Guido suonava il violino

Un vecchio violino entra prepotentemente nella quotidianità di una ricercatrice, costringendola ad abbandonare il suo rassicurante, scientifico metodo di indagine, chiedendole di dedicarsi, anima e cuore, alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio. Quel violino uscito dalla polvere di una cantina pare dotato di volontà propria: stride, geme, chiama con veemenza e ottiene ascolto. E racconta la vicenda di una famiglia ebrea sfollata al tempo delle leggi razziali e della guerra, con gli immancabili risvolti di sradicamento, discriminazione, deportazione. Attraverso un sofferto percorso di ricerca, specialmente dentro se stessa, la ricercatrice comprenderà che restituire il nome al proprietario del violino è affermare la sua esistenza: un atto di resistenza contro il sistema concentrazionario nazifascista, progettato per annientare, spersonalizzare, cancellare. Chi sono i “sommersi”, chi i “salvati”, allora come oggi? Chi i complici? Quali i giusti? Dove si colloca la protagonista stessa, nel suo mettersi in gioco – donna ed essere umano prima ancora che investigatrice – per svelare la verità intorno a questa vicenda? Il nodo centrale del lavoro teatrale non è tanto la Shoah, ma ciò che l’ha preceduto: la vita delle singole persone, con le loro gioie, miserie, speranze, scelte, legami.locandina-annone

La strada di casa. Il ritorno in Italia dei sopravvissuti alla Shoah

Elisa Guida (docente di storia contemporanea presso l’Università della Tuscia) presenterà il suo libro, edito da Viella, sui difficili ritorni, sulle complesse ricostruzioni delle vite dei sopravvissuti italiani alla deportazione.

17-febbraio

Per iscrizioni: http://www.scuolealmuseo.it/blogdidattica/

Guido suonava il violino

Un vecchio violino entra prepotentemente nella quotidianità di una ricercatrice, costringendola ad abbandonare il suo rassicurante, scientifico metodo di indagine, chiedendole di dedicarsi, anima e cuore, alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio. Quel violino uscito dalla polvere di una cantina pare dotato di volontà propria: stride, geme, chiama con veemenza e ottiene ascolto. E racconta la vicenda di una famiglia ebrea sfollata al tempo delle leggi razziali e della guerra, con gli immancabili risvolti di sradicamento, discriminazione, deportazione. Attraverso un sofferto percorso di ricerca, specialmente dentro se stessa, la ricercatrice comprenderà che restituire il nome al proprietario del violino è affermare la sua esistenza: un atto di resistenza contro il sistema concentrazionario nazifascista, progettato per annientare, spersonalizzare, cancellare. Chi sono i “sommersi”, chi i “salvati”, allora come oggi? Chi i complici? Quali i giusti? Dove si colloca la protagonista stessa, nel suo mettersi in gioco – donna ed essere umano prima ancora che investigatrice – per svelare la verità intorno a questa vicenda? Il nodo centrale del lavoro teatrale non è tanto la Shoah, ma ciò che l’ha preceduto: la vita delle singole persone, con le loro gioie, miserie, speranze, scelte, legami.

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Dopo il 16 ottobre. Gli ebrei a Roma tra occupazione, resistenza, accoglienza e delazioni (1943-1944)

Silvia Haia Antonucci (responsabile Archivio storico della Comunità ebraica di Roma) e Claudio Procaccia (direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della Comunità ebraica di Roma) presenteranno il libro curato per la casa editrice Viella, risultato di una ricerca coordinata dal Museo della Shoah di Roma (https://www.viella.it/libro/9788867284870)

Per iscrizioni: http://www.scuolealmuseo.it/blogdidattica/

Guido suonava il violino

Un vecchio violino entra prepotentemente nella quotidianità di una ricercatrice, costringendola ad abbandonare il suo rassicurante, scientifico metodo di indagine, chiedendole di dedicarsi, anima e cuore, alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio. Quel violino uscito dalla polvere di una cantina pare dotato di volontà propria: stride, geme, chiama con veemenza e ottiene ascolto. E racconta la vicenda di una famiglia ebrea sfollata al tempo delle leggi razziali e della guerra, con gli immancabili risvolti di sradicamento, discriminazione, deportazione. Attraverso un sofferto percorso di ricerca, specialmente dentro se stessa, la ricercatrice comprenderà che restituire il nome al proprietario del violino è affermare la sua esistenza: un atto di resistenza contro il sistema concentrazionario nazifascista, progettato per annientare, spersonalizzare, cancellare. Chi sono i “sommersi”, chi i “salvati”, allora come oggi? Chi i complici? Quali i giusti? Dove si colloca la protagonista stessa, nel suo mettersi in gioco – donna ed essere umano prima ancora che investigatrice – per svelare la verità intorno a questa vicenda? Il nodo centrale del lavoro teatrale non è tanto la Shoah, ma ciò che l’ha preceduto: la vita delle singole persone, con le loro gioie, miserie, speranze, scelte, legami.

