldi incontra le classi 5A e 5B dell’Istituto Onnicomprensivo Musicale Statale di Milano sul tema: Milano 1944-1945. Scrivere la storia: il punto di vista e la critica delle fonti.

L’intervento, partendo dall’esame di alcuni documenti, intende spiegare la storia nel suo farsi, ovvero provocare il dialogo tra le fonti storiche, spesso in contrasto tra loro.

Obiettivi

Gli obiettivi della proposta sono

1) riconoscere il punto di vista con il quale le fonti stesse sono spesso generate o presentate;

2) comprendere quanto la ricerca storica sia in continuo divenire;

3) comprendere quanto la storia sia il frutto di un lavoro complesso pienamente calato nella contemporaneità.

Dal confronto con i docenti è emersa la necessità di mettere al centro dell’insegnamento della storia proprio la critica delle fonti, che è stata e rimarrà sempre un valido strumento di libertà e di autonomia intellettuale.

Uno strumento di lavoro

Il libro pubblicato recentemente da Massimo Castoldi, Piazzale Loreto. Milano, l’eccidio e il “contrappasso” (Roma, Donzelli, 2020), già proposto autonomamente da alcuni docenti, si sta rivelando un ottimo strumento di laboratorio in questa direzione.

Incontro con la Casa della Conferenza di Wannsse di Berlino

La Fondazione Memoria della Deportazione col Liceo Laura Bassi di Bologna e con la collaborazione della prof. Luchita Quario organizza un incontro con la Casa della Conferenza di Wannsse di Berlino sul tema Wannsee fu l’inizio della soluzione finale?

Relatore Tommaso Speccher

martedì 23 febbraio 2021, dalle 16 alle 17

http://bit.ly/WannseeLB

L’iniziativa rientra nella collaborazione continuativa instaurata nel 2016 dal prof. Massimo Castoldi tra la Fondazione Memoria della Deportazione e la Casa della Conferenza di Wannsee e proseguita negli anni su iniziativa della prof. Luchita Quario e di Divo Capelli, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

Presentazione del libro “Piazzale Loreto. Milano, l’eccidio e il «contrappasso», di Massimo Castoldi

Pavia, 5 febbraio 2021, ore 17. Presentazione del libro di Massimo CastoldiPiazzale Loreto. Milano, l’eccidio e il «contrappasso», Donzelli editore, 2020. Con l’autore ne discutono: Antonella Campagna, Roberto Lodigiani, Pierangelo Lombardi. L’incontro è il primo della serie di presentazioni di libri proposti nel 2021 dal Coordinamento Istituti Lombardi dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e si inserisce negli incontri “Il libro della settimana” proposti dalla Biblioteca Universitaria di Pavia. È realizzato in collaborazione con la Fondazione Memoria della Deportazione.

https://www.facebook.com/bibliotecauniversitariapavia

http://www.bibliotecauniversitariapavia.it/bu/index.php?it/22/eventi

Si allega Locandina

Il libro

I fatti

All’alba del 10 agosto 1944 quindici antifascisti detenuti nel carcere di San Vittore furono fucilati a piazzale Loreto, senza regolare processo o specifica incriminazione, da un gruppo di militi fascisti su ordine degli occupanti tedeschi.

I corpi furono ammassati contro una staccionata di legno e lasciati lì fino al tardo pomeriggio. I milanesi ammutoliti vi assistettero sgomenti e nel silenzio la piazza fu subito ribattezzata piazzale Quindici martiri.

Nei giorni della Liberazione, il 29 aprile 1945, furono portati in piazzale Loreto i corpi di Mussolini, di Claretta Petacci e dei gerarchi fascisti uccisi sul Lago di Como. La folla euforica e inferocita accorse per vedere la fine del regime.

Le immagini di quella mattina si sovrapposero nella memoria collettiva a quelle dell’anno precedente: furono solo poche ore, ma da quel momento piazzale Loreto non sarebbe più stato soltanto piazzale Quindici martiri.

La memoria

Per qualche migliaio di persone Piazzale Loreto è, dunque, un luogo simbolo della Resistenza e di tutti coloro che diedero la vita per la libertà del popolo italiano dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista; per qualche decina di migliaia, forse, è il luogo simbolo della fine del fascismo, nel quale furono esposti i cadaveri di Mussolini e dei gerarchi allo sguardo della folla.

La memoria di piazzale Loreto resta, così, a tanti anni di distanza, una memoria incompiuta, che non è riuscita a diventare memoria fondativa dell’Italia libera e democratica, poiché in essa si intrecciano le contraddizioni di oltre settant’anni di storia:

  • dai conti mai risolti con il fascismo
  • ai conflitti politici durante la guerra fredda,
  • fino alla memoria debole e post-ideologica di oggi, che si logora tra la retorica delle vittime e quella della pacificazione.

Come ha scritto l’autore del libro, questa è una storia  «che è stata usata, deformata, immaginata e adattata alle esigenze del momento, piuttosto che indagata e ricostruita».

Il lavoro

Nipote del maestro antifascista Salvatore Principato, uno dei martiri di piazzale Loreto, Massimo Castoldi ha raccolto negli anni materiali relativi all’eccidio del 1944 e alle alterne vicende legate alla storia di quel luogo, diventando un testimone della memoria di piazzale Loreto.

Ne esce così uno scrupoloso lavoro di analisi di fonti in gran parte inedite,  attraverso le quali   sono ricostruite con grande rigore la sequenza degli arresti, le logiche che portarono all’eccidio e  a quel  che ne seguì, ma, soprattutto restituisce la voce ai quindici martiri, ripercorrendone l’ impegno antifascista, attraverso le loro storie umane e politiche.

“MEMORIA È VITA”. A CENT’ANNI DALLA NASCITA DI GIANFRANCO MARIS

Fondazione Memoria della Deportazione ha preparato un calendario di appuntamenti lungo tutto il 2021 per ricordare la figura di Gianfranco Maris, partigiano e deportato, fondatore della stessa Fondazione.

Gianfranco Maris è stato protagonista della storia del 900: antifascista, partigiano, ex deportato, avvocato e Senatore della Repubblica. Fondatore della Fondazione Memoria della Deportazione, Presidente dell’Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti (ANED) dal 1978, Vice presidente nazionale dell’ANPI, Direttore Generale dal 2002 al 2013 dell’INSMLI, ha saputo vivere appieno il Novecento con la consapevolezza del passato e l’immaginazione del futuro.

Nel 2021, in occasione del centenario della nascita, la Fondazione Memoria della Deportazione, consapevole che “La memoria è conoscenza e la conoscenza è matrice di coscienze vigili, avvertite, impegnate nella costruzione di una società aperta all’amore, alla giustizia e all’uguaglianza” (Gianfranco Maris), si propone di presentare un calendario di attività che non sia celebrazione autoreferenziale, ma stimolo alla crescita della nostra società civile. Convegni, pubblicazioni, percorsi artistici e interventi formativi: gli eventi del centenario Memoria è vita  saranno dedicati alla memoria autobiografica, storica e collettiva e avranno luogo in coerenza con le ricorrenze del calendario civile, a sottolineare il legame tra singolo e collettività.

Ecco i primi appuntamenti, in occasione del Giorno della memoria 2021:

Il 19 gennaio, ore 17.00, Floriana Maris, Presidente della Fondazione Memoria della Deportazione apre il centenario: seguite l’incontro dalla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/fondazionememoria/

 

  • Dal 21 gennaio 2021 troverete nelle librerie il volume Gianfranco Maris, “Oltre Mauthausen. Sulle strade della giustizia, la globalizzazione dei diritti”, a cura di Emanuele Edallo e con una prefazione di Enzo Collotti, per Mimesis edizioni

