I luoghi degli altri

Il 30 luglio l’Istituto storico di Modena e Archivio Zeta organizzano due iniziative nella suggestiva ambientazione del Cimitero militare germanico del passo della Futa.

Ore 16.30 – Visita guidata nella storia e nell’architettura del Cimitero germanico con Elena Pirazzoli.

Ore 18:00 – La montagna incantata, prima parte. Spettacolo itinerante realizzato da Archivio Zeta.

Biglietto (visita+spettacolo teatrale)

26,00€ intero

16,00€ ridotto under 25

Prenotazione: segreteria@istitutostorico.com

Il Cimitero militare germanico del passo della Futa raccoglie le spoglie di più di 30.000 soldati tedeschi caduti durante la Seconda guerra mondiale, prevalentemente sulla Linea Gotica. Sepolti provvisoriamente attorno alle zone di battaglia, vennero trasferiti alla fine degli anni Sessanta in questo cimitero, inaugurato il 28 giugno 1969. È un luogo difficile: incastonato nell’Appennino, territorio segnato dagli eccidi di civili, per gli italiani è il cimitero degli altri, la sepoltura del nemico. Ma anche per i tedeschi è un luogo di lutto pesante e silenzioso. Percorrerlo oggi solleva domande sulle colpe, le responsabilità, le memorie, innescando riflessioni sul nostro presente.

 

Ogni estate dal 2003 Archiviozeta elegge questo luogo come scenografia di senso per le proprie rappresentazioni teatrali: il valore della riscoperta di un luogo come il Cimitero militare germanico del passo della Futa, luogo tragicamente simbolico e la possibilità di veder rappresentati testi di grande respiro, in un paesaggio come quello dell’Appennino tosco-emiliano, rendono gli spettacoli alla Futa unici nel loro genere.

 

 

Liberamente tratto dal romanzo di Thomas Mann; drammaturgia e regia Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni; partitura musicale Patrizio Barontini; con Diana Dardi, Gianluca Guidotti, Pouria Jashn Tirgan, Giuseppe Losacco, Andrea Maffetti, Enrica Sangiovanni, Giacomo Tamburini e con la partecipazione di Antonia, Elio e Ida Guidotti; violoncello Francesco Canfailla; costumi les libellules Studio in collaborazione con Elena Fregni tecnica Andrea Sangiovanni; cura delle relazioni Rosalba Ruggeri; foto di scena Franco Guardascione