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FRAMMENTI DI MEMORIA: MOSTRA LEGGI RAZZIALI

Proseguono gli appuntamenti della rassegna “Frammenti di memoria”, organizzata dall’Istituto Storico della Resistenza “Piero Fornara” con la collaborazione della Città di Verbania, il Museo della Resistenza “Alfredo Di Dio” di Ornavasso (VB), la Biblioteca Civica “P. Ceretti” di Verbania, dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Verbania e della Società Filosofica Italiana sezione di Verbania, nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria”.

La mostra “17 novembre 1938: Lo stato italiano emana le leggi razziali” curata da Franco Debenedetti Teglio, un “Hidden Child”, un bambino nascosto sopravvissuto alla persecuzione ebraica all’indomani della promulgazione delle leggi razziali, dopo la tappa verbanese, sarà esposta dal 14 dicembre 2021 al 06 gennaio 2022 presso il Museo della Resistenza “Alfredo Di Dio” di Ornavasso (VB) – Via Alfredo Di Dio,131 – e visitabile dagli Istituti Scolastici su prenotazione il 17 dicembre 2021 contattando la direttrice del Museo, la dottoressa Margherita Zucchi al numero: 3405948277.  La mostra sarà illustrata alle scuole del Vco dalla Direttrice dell’Istituto Storico della Resistenza “P. Fornara”, la professoressa Elena Mastretta.

Gli orari di apertura della mostra sono il martedì, il giovedì e il sabato dalle ore 15.00 alle ore 18.00, oppure su prenotazione con la possibilità di richiedere la visita guidata chiamando il numero 3405948277 .

FRAMMENTI DI MEMORIA: RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

Proseguono gli appuntamenti della rassegna “Frammenti di memoria”, organizzata dall’Istituto Storico della Resistenza “Piero Fornara” con la collaborazione della Città di Verbania, il Museo della Resistenza “Alfredo Di Dio” di Ornavasso (VB), la Biblioteca Civica “P. Ceretti” di Verbania, dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Verbania e della Società Filosofica Italiana sezione di Verbania, nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria”.

Le proiezioni saranno introdotte da Michele Rizzi, Presidente della Società Filosofica Italiana sezione di Verbania e da Federica Caniglia, Ricercatrice dell’Istituto Storico della Resistenza “P. Fornara”.

I prossimi appuntamenti:
26 gennaio 2022 ore 19:00   – Hotel Meina (2007), del regista Carlo Lizzani
9 febbraio 2022 ore 19:00 – Lo Stato contro Fritz Bauer (2015), del regista Lars Kraume
23 febbraio 2022 ore 19:00 – The Eichmann Show – Il processo del secolo, del regista Paul Andrew Williams
9 marzo 2022 ore 19:00 – Le Rose di Ravensbruck (2006), del regista Ambra Laurenzi

Il 27 gennaio 2022, in occasione della Giornata della Memoria, sarà trasmesso alle ore 11:00 e alle ore 21:00, sull’emittente televisiva VCO Azzurra TV su frequenze regionali, il Docufilm: 70072: la bambina che non sapeva odiare. La vera storia di Lidia Maksymowicz (2021) del regista Elso Merlo. Il Docufilm sarà anticipato da un’intervista esclusiva rilasciata dalla signora Lidia Maksymowicz agli studenti delle scuole del VCO.

Inoltre il percorso cinematografico, per i richiedenti, può valere come proposta di aggiornamento. L’istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel novarese e nel Verbano Cusio Ossola Piero Fornara è parte della Rete degli istituti associati all’Istituto Nazionale Ferruccio Parri (ex Insmli) riconosciuto agenzia di formazione accreditata presso il Miur. L’Istituto Nazionale Ferruccio Parri con la rete degli Istituti associati ha ottenuto il riconoscimento di agenzia formativa, con DM 25.05.2001, prot. n. 802 del 19.06.2001, rinnovato con decreto prot. 10962 del 08.06.2005, accreditamento portato a conformità della Direttiva 170/2016 con approvazione del 01.12.2016 della richiesta n. 872 ed è incluso nell’elenco degli Enti accreditati.