201209_Copertina Mimesis.indd

  • Il 24 gennaio 2021, ore 18.00, grazie all’impegno del Comune di Bergamo e di Isrec e dell’Associazione Maite, nel quadro del progetto “Se quei muri potessero parlare”, all’interno dell’ex carcere di Sant’Agata, dove Maris fu imprigionato prima di essere deportato, si terrà una lettura speciale da parte di Moni Ovadia, accompagnato da Maurizio Dehò (violino) e Nadio Marenco (fisarmonica). L’intervento sarà fruibile attraverso i canali social della Fondazione Memoria della Deportazione.
  • Il 28 gennaio 2021, ore 17. 30 in collaborazione con AIAP – Associazione italiana design della comunicazione visiva sarà lanciato il concorso di idee per la realizzazione di un manifesto in occasione del centenario della nascita di Gianfranco Maris. La presidente della Fondazione Memoria della Deportazione, Floriana Maris, e il presidente di AIAP, Marco Tortoioli Ricci presentano il bando in diretta streaming sui canali social della Fondazione Memoria della Deportazione e di Aiap.

Tutti gli eventi saranno fruibili attraverso la pagina Facebook della Fondazione https://www.facebook.com/fondazionememoria/; successivamente tutti i video degli incontri saranno disponibili anche sul canale YouTube della Fondazione https://www.youtube.com/user/memoriadeportazione

Le parole della storia. Ideologie.

Pavia, sabato 23 gennaio 2021, ore 10. Nell’ambito del ciclo di formazione politica “DemocraticaMente. Le parole della storia”, la Fondazione Memoria della Deportazione sarà presente col prof. Massimo Castoldi al confronto sul tema “Ideologie: dalle ideologie autoritarie agli autoritarismi senza ideologie”. Ne discuterà con Alberto Castelli (Università di Ferrara) e Valentina Pisanty (Università di Bergamo).

Il corso è organizzato dal Partito Democratico della Provincia di Pavia, e dal comitato scientifico composto da Romana Bianchi, Corrado Del Bò, Pierangelo Lombardi.

Gli incontri si svolgeranno tramite Zoom.

I corsisti de “Le parole della storia” sono automaticamente iscritti. Per ulteriori iscrizioni contattare:

segreteria@pdpavia.it

Tre incontri sul tema Storia e Memoria organizzati da Fondazione Memoria della Deportazione, Fondazione Corriere della Sera, Fondazione CDEC

Milano, 18- 20- 22 gennaio, ore 18. Come evento finale dell’iniziativa Storia e Memoria, iniziata a gennaio 2020 con  il seminario “Storia e memoria. Valori e narrazioni a 75 anni dalla nascita della democrazia italiana”, avrà luogo nei prossimi giorni, nelle forme rese obbligatorie dalla pandemia, una serie di tre incontri, organizzati da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione CDEC e dalla nostra Fondazione, con il contributo di Fondazione Cariplo.

 

Gli eventi saranno visibili in streaming anche sul sito del Corriere della Sera e ricondivisi sulla pagina Facebook della Fondazione Memoria della Deportazione http://www.facebook.com/fondazionememoria/

 

Alleghiamo la locandina con il programma degli incontri.

 

 

 

 

Didattica. Incontro con gli studenti del liceo scientifico Cremona

Milano, 15 gennaio 2021, ore 14.30. Il prof. Massimo Castoldi, responsabile della didattica per la nostra Fondazione, incontra sessanta studenti del liceo scientifico Cremona sul tema: Milano 1943-1945. Scrivere la storia: il punto di vista e la critica delle fonti.

Dopo aver incontrato il 16 dicembre 2020 i docenti delle scuole milanesi in un confronto sul tema della didattica della storia e di cosa significhi fare lezione sui documenti, il prof. Massimo Castoldi risponde alla principale delle richieste ricevute e incomincia una serie di incontri con gli studenti, a partire dal liceo Cremona di Milano. L’intervento, partendo dall’esame di alcuni documenti, intende spiegare la storia nel suo farsi, ovvero provocare il dialogo tra le fonti storiche, spesso in contrasto tra loro.

Obiettivi

Gli obiettivi della proposta sono

1) riconoscere il punto di vista con il quale le fonti stesse sono spesso generate o presentate;

2) comprendere quanto la ricerca storica sia in continuo divenire;

3) comprendere quanto la storia sia il frutto di un lavoro complesso pienamente calato nella contemporaneità.

Dal confronto con i docenti è emersa la necessità di mettere al centro dell’insegnamento della storia proprio la critica delle fonti, che è stata e rimarrà sempre un valido strumento di libertà e di autonomia intellettuale, per riconoscere chi di volta in volta ha cercato di costruire sulla propria misura il tempo passato, per dominare nel tempo presente, e, come scrisse George Orwell, anche per ambire a controllare il futuro.

Uno strumento di lavoro

Il libro pubblicato recentemente da Massimo Castoldi, Piazzale Loreto. Milano, l’eccidio e il “contrappasso” (Roma, Donzelli, 2020), già proposto autonomamente da alcuni docenti, si sta rivelando un ottimo strumento di laboratorio in questa direzione.

Laboratorio sperimentale di didattica della storia e della filosofia al Liceo Cremona di Milano

Milano, 29 ottobre 2020. La Fondazione Memoria della Deportazione, l’Università degli Studi di Milano e gli insegnanti del Dipartimento di filosofia e di storia del Liceo Scientifico Luigi Cremona di Milano organizzano un laboratorio sperimentale di didattica per la storia e per la filosofia, con l’obiettivo di far maturare nel liceo un presidio di auto-formazione permanente ed autonomo, e di creare un modello esportabile in altri istituti.

Il progetto

Il progetto nasce dall’esigenza, oggi imprescindibile, date le emergenze contingenti, che la scuola rifletta sulla sua specificità e la sappia valorizzare. La richiesta degli insegnanti è molto chiara: “come e secondo quali strategie, quali metodi, sia possibile rendere le discipline con i loro programmi – spesso molto ampi – e le loro questioni perspicue, chiavi concettuali vive e dinamiche per un’analisi critica dell’esperienza e dei suoi sensi possibili?”.

Le prime risposte nasceranno dai quattro incontri seminariali, che proprio per essere efficaci, si terranno a numero chiuso col gruppo dei docenti di storia e di filosofia del liceo, a partire dal 29 ottobre 2020 e fino a tutto il mese di dicembre.

Sarà il confronto coi docenti e con le loro richieste che ci indicherà, come è sempre avvenuto e sempre dovrebbe avvenire, la strada da percorrere.

Si allega la bozza di progetto Didalab

Interverranno:

- prof. Beatrice Del Bo, Didattica della storia, Università degli Studi di Milano

Nella gabbia del tempo: la storia insegnata

- prof. Paolo Valore, Didattica della filosofia – Storia della metafisica – Storia della filosofia contemporanea, Università degli Studi di Milano

Metodologia di ricerca nella didattica della filosofia. Insegnare per temi e problemi è possibile? (parte prima)

- prof. Alberto Frigo, Didattica della filosofia, Università degli Studi di Milano

Metodologia di ricerca nella didattica della filosofia. Insegnare per temi e problemi è possibile? (parte seconda)

- prof. Massimo Castoldi, in qualità di responsabile della didattica della Fondazione Memoria della Deportazione

Metodologie di ricerca per la didattica della storia: l’uso delle fonti nella ricostruzione complessa del fatto storico. Esemplificazioni a uso didattico

 

 

 

 

Archivio Fondazione Memoria della Deportazione: l’archivio fotografico Aned è online

La prima parte del Fondo fotografico Aned è oggi consultabile online sul sito di Regione Lombardia Beni Culturali, grazie all’impegno della Fondazione Memoria della Deportazione, che ne è anche Istituto di conservazione, su progetto di Massimo Castoldi (responsabile esecutivo), di Maddalena Cerletti (responsabile scientifico e catalogatore), di Vanessa Matta (supporto alle ricerche archivistiche) e di Elena Gnagnetti (supporto alle ricerche bibliografiche), e grazie al contributo accordato da Regione Lombardia per la realizzazione del progetto su Bando di «Invito alla presentazione di progetti per la valorizzazione e promozione di istituti e luoghi della cultura, siti Unesco, itinerari culturali e catalogazione del patrimonio culturale (l.r. 25/2016) – anno 2019».

Il lavoro di valorizzazione dei fondi Aned

Si è infatti conclusa nel 2020 la prima fase (limitata alle prime 732 immagini) del progetto di valorizzazione e tutela del Fondo fotografico Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti), dopo che negli anni precedenti si era completata l’inventariazione completa del Fondo cartaceo Aned Milano e Aned nazionale, e da quando nel 2004 gli Archivi della Fondazione Memoria della Deportazione sono stati dichiarati dal Ministero per i beni e le attività culturali di notevole interesse storico, ai sensi dell’attuale D. L. n. 42/2004.

La storia del Fondo fotografico

Il fondo fotografico fu consegnato alla Fondazione Memoria della Deportazione nel 1999 e negli anni immediatamente successivi. Raccoglie tutto il patrimonio fotografico raccolto e prodotto dall’Aned nel corso degli anni, dalla sua fondazione (nel 1945 nacquero alcune sezioni locali, nel 1957 l’Aned Nazionale) ai primi anni del 2000. Si tratta di fotografie che documentano l’attività istituzionale dell’ente e fotografie che documentano la storia della deportazione politica e razziale nei lager nazisti e il contesto politico e sociale che ne fu la causa.

Lo studio del fondo ha comportato l’analisi di tutto il patrimonio fotografico in esso conservato, delle carte a esso inerenti presenti nell’archivio cartaceo, degli elenchi e degli inventari sul patrimonio realizzati negli anni. In particolare è stato indagato come il fondo si sia formato e quali siano i legami esistenti tra i materiali fotografici (per esempio tra negativi, stampe e diapositive) e tra materiale fotografico ed eventuale materiale cartaceo.

Nella fase di studio dell’archivio fotografico si è cercato di ricostruire l’ordinamento realizzato da Giandomenico Panizza (1927-2000) nel 1991, individuando nel suo lavoro la prima organizzazione ragionata e strutturata dell’archivio di cui vi sia traccia, pensata «dall’interno» per le esigenze dell’Associazione.

In particolare sono state ricostruite due sezioni che riprendono le suddivisioni del fondo realizzate da Giandomenico Panizza e definite da lui stesso Parte  storica e Testimonianze nei documenti presenti all’interno dell’archivio cartaceo (Fondo Aned, b. 90, fasc. 2).

Parte storica

La prima sezione Parte storica, oggi inventariata e studiata per la prima parte, raccoglie tutta la documentazione fotografica (stampe originali e riproduzioni di fotografie storiche e di documenti in lastra di vetro, pellicola piana e carta fotografica) raccolta e prodotta negli anni dall’Aned Nazionale per documentare il tema della deportazione nazista e il periodo storico che ne fu la causa.

I soggetti

Più in particolare le immagini riguardano il periodo storico che va dalla prima Guerra Mondiale fino ai processi ai criminali nazisti (processo di Norimberga 1945):

Prima della deportazione

L’espansione del nazismo in Europa; le esecuzioni fuori dai lager; le persecuzioni antisemite; le atrocità contro gli avversari politici; gli arresti e i rastrellamenti in Germania e negli stati occupati dai nazisti; il trasporto dei prigionieri e l’arrivo nei campi di concentramento nazisti.

I campi e la deportazione

Le immatricolazioni; le foto e le schede segnaletiche degli internati; i luoghi, le strutture e le piantine dei campi di concentramento nazisti in Germania, Polonia, Italia e Francia; la vita nei campi di concentramento; il lavoro forzato; gli esperimenti «scientifici» sui prigionieri; le torture e le atrocità perpetrate dai nazisti ai prigionieri dei campi di concentramento; la morte nei campi di concentramento; le camere a gas; i forni crematori; i cumuli di effetti personali sottratti ai deportati; le marce della morte, le evacuazioni e i trasporti dei prigionieri dai campi, quando i nazisti si sono sentiti pressati dall’avanzata degli eserciti Alleati.

La liberazione

La liberazione dei campi da parte degli eserciti Alleati; i cadaveri insepolti e i sopravvissuti nei campi subito dopo la liberazione; la sepoltura dei morti; i monumenti e i memoriali realizzati all’interno dei campi dopo la liberazione in commemorazione dei caduti e per non dimenticare l’esperienza concentrazionaria; la riproduzione dei disegni realizzati da prigionieri italiani nei campi di concentramento durante la prigionia e relativi all’esperienza concentrazionaria; la riproduzione di prime pagine di quotidiani italiani usciti nel periodo storico in esame, di documenti e testi nazisti; la riproduzione di testi e brani scritti da storici e poeti riguardanti il tema; la riproduzione di didascalie di mostre fotografiche inerenti il tema.

Il contributo di Albe e Lica Steiner

La raccolta di immagini più consistente e sistematica probabilmente fu condotta da Albe e Lica Steiner in accordo con l’Aned a partire dalla fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta in diversi archivi europei. Scopo della ricerca era recuperare immagini e documenti da utilizzare per una serie di lavori (mostre, volumi, convegni ecc.) che mantenessero viva la memoria dell’esperienza concentrazionaria.

Testimonianze

La sezione Testimonianze, ancora in corso di inventariazione, raccoglie tutta la documentazione fotografica (stampe in bianco e nero e a colori a volte raccolte in album fotografici) raccolta e prodotta negli anni dall’Aned Nazionale per documentare le attività e la vita dell’Associazione, gli eventi e i monumenti realizzati per testimoniare l’esistenza dei campi di sterminio. Tra le immagini sono presenti fotografie di monumenti, memoriali, disegni e racconti di sopravvissuti, pellegrinaggi ai campi di concentramento, incontri, congressi, convegni, attività formative e informative, manifestazioni, mostre.

Scheda Fondo

Didattica. Inizia il mese della Fondazione nelle scuole

Milano, 23 gennaio -23 febbraio 2020. Il prof. Massimo Castoldi, responsabile della didattica della Fondazione Memoria della Deportazione, incontrerà per un mese, con una serie di lezioni e di attività laboratoriali sulla memoria e sul metodo di ricerca storica, circa trecento studenti di alcuni Istituti scolastici della provincia di Milano e della regione Lombardia, ma anche provenienti dalla Francia. Gli incontri si terranno in parte nella sala conferenze della Fondazione Memoria della Deportazione, in parte nelle scuole di appartenenza. Gli incontri fissati:

  • 23 gennaio Istituto Bertacchi di Lecco (a Lecco)
  • 29 gennaio Gruppo di cinquanta studenti francesi (in Fondazione)
  • 3 febbraio proseguirà il progetto didattico già avviato con l’Istituto d’Istruzione Superiore Statale (IISS) “Giuseppe Torno” di Castano Primo (MI) (in Fondazione)
  • 4 febbraio incontro con gli studenti dell’Istituto Piero della Francesca di San Donato milanese (indirizzo socio-sanitario) (in Fondazione)
  • 10 febbraio incontro con gli studenti dell’IPSSEEC A. Olivetti di Monza (in Fondazione)
  • 11 febbraio incontro con gli studenti dell’IPSSEEC A. Olivetti di Monza (in Fondazione)

Il tema al centro dei percorsi didattici sarà quello delle

Ragioni storiche del fascismo e la memoria.

Ricostruite le origini e le ragioni storiche della dittatura al suo insorgere dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, si ragionerà con gli studenti anche sull’elaborazione di una memoria consapevole sugli ultimi anni della seconda guerra mondiale, che ha conosciuto, in Germania e in Italia, percorsi differenti, scanditi da tempi e sensibilità diverse. Dopo decenni di oblio, in Germania si è avviato un processo di recupero dei luoghi della memoria del nazismo e di fondazione di centri di documentazione, nei quali è in atto una ricerca costante sui modi di trasmissione della memoria alla collettività e alle nuove generazioni.

Diversa la storia italiana, che, pur avendo fin dal 1945 elaborato una memoria diffusa dell’antifascismo e della Resistenza, è ancora segnata da reticenze e difficoltà nell’elaborazione di una memoria autocritica, capace di conservare anche il ricordo dei «torti che noi abbiamo fatto ad altri», e che è il contrario della memoria autocelebrativa, e implicitamente autoassolutoria, ancora molto diffusa.