On line la mostra “Per noi il tempo si è fermato all’alba. Storia dei Martiri d’Istia”

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A 77 anni esatti dalla fucilazione degli 11 ragazzi di Maiano Lavacchio, la mostra on line “Per noi il tempo si è fermato all’alba. Storia dei Martiri d’Istia” intende restituire attraverso fotografie e documenti d’archivio, molti dei quali inediti, la complessità di quegli eventi e il loro valore simbolico per il territorio maremmano, ricostruendo in sezioni tematiche il contesto e i fatti che portarono alla strage, le vicende successive con la richiesta di giustizia per le vittime e il consolidarsi di una memoria condivisa, alla quale hanno indubbiamente contribuito sia la rielaborazione da parte di artisti e cantori popolari, sia la presenza sul territorio, locale e non, di “memorie di pietra”.

Questo il link: https://martiridistia.weebly.com/

A scuola di cittadinanza – Laboratori on line per studenti

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>>> Vedi i laboratori

All’educazione civica, diventato insegnamento obbligatorio e caratterizzato da una spiccata interdisciplinarietà, l’Isgrec dedica da sempre un’attenzione specifica, finalizzata ad approfondire i contenuti storici che ruotano attorno alla Costituzione e alla democrazia attiva e partecipata. Per quest’anno scolastico sono stati individuati 3 temi per laboratori didattici on line, che prevedono il coinvolgimento diretto degli studenti e la produzione di materiali che confluiranno in un sito web e, ove possibile viste le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, in una presentazione pubblica alla fine dell’anno scolastico.

Il primo laboratorio, “Informati! La libertà di stampa al tempo delle fake news”, è volto a far acquisire agli studenti una “cassetta degli attrezzi” che permetta loro di sviluppare capacità critiche rispetto a ciò che viene comunicato tramite i media. Il percorso laboratoriale prevede due incontri: uno incentrato sulla genesi dell’articolo 21 della Costituzione e sulla libertà di stampa in Italia e nel mondo; l’altro, curato da Emilio Guariglia de Il Tirreno, sulla deontologia del giornalista e sulle fake news.

Il secondo laboratorio, «Stringiamo le schede come biglietti d’amore…» (così la giornalista Anna Garofalo descrive l’emozione del voto del 2 giugno del 1946), intende celebrare il settantacinquesimo dal voto alle donne in Italia, che cade nel 2021. A partire da materiali didattici online predisposti dall’Istituto saranno proposti percorsi laboratoriali incentrati sulla questione della rappresentanza di genere da fine Ottocento ai giorni nostri, con un focus particolare sull’attività parlamentare delle 21 madri costituenti nell’Assemblea e sulla Costituzione.

Il terzo laboratorio, “I percorsi dell’altro”, si propone di partire dalla Costituzione e dalla legge sulla cittadinanza per arrivare a discutere con gli studenti di inclusione/esclusione dell’altro. Saranno utilizzati nei laboratori anche i materiali dell’archivio del centro di prima accoglienza della Rugginosa, contestualizzando e interpretando i percorsi di vita di chi scappa dalle proprie terre di origine alla luce della complessità del fenomeno migratorio e della necessità di destrutturare il discorso discriminatorio.

Per informazioni e concordare date e orari dei laboratori, inviare una mail a segreteria@isgrec.it, lasciando un numero telefonico per poter essere ricontattati. Sono previsti altri lavoratori per studenti; tutte le info nella brochure “Temo di scuola 2021” su www.isgrec.it

Sguardi sul mondo #2. Un ciclo di 6 incontri on line su donne del Novecento

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Prende avvio il 10 novembre “Sguardi sul mondo #2″, un ciclo di 6 incontri – uno al mese fino ad aprile 2021 – organizzato dall’Istituto storico della Resistenza di Grosseto, che accompagnerà insegnanti e non insegnanti in un percorso di approfondimento sul pensiero e l’opera di donne la cui originalità ha acquisito un valore universalmente riconosciuto nel mondo dell’arte, della letteratura, della filosofia, delle scienze, della politica e dell’impegno sociale, suggerendo nuove prospettive e angolazioni per osservare e interpretare il mondo.

Il primo incontro (10 novembre, ore 18) sarà dedicato a Maria Montessori, di cui ricorre quest’anno il 150° anniversario dalla nascita. Della sua vita e della sua opera ne parlerà la Prof.ssa Erica Moretti della State University of New York.

Nel secondo incontro, previsto per il 2 dicembre, la scrittrice Premio Strega 2018 per “La ragazza con la Leica”, Helena Janeczek, parlerà della fotografa Gerda Taro, morta giovanissima sul fronte di guerra in Spagna nel 1937.

A gennaio, il 15, anche in preparazione della Giornata della memoria, l’incontro sarà dedicato alla filosofa Hannah Arendt, della cui vita e opera intellettuale parleremo con la Prof.ssa Olivia Guaraldo dell’Università di Verona, Direttrice del  Centro Studi Politici Hannah Arendt.

Nel 2021 ricorre il 75° anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente; con la Prof.ssa Simonetta Soldani dell’Università di Firenze andremo il 5 febbraio ad esaminare la figura della partigiana, madre costituente e pedagogista Teresa Mattei, la più giovane parlamentare eletta il 2 giugno del 1946.

Il 15 marzo 2021 con la Prof.ssa Rosanna De Longis della Società italiana delle storiche (SIS) parleremo di una delle pioniere degli studi di genere in Italia, la storica, femminista, fondatrice della SIS Annarita Buttafuoco.

Nell’ultimo incontro, previsto per il 16 aprile ci occuperemo di una tra le più importanti scrittrici internazionali del secondo dopoguerra, prima donna essere insignita del Premio Strega nel 1957 con il romanzo L’isola di ArturoElsa Morante. Ne parlerà la prof.ssa Laura Fortini dell’Università di Roma3).

Gli incontri, in collaborazione con l’Istituto nazionale “F. Parri” e la Società italiana delle storiche, viste le norme dovute all’emergenza sanitaria, si terranno on line.

Iscrizione:

Il corso prevede una quota di partecipazione di € 30.

Gli insegnanti possono iscriversi:

a) tramite la piattaforma SOFIA del MIUR (n° corso: 49840) utilizzando la Carta del docente

b) presso l’Isgrec (uff. amministrativo: Viale Europa 11 B) in contanti o con buono creato con la Carta del docente

c) tramite bonifico (c/c intestato a Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea IBAN: IT98W0885114301000000008002)

I non insegnanti possono iscriversi pagando in contanti presso l’ufficio amministrativo Isgrec o con bonifico.

In tutti i casi è obbligatorio indicare a segreteria@isgrec.it la mail dove si vuole ricevere le comunicazioni e il link alla piattaforma on line che ospiterà le lezioni.

 Riconoscimento dei crediti formativi pari a 9 ore di formazione:

L’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea è parte della Rete degli istituti associati all’Istituto Nazionale Ferruccio Parri (ex Insmli) riconosciuto agenzia di formazione accreditata presso il Miur (DM 25.05.2001, prot. n. 802 del 19.06.2001, rinnovato con decreto prot. 10962 del 08.06.2005, accreditamento portato a conformità della Direttiva 170/2016 con approvazione del 01.12.2016 della richiesta n. 872) ed incluso nell’elenco degli Enti accreditati

 Info:

ISGREC | uff. provvisorio: viale Europa 11 B, Grosseto | tel 0564415219 | segreteria@isgrec.it  | www.isgrec.it

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Presentazione di “Anche i partigiani però…” di Chiara Colombini – 14 aprile 2021

Mercoledì 14 aprile 2021 | ore 17.30

Iniziativa della rete degli istituti storici della Resistenza della Toscana: Istituti di Lucca, Firenze e Grosseto

Presentazione del volume di Chiara Colombini

Anche i partigiani però…

Dialogano con l’autrice:

Enrico Acciai (Isrt)

Ilaria Cansella (ISGREC)

Philip Cooke (Università di Strathclyde Glasgow)

Coordina: Andrea Ventura (Isrec Lucca, dipartimento Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa)

L’evento sarà trasmesso anche sulla paginafacebook dell’Istituto di Lucca (https://www.facebook.com/Istituto-Della-Resistenza-Lucca-992211137474802) e condiviso nella pagina facebook dell’Isgrec (https://www.facebook.com/isgrec.istitutostoricogr)

Per chi vuole seguire su zoom, il link è nella locandina allegata.

10 aprile, convegno “Diritti, ambiente e territorio. Dalla Maremma dei Lorena alla sfida attuale di uno sviluppo sostenibile”

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Il 10 aprile alle 9:30, sulla pagina facebook (www.facebook.com/isgrec.istitutostoricogr) e nel sito dell’Isgrec (www.isgrec.it),  si terrà il convegno “Diritti, ambiente e territorio. Dalla Maremma dei Lorena alla sfida attuale di uno sviluppo sostenibile”, organizzato nell’ambito delle celebrazioni della Festa della Toscana. Il convegno, aperto a tutti, è parte di un lavoro che l’Isgrec sta portando avanti con le scuole sulla forte interdipendenza fra ambiente, salute e tutela dei diritti umani; l’ambiente è infatti lo spazio entro il quale si svolge l’esistenza umana e il suo degrado può influire sulla qualità della vita e sulla vita stessa, una reciproca connessione di cui erano consapevoli già i fisiocratici, le cui teorie guidarono l’azione riformatrice leopoldina e gli ambiziosi piani di riforma in Maremma, dove lo stato di abbandono e miseria del territorio e delle popolazioni era più grave che nel resto della Toscana.

Il progetto presentato dall’Isgrec al Consiglio regionale toscano per la Festa della Toscana vuole porre all’attenzione sul tema dei “diritti di terza generazione”, che rappresentano oggi una delle rivoluzioni ideali più profonde della nostra società. Tra questi, il diritto a un ambiente salubre e a uno sviluppo sostenibile, responsabilità e impegno del presente ma inevitabilmente rivolto alle generazioni future.

Al saluto istituzionale di Leonardo Marras (Regione Toscna, Assessore all’Economia, attività produttive, politiche del credito e turismo) seguiranno gli interventi di Rossano Pazzagli (Università del Molise) – “La costruzione di un territorio. Caratteri e trasformazione della Maremma dall’età dell’Illuminismo all’Unità d’Italia” -, Roberto Costantini (Consorzio Lamma) -  “Conoscere il clima per governare il territorio. Lo sviluppo come sfida per un nuovo equilibrio”-  e del Prof. Paolo Passaniti (Università di Siena, Presidente Isgrec), “Dalla malaria all’agriturismo. La tutela del paesaggio maremmano nel Novecento”. Coordina Ilaria Cansella, Direttrice Isgrec.

Prenotazione obbligatoria per le classi per l’accesso alla piattaforma Zoom: ISGREC – 0564415219 – segreteria@isgrec.it

8 aprile, presentazione di “Il diritto cangiante. Il lungo Novecento giuridico del paesaggio italiano”

L’8 aprile, alle ore 17.30, sulla pagina facebook (www.facebook.com/isgrec.istitutostoricogr) e nel sito dell’Isgrec (www.isgrec.it),  si terrà la presentazione on line, coorganizzata dall’Isgrec e dal Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, del volume “Il diritto cangiante. Il lungo Novecento giuridico del paesaggio italiano” del Prof. Paolo Passaniti (Università di Siena), da poco Presidente dell’Isgrec.

Dopo i saluti di Fabio Bellacchi (Presidente Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud), discuteranno con l’autore il Prof. Rossano Pazzagli (Università del Molise, Direttore della Scuola di Paesaggio “Emilio Sereni”) e la Prof.ssa Anna Guarducci (Università di Siena, Responsabile del progetto “ArchiMaremma”). Coordina Ilaria Cansella (Direttrice Isgrec).

Il volume ripercorre la storia della tutela del paesaggio in Italia. Un diritto cangiante, mutevole, in cui le previsioni normative assorbono e riproducono le discontinue visioni culturali intorno all’idea del paesaggio, sempre stretta tra conservazione e mutamenti. Dalle bellezze naturali al diritto ambientale, la tutela paesaggistica si è evoluta e si evolve seguendo le dinamiche del difficile incontro tra diritto e natura. Il punto d’arrivo è costituito dall’eredità novecentesca che si ritrova all’interno del Codice dei beni culturali e del paesaggio: una sorta di ponte tra il passato, che ancora risente della legge Bottai del 1939 – il Novecento da cui è difficile uscire -, e il futuro della sostenibilità ambientale alla ricerca di un diritto. Quasi un secolo di tutela, dalla legge Croce sino al presente, ricostruito intorno alla volubilità del concetto di paesaggio.

Una storia dunque anche di paesaggi culturali e di culture del paesaggio, in cui la storicità fa da filo conduttore in grado di evidenziare quello che può ancora vedersi e quello che non può più essere visto e da metodologia in grado di creare un raccordo tra la tutela del paesaggio e la sostenibilità ambientale.

INFO: ISGREC | 0564415219 | segreteria@isgrec.it | www.isgrec.it

CORSO ON LINE “Dalla celluloide al vinile: forme e contenuti della comunicazione di massa nel Novecento”

Corso di aggiornamento on line per insegnanti ma aperto anche ai non insegnanti

(codice corso sulla piattaforma Sofia del MIUR: 56654)

>> Volantino corso

Lo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa è un fenomeno imprescindibile per comprendere la storia contemporanea e in particolare quella del Novecento. Grazie a tecnologie come la stampa, il cinema, la radio e la televisione, gli esclusi dai circuiti della “cultura alta” poterono per la prima volta essere raggiunti da contenuti culturali di vario genere, prodotti da agenzie dello Stato, che specie nei regimi totalitari miravano alla costruzione del consenso, ma soprattutto da soggetti imprenditoriali privati, interessati a vendere i loro prodotti sul mercato e a colonizzare gli immaginari dei consumatori. Caratterizzate da un costo contenuto, da una semplificazione narrativa e argomentativa e da un altro grado di standardizzazione – necessario a permetterne la fruizione anche da parte di chi possedeva un’istruzione appena rudimentale -, queste produzioni culturali ebbero, a partire dai primi decenni del secolo, un impatto profondo nelle società occidentali, agendo sulla costruzione delle identità individuali e collettive.

A queste tematiche, spesso poste ai margini dei programmi scolastici e per lungo tempo scarsamente valorizzate dalla storiografia, l’Isgrec dedicherà un corso di approfondimento che si propone di analizzare alcuni esempi di comunicazione di massa del Novecento, ricostruendone i contesti e i contenuti in prospettiva diacronica e in relazione ai fenomeni di intermedialità.    

6 aprile 2021 | ore 18

Alberto Mario Banti (Università di Pisa)

Aspetti della cultura di massa mainstream

 

13 aprile 2021 | ore 17.30

Maurizio Zinni (Università La Sapienza)

Cinema, storia e memoria nell’Italia repubblicana

20 aprile 2021 | ore 17.30

Alessandro Portelli (Università La Sapienza)

Musica e comunicazione nel secondo dopoguerra

 

Iscrizione:

Il corso prevede una quota di partecipazione di € 30.

Gli insegnanti possono iscriversi:

  1. a) tramite la piattaforma SOFIA del MIUR  (codice corso: 56654) utilizzando la Carta del docente fino al 5 aprile
  2. b) presso l’Isgrec (uff. amministrativo: Viale Europa 11 B) in contanti o con buono creato con la Carta del docente                                            
  3. c) tramite bonifico c/c intestato a Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea IBAN: IT98W0885114301000000008002

I non insegnanti possono iscriversi: pagando in contanti presso l’ufficio amministrativo Isgrec o con bonifico.    

In tutti i casi è obbligatorio inviare una mail a segreteria@isgrec.it specificando l’indirizzo di posta elettronica dove si vuole ricevere le comunicazioni riguardo al corso e il link alla piattaforma on line che ospiterà le lezioni.

Riconoscimento dei crediti formativi pari a 6 ore

L’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea è parte della Rete degli istituti associati all’Istituto Nazionale Ferruccio Parri (ex Insmli)   riconosciuto agenzia di formazione accreditata presso il Miur (DM 25.05.2001, prot. n. 802 del 19.06.2001, rinnovato con decreto prot. 10962 del 08.06.2005, accreditamento portato a conformità della Direttiva 170/2016 con approvazione del 01.12.2016 della richiesta n. 872) ed incluso nell’elenco degli Enti accreditati 

INFO: Isgrec | 0564415219 | segreteria@isgrec.it | www.isgrec.it

 

Tutte le iniziative dell’Isgrec per commemorare la strage di Maiano Lavacchio

box_homepage_martiriA Maiano Lavacchio, nel Comune di Magliano in Toscana, il 22 marzo 1944, furono fucilati dai fascisti 11 giovani che avevano rifiutato di arruolarsi nel costituendo esercito della Repubblica sociale italiana. La strage rientra tra gli episodi di Resistenza civile, passiva e senz’armi, un atto di disobbedienza che contribuì a minare la coesione e il controllo del territorio da parte del fascismo repubblicano, rappresentando, per la vasta indignazione popolare che suscitò e per le critiche all’interno dello stesso Partito fascista repubblicano, uno spartiacque nella storia della Resistenza maremmana. Per questa strage non c’è una “memoria divisa”: chiaro è il suo svolgimento, cristallina la responsabilità unicamente fascista dovuta alla volontà di reprimere ogni forma di dissenso mediante il ricorso al terrore preventivo. L’uccisione di 11 inermi lasciò una cicatrice profondissima nella memoria collettiva grossetana, per la giovane età delle vittime, l’immagine della loro innocenza, per la crudeltà e la barbarie dei carnefici, per il gesto coraggioso del parroco d’Istia d’Ombrone, don Omero Mugnaini, che sfidò le autorità fasciste opponendosi al divieto di dare sepoltura alle vittime. Maiano Lavacchio si è trasformato così sin da subito in simbolo della lotta della Maremma contro l’oppressione nazifascista.

A tenere viva la memoria di questa strage contribuirono l’immediatezza dell’inchiesta del CPLN, il desiderio di giustizia dei familiari, la partecipazione spontanea di numerosi testimoni all’inchiesta e il coinvolgimento di diverse comunità della provincia. Se per le famiglie l’elaborazione del lutto ha avuto tempi lunghissimi, la memoria pubblica ha trovato fin da subito le forme di una narrazione – teatro, letteratura, scultura, pittura, musica – che il tempo non ha distorta, né privata di pathos. Nell’insieme, si è consolidata una memoria forte, alimentata con continuità dalla società civile e dalle stesse Istituzioni, e che, a distanza di quasi ottant’anni, rimane come patrimonio collettivo della comunità grossetana. La prima commemorazione si tenne a Istia d’Ombrone il 22 luglio 1944, a 4 mesi dalla strage; dall’anno successivo la commemorazione a Maiano Lavacchio è divenuta tradizione che coinvolge tutta la popolazione, interrotta solo a causa della pandemia. Ma se è vero che le difficoltà sono anche opportunità, allora le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria diventano oggi occasione per un approfondimento, in attesa che si possa tornare a onorare collettivamente la memoria dei “ragazzi” nel luogo dove hanno perso la loro vita. Lì dove adesso sta per giungere a conclusione la ristrutturazione a cura dell’Isgrec della “Casa della memoria al futuro”, luogo di memoria e spazio culturale dedicato alla comunità, vicinissima al luogo della fucilazione e al monumento che ricorda gli undici giovani.

Numerose le iniziative online previste quest’anno dall’Isgrec.

>> Domenica 21 marzo, ore 17:  

in diretta Facebook sulle pagine dell’Associazione “Diogene di Sinope” di Ispica (Rg) e dell’Isgrec l’iniziativa dal titolo “22 marzo 1944. La Strage fascista di Maiano Lavacchio”: lo storico Marco Grilli e il presidente dell’Associazione Diogene di Sinope, Giovanni Brancati, entrambi nipoti delle vittime della strage, dialogheranno creando un ponte virtuale tra Ispica e Grosseto. 

 

>> Lunedì 22 marzo, ore 9.10: 

a 77 anni esatti dalla fucilazione degli 11 ragazzi. Sarà messo on line il link per visitare la mostra “Per noi il tempo si è fermato all’alba”realizzata a partire dalla ricerca di Marco Grilli sui Martiri d’Istia confluita nel quarto volume della collana I Quaderni dell’Isgrec. La mostra si propone di restituire attraverso fotografie e documenti d’archivio, molti dei quali inediti, la complessità di quegli eventi e il loro valore simbolico per il territorio maremmano, ricostruendo in sezioni tematiche il contesto e i fatti che portarono alla strage, le vicende successive con la richiesta di giustizia per le vittime e il consolidarsi di una memoria condivisa, alla quale hanno indubbiamente contribuito sia la rielaborazione da parte di artisti e cantori popolari, sia la presenza sul territorio, locale e non, di “memorie di pietra”.

 

>> Lunedì 22 marzo, ore 11.30:

“Maiano Lavacchio: il luogo, la memoria, la storia”evento on line dedicato agli studenti in diretta sulla pagina Facebook e sul sito dell’Istituto, durante il quale saranno presentati i lavori delle classi delle elementari e delle medie di Istia d’Ombrone e Cinigiano che hanno partecipato ai laboratori dell’Isgrec. L’entusiasmo dei ragazzi meritava uno spazio pubblico di visibilità per presentare gli esiti finali di un percorso laboratoriale e una sentita riflessione sulla tragica vicenda dei martiri d’Istia che li ha portati, sotto la guida dei loro insegnanti, ad elaborare in maniera creativa le suggestioni che quei fatti suscitano ancora a distanza di così tanti anni.

Rinnovo degli organismi statutari dell’Isgrec

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Nell’Assemblea dei soci del 14 gennaio è stato eletto il nuovo Consiglio direttivo dell’Isgrec.

ELENA VELLATI, già consigliera nel precedente cd, storica dell’arte, archivista professionista e docente di lettere e storia in distacco presso l’Isgrec. Ha collaborato in passato con l’Archivio di Stato di Grosseto, curando lo studio e una prima descrizione di importanti fondi archivistici. Collabora con l’Associazione archeologica maremmana. Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo la curatela con Mariagrazia Celuzza del volume “La grande Trasformazione. Maremma tra epoca lorenese e tempo presente” (collana Isgrec/Effigi) e “Il Convento di Santa Chiara di Grosseto tra storia ed arte. Recupero di un monumento urbano” pubblicato nel 2004 con la Dott.ssa Francesca Putrino, recentemente scomparsa. Dal 2014 fa parte della redazione di Novecento.org, rivista on line di didattica della storia della “Rete Parri”. Confermato anche STEFANO CAMPAGNA, il più giovane tra gli 11 membri. Laureato in storia all’Università di Pisa, è attualmente dottorando di ricerca presso l’Università di Parma con un progetto sull’uso dei mezzi di comunicazione di massa nella scuola elementare fascista tra anni Trenta e Quaranta. Si occupa in particolare dei rapporti tra cinema e Storia, della cultura di massa di epoca fascista, dei processi di ricezione e adattamento locale delle narrazioni mediatiche. Collabora con l’Istituto dal 2016. Anche FLAVIO AGRESTI è al secondo mandato; già sindaco del Comune di Scarlino dal 1970 al 1980, dal 2016 è presidente dell’ANPI provinciale “Norma Parenti” di Grosseto. Secondo mandato anche per ROBERTO COSTANTINI, membro dell’Accademia dei Georgofili dal 2017, si occupa soprattutto di produzione di cartografia, collaborando anche con il MIBACT alla realizzazione di sistemi informatizzati per la gestione dei vincoli architettonici, archeologici e paesaggistici. Nel periodo 2014-2018 è stato membro del Comitato Tecnico Scientifico del Polo Universitario Grossetano. Riconferma anche per LIO SCHEGGI, già Assessore del Comune di Grosseto dal 1993 al 1997 e Presidente della Provincia dal 1999 al 2009.

Sono invece al primo mandato 5 consiglieri. ENRICO ACCIAI, storico esperto di storia europea tra ‘800 e ‘900, con un particolare interesse per la storia del volontariato transnazionale in armi in epoca contemporanea, già ricercatore in Spagna e nel Regno Unito e professore associato presso l’Università di Copenaghen, è attualmente ricercatore dell’Università di “Tor Vergata”; collabora da anni con l’Isgrec, con il quale ha pubblicato due volumi della collana ISGREC/Effigi ed è stato membro del Comitato scientifico. Anche VINZIA FIORINO è al primo mandato; insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa. Si è occupata prevalentemente di storia politica delle donne, di storia sociale e culturale della psichiatria e di storia delle amministrazioni locali. Fa parte della SISSCO, della Società italiana delle storiche (SIS) ed è membro del consiglio direttivo del Centro interuniversitario di Storia culturale dell’Università di Padova. Prima esperienza anche per MARCO GRILLI, storico, specializzato con un master in Storia e storiografia multimediale dell’Università Roma3; alla tesi di master è stata riconosciuta la medaglia d’argento della Camera dei Deputati. Giornalista pubblicista dal 2011, dal 2006 è ricercatore dell’Isgrec; si è occupato di fascismo locale, stragi nazifasciste e Resistenza ed ha pubblicato nella collana Isgrec/Effigi “Per noi il tempo si è fermato all’alba. Storia dei Martiri d’Istia” e un saggio in “Il fascismo a Grosseto. Figure e articolazioni del potere in provincia (1922-1938)”. Sue le schede riguardanti le stragi di civili in Maremma per il progetto “Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia”, finanziato dal governo tedesco e promosso dall’Istituto nazionale Parri. Anche GIACOMO PACINI collabora con l’Isgrec da più di un quindicennio; è uno studioso dell’Italia Repubblicana, specializzato in storia dei Servizi segreti con particolare riferimento all’eversione e ai poteri occulti. Lavorando su archivi rimasti per anni inesplorati si è occupato di violenze contro i civili nella seconda guerra mondiale, sulle attività segrete dell’Ufficio Zone di Confine lungo il fronte orientale, su vicende di violenza politica e terrorismo nell’Italia Repubblicana; ha studiato la vicenda dell’organizzazione segreta Gladio pubblicando sull’argomento con Einaudi nella prestigiosa collana “Storica”. È appena uscito, sempre per Einaudi Storia, “La spia intoccabile. Federico Umberto D’Amato e l’Ufficio Affari riservati”, giunto in meno di una settimana alla seconda ristampa. Un altro collaboratore di lunga data dell’Isgrec è entrato a far parte del Direttivo: LUIGI ZANNETTI, videomaker e fotografo, dal 2002 realizza cortometraggi e documentari, alcuni dei quali hanno vinto prestigiosi premi. Ha collaborato con i principali media nazionali e con Istituzioni pubbliche e private, risultando vincitore o finalista di importanti Festival cinematografici e concorsi fotografici. Per l’Isgrec ha realizzato documentari storici tra cui: La strage di Niccioleta (2006), La nostra storia è la storia degli altri (2011), Tutte le speranze d’un epoca (2013), Fu la loro scelta (2014), Maremma come Mediterraneo (2015), Tirar su una città non è cantare una canzone (2018), La conoscenza scaccia la paura (2018-19).

Infine, PAOLO PASSANITI, che vanta già una lunga esperienza di collaborazione con l’Isgrec, prima come membro del Consiglio direttivo (2016-2019), poi in qualità di membro del Comitato scientifico. È professore di Storia del diritto medievale e moderno presso l’Università di Siena.  Tra le numerose pubblicazioni si segnalano: “Filippo Turati giuslavorista. Il socialismo nelle origini del diritto del lavoro” del 2008 (premio Matteotti 2010), “Diritto di famiglia e ordine sociale. Il percorso storico della società coniugale in Italia” (2011), “Lavoro e cittadinanza femminile. Anna Kuliscioff e la prima legge sul lavoro femminile” (2016). Le ultime monografie riguardano la mezzadria (“Mezzadria. Persistenza e tramonto di un archetipo contrattuale”, 2017) e il paesaggio (“Il diritto cangiante. Il lungo Novecento del paesaggio italiano”, 2019). È anche membro del cda e del comitato scientifico della Fondazione di studi storici Filippo Turati, del consiglio direttivo della Biblioteca del circolo giuridico dell’Università di Siena. È stato tra i soci fondatori della Società italiana di storia del lavoro.

Nel corso della prima riunione del Consiglio direttivo, il 13 febbraio, è stato eletto il nuovo Presidente; al Prof. Luca Verzichelli succede alla guida del CD una figura altrettanto autorevole della stessa Università, il Prof. Paolo Passaniti. Eletti anche due Vicepresidenti, Lio Scheggi e Stefano Campagna. La direzione è stata invece affidata a Ilaria Cansella, dottora di ricerca presso l’Università di Siena, con alle spalle una lunga collaborazione con l’Isgrec per l’attività di ricerca e formazione, coautrice di due numeri della collana Isgrec/Effigi, “Storie di indesiderabili e di confini. I reduci antifascisti di Spagna nei campi francesi (1939-1941)” e “Volontari antifascisti toscani nella guerra civile spagnola”.

Un impegno consolidato, quello dell’Isgrec, che si colloca oggi nel difficile contesto dell’avvio dei lavori per la ristrutturazione e il recupero della sede storica e della nuova sfida della progettazione culturale e scientifica per “far vivere” la Casa della memoria al Futuro a Maiano Lavacchio.

Tanti i progetti a breve e medio periodo per l’Isgrec, la cui attività, nonostante le difficoltà imposte dal contesto pandemico, ha continuato a rivolgersi alla scuola, con una collaborazione sempre più stretta con gli insegnanti del territorio che si avvalgono dei corsi di aggiornamento e dei laboratori per gli studenti. Prosegue anche l’attività di ricerca, con un progetto editoriale dedicato alla Resistenza in Maremma, che ha ricevuto il plauso e il contributo finanziario del Mibact. L’attività dell’Istituto continua ad essere rivolta alla cittadinanza, non solo attraverso l’organizzazione di eventi culturali come in occasione delle recenti celebrazioni del calendario civile, ma anche attraverso il servizio pubblico offerto dalla sua biblioteca e dall’archivio.

Presentazione del volume di Giacomo Pacini “La spia intoccabile. Federico Umberto D’Amato e l’Ufficio Affari Riservati” (Einaudi Storia, 2021)

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«Sapeva quasi tutto di tutti e quello che non sapeva, tutti pensavano che lo sapesse», si dice di Federico Umberto D’Amato: “anima nera” della Repubblica, per i suoi detrattori; il più grande uomo di intelligence che l’Italia abbia mai avuto, per i suoi estimatori. Per tutti un uomo temutissimo, a capo tra l’inizio degli anni Sessanta e la metà degli anni Ottanta dell’organismo informativo del Ministero dell’Interno, quell’Ufficio Affari Riservati (UAR) al centro dei più grandi misteri italiani durante gli anni della guerra fredda. La sua figura è al centro del nuovo volume dello storico Giacomo Pacini, “La spia intoccabile. Federico Umberto D’Amato e l’Ufficio Affari Riservati”, appena uscito per Einaudi Storia e subito balzato in testa nelle classifiche dei libri più venduti.

Pacini, già autore nel 2010 di “Il cuore occulto del potere. Storia dell’ufficio affari riservati del Viminale (1919-1984)”, pubblicato con l’editore Nutrimenti, e di “Le altre Gladio: La lotta segreta anticomunista in Italia. 1943-1991”, pubblicato sempre nella collana Einaudi Storia nel 2014, ricostituisce attraverso un apparato documentale imponente la storia dell’UAR e l’operato di Federico Umberto D’Amato che ne era a capo; ne esce il quadro di un organismo responsabile di una spregiudicata e capillare opere di infiltrazione all’interno di partiti politici, sindacati e movimenti extraparlamentari, una “polizia parallela” del tutto autonoma rispetto alle forze di pubblica sicurezza, in grado di gestire e tenere a libro paga centinaia di informatori in tutta Italia. L’UAR era un ente, quindi, che agiva come un vero e proprio servizio segreto al di sopra delle leggi e del Parlamento, non troppo conosciuto alla stampa, alle forze politiche e alla stessa magistratura. Lo stesso Federico Umberto D’Amato, per anni detentore di un potere talmente pervasivo da permettergli di condizionare le scelte politiche dei vari ministri dell’Interno, è un personaggio oscuro e poco conosciuto, sul quale Pacini riesce finalmente a far luce.

Venerdì 12 febbraio alle ore 17.30  ne discuteranno con l’autore i giornalisti e scrittori Paolo Morando e Fabio Isman nel corso di un incontro on line nella pagina facebook e nel sito internet dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea. L’evento è organizzato dall’Isgrec in collaborazione con Giulio Einaudi editore. Info: ISGREC, 0564415219, segreteria@isgrec.itwww.isgrec.itwww.facebook.com/isgrec.istitutostoricogr