Mostra on line “Grosseto liberata. Storia di un lungo antifascismo e di una Resistenza breve in Maremma”

Il 15 giugno l’Isgrec celebra il 76° anniversario della Liberazione della città di Grosseto con una mostra on line (https://grossetoliberata.weebly.com), “Grosseto liberata. Storia di un lungo antifascismo e di una Resistenza breve in Maremma”, dal taglio storico-divulgativo sugli eventi che portarono alla liberazione del capoluogo e, in poco più di due settimane, dell’intero territorio provinciale. In linea con un progetto di ricerca attualmente in corso, si è scelta una prospettiva allargata, nei tempi e negli spazi, interpretando singoli episodi della lotta di Liberazione, spesso già conosciuti e studiati, alla luce delle strategie belliche degli eserciti contrapposti, degli effetti della guerra totale sul territorio e sulla popolazione civile, dell’attività delle bande partigiane e del Comitato di Liberazione provinciale.

La mostra raccoglie e rielabora materiali originali prodotti dall’Isgrec in 27 anni di attività e offre spunti ulteriori per l’approfondimento del contesto provinciale: documenti, fotografie, testimonianze edite e inedite. Di particolare interesse il materiale pressoché sconosciuto fino ad ora nel nostro territorio: la città ritratta nelle foto dei piloti americani di stanza a Grosseto dopo la Liberazione, le memorie del generale Clark, che ricostruiscono la storia della V Armata in Maremma, le memorie del ten. col. Hamilton, a capo dell’Amministrazione militare alleata nella nostra provincia.

La Maremma vive una Resistenza breve e intensa, che inizia già all’indomani dell’8 settembre, per concludersi nel giugno del 1944. Il lavoro dell’Isgrec prende le mosse dal legame strettissimo fra l’antifascismo di lunga durata e la formazione delle bande partigiane, due fenomeni distinti ma connessi, di reti di relazioni che parzialmente si sovrappongono, seppur in un intervallo temporale dilatato. Nella provincia di Grosseto, infatti, l’opposizione al fascismo trapela dalle carte della polizia politica e dalle schedature dei sovversivi, dalle numerose condanne al confino, dalla propaganda antiregime, che nel corso degli anni si accentua. La memorialistica che il secondo dopoguerra ci ha consegnato è un susseguirsi di nomi di antifascisti perseguitati, di “sovversivi” incarcerati, di violenze perpetrate dai fascisti a loro danno, in alcuni casi fino a causarne la morte. Il fenomeno dell’emigrazione politica, soprattutto verso la Francia, aveva allontanato alcuni antifascisti, i partiti sciolti dal regime erano parzialmente sopravvissuti nella clandestinità.

Grosseto ha i suoi martiri antifascisti già prima che si possa parlare di Resistenza in Maremma: Etrusco Benci, perseguitato dal regime, dapprima esule in Francia, poi resistente in Belgio, fucilato il 12 giugno 1943 dai nazisti nel tiro a segno nazionale di Bruxelles insieme a più di 200 patrioti belgi, medaglia d’oro alla memoria. Italo Ragni, anarchico attenzionato dal regime, espatriato per lavoro in Francia, volontario in Spagna nel 1936 nella colonna Rosselli, internato dapprima nel campo francese a Gurs e poi a Mauthausen, dove morirà il 6 maggio 1941. Altro nome simbolo della lunga durata dell’antifascismo locale è quello di Vittorio Alunno, che nell’agosto 1937 salpò con Angelo Rossi (Trueba), Luigi Amadei, Pietro Aureli e Italo Giagnoni dalle spiagge maremmane su una barca in direzione della Corsica per poi raggiungere la Spagna, dove morì combattendo nel febbraio del 1938. L’occupazione tedesca e le violenze della Repubblica sociale approfondirono il dissenso della popolazione e crearono le condizioni per la formazione di bande e per forme diffuse di Resistenza civile.

Proprio a Vittorio Alunno, a prova della sostanziale continuità fra opposizione al regime e Resistenza, sarà intitolata la Banda operante nel Comune di Grosseto, che difese il capoluogo dall’ultimo assalto tedesco il 15 giugno 1944, per poi innalzare una bandiera bianca e rossa, segnale per le truppe americane dell’avvenuto sgombero dai nemici del centro cittadino. I fatti di quella mattina sono noti, poco aggiungono alla narrazione che ne fa Aristeo Banchi nelle sue memorie le poche fonti che via via la ricerca ha rintracciato. Rimane come peculiarità del territorio la stretta collaborazione tra il Comitato di Liberazione Provinciale e l’Amministrazione militare alleata, che avrebbe contribuito a risollevare Grosseto dalle devastazioni di una guerra totale che non aveva risparmiato niente e nessuno.

L’ISGREC PER LA MATURITA’

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Tempo di emergenza sanitaria, tempo di didattica a distanza.
Nonostante l’allentamento e poi la fine del lockdown, le scuole non sono state riaperte. Lo saranno, con le dovute accortezze, per gli studenti che a metà giugno sosterranno l’esame di maturità in presenza. La formulazione del nuovo esame ha suggerito l’opportunità di mettere a disