L’altro volto dell’Europa: i Balcani tra integrazione europea e diritti umani

Con il progetto “L’altro volto dell’Europa: i Balcani tra integrazione europea e diritti umani” l’Istituto storico di Modena si è classificato al primo posto della graduatoria del bando Viaggi attraverso l’Europa 2021 – VIII edizione – promosso dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna.

“L’altro volto dell’Europa: i Balcani tra integrazione europea e diritti umani” è un  viaggio virtuale attraverso una mappa interattiva che permetterà di affrontare due percorsi diversi e strettamente connessi:

- uno sul processo di integrazione europea dei paesi dell’area balcanica, iniziato con l’accoglienza della Slovenia (2004) e della Croazia (2013), e tuttora in corso di attuazione per gli altri paesi, seppur con rallentamenti e fasi di stallo:

- uno sui diritti umani, uno dei filoni centrali nella costruzione di uno spazio europeo comune. In particolare si lavorerà sulla violazione dei diritti umani che questa regione ha conosciuto a partire dalla guerra degli anni Novanta fino a oggi sulle strade della rotta balcanica, con focus legati ad alcuni luoghi: ad esempio, a partire da alcuni articoli del quotidiano Oslobodjenje (Liberazione) di Sarajevo ( a cui è stato riconosciuto il premio Sacharov per la difesa della libertà di pensiero nel 1993) si prenderanno le mosse per parlare della violazione dei diritti dei civili durante l’assedio di Sarajevo; a partire invece da alcune testimonianze di sopravvissuti si affronterà il tema della pulizia etnica e del genocidio di oltre 8000 persone a SrebrenicaOmarska e Prijedor saranno individuati come luoghi che hanno visto la riproposizione di campi di concentramento sul suolo europeo e oggi, a più di vent’anni dal conflitto, ancora realtà segnate da forti spinte nazionalistiche e condizioni di discriminazione di una parte della popolazione, in particolare le donne. Si toccherà Pristina per parlare dei crimini di guerra e contro l’umanità commessi durante la guerra del Kosovo con la Serbia nel 1998-1999, con gravissimi abusi e soprusi ai danni di appartenenti alle comunità serba e rom così come di kosovari di etnia albanese, compresi oppositori politici. Bihac fornirà l’occasione per parlare delle condizioni disumane in cui vengono oggi costretti a vivere i migranti, che cercano di arrivare in Europa per chiedere il diritto di asilo, nel campo di Lipa.

Attraverso il viaggio virtuale in questi luoghi i ragazzi conosceranno alcuni aspetti della storia recente di questi territori, dalla guerra degli anni Novanta  al presente, per riflettere sull’importanza della tutela dei diritti umani in accordo con quanto sancito nella “Carta dei diritti fondamentali della UE” e sulle garanzie di cittadinanza assicurate dall’appartenenza all’UE. Acquisiranno consapevolezza del fatto questi diritti sono il frutto di conquiste storiche che non possono essere mai date per scontate e acquisite una volta per tutte, e saranno sollecitati a forme di cittadinanza attiva poiché uno dei compiti delle società democratiche è proprio la vigilanza perchè non si verifichino, sull’onda di nazionalismi e sovranismi ricorrenti, forme di discriminazione e lesioni della dignità delle persone.