Per ulteriori informazioni è possibile scrivere una mail a: info@isrn.it oppure a verbania@bibliotechevco.it

17 novembre 1938: lo Stato italiano emana le Leggi Razziali

Nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria”, l’Istituto Storico della Resistenza “Piero Fornara” organizza, con la collaborazione della Città di Verbania, la Biblioteca Civica “P. Ceretti” di Verbania e della Società Filosofica Italiana sezione di Verbania, l’iniziativa “Frammenti di Memoria”. Diversi appuntamenti si alterneranno per raccontare, testimoniare “Frammenti” di storie e di umanità cancellate e oscurate dall’atroce macchina concentrazionaria nazifascista.

La rassegna si apre il 17 novembre p.v. alle ore 18:00 con l’inaugurazione della mostra “17 novembre 1938: Lo stato italiano emana le leggi razziali”, che sarà esposta sino al 05 dicembre 2021 presso la Biblioteca Civica “P. Ceretti” di Verbania e visitabile dagli Istituti Scolastici del VCO.
Nella giornata inaugurale, Elena Mastretta, direttrice scientifica dell’ISRN “P. Fornara” e Federica Caniglia, ricercatrice dell’ ISRN “P. Fornara”, presenteranno la mostra approfondendo la questione delle leggi razziali in Italia e la storia della famiglia di Franco Debenedetti Teglio, un “Hidden child”, un bambino nascosto sopravvissuto alla persecuzione ebraica, all’indomani della promulgazione delle leggi razziali, nonché curatore della mostra. Saranno presenti l’Assessore alla Cultura del Comune di Verbania, Riccardo Brezza e il Direttore della Biblioteca verbanese, Andrea Cassina. Per l’occasione, sarà proiettato un filmato inviato da Franco De Benedetti Teglio.

“Nel cantiere della memoria”

Mario Renosio, direttore dell’Israt, presenterà il libro di Filippo Focardi Nel cantiere della memoria. Resistenza, Shoah, Foibe edito da Viella. Da decenni ormai, con la fine della guerra fredda e i mutamenti dello scenario internazionale, i processi di ridefinizione delle memorie pubbliche nazionali hanno innescato in tutta Europa delle vere e proprie “guerre di memoria”. In Italia, in particolare, i conflitti tra memorie contrapposte si affiancano a reiterati tentativi di ridefinizione dell’identità nazionale all’insegna della costruzione di presunte memorie condivise, alimentati da un intenso uso politico del passato. Si assiste così all’istituzione di nuove date del calendario civile, come la Giornata della Memoria per le vittime della Shoah e il Giorno del Ricordo per quelle delle foibe; al confronto fra revisionismo e anti-revisionismo su fascismo e Resistenza; a un dibattito sui crimini di guerra italiani nelle colonie e nei territori occupati durante il secondo conflitto mondiale; e all’impegno in prima persona dei presidenti della Repubblica (Ciampi, Napolitano, Mattarella) nel costruire una memoria pubblica nazionale lungo l’asse Risorgimento, Grande guerra, Resistenza, Unione Europea. Ma, come mostra questo volume, dietro gli attuali processi di rielaborazione del passato vi è – come sempre – una più ampia posta in palio, che tocca le prospettive future della democrazia in Italia e in Europa (http://www.scuolealmuseo.it/blogdidattica/?p=3005)

 Organizzano: Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese – I.C. di San Damiano d’Asti con il Museo Arti e Mestieri di un tempo, Israt, Libreria il Pellicano e Aimc di Asti, nell’ambito del progetto e dei laboratori di cittadinanza aperti al territorio “VECCHIE E NUOVE RESISTENZE: RICONNESSIONI”.

“La sola colpa di essere nati” di Gherardo Colombo e Liliana Segre

Nel libro, edito da Garzanti,  Liliana Segre e Gherardo  Colombo ripercorrono i drammatici momenti personali e collettivi, dall’emanazioni delle leggi antiebraiche alla Shoah, e si interrogano sulla profonda differenza che intercorre tra giustizia e legalità, sottolineando la necessità di non voltare mai lo sguardo davanti alle ingiustizie, per fare in modo che le pagine più oscure della nostra storia non si ripetano mai più. Interverrà Gherardo Colombo che ne discuterà con Nicoletta Fasano (Israt).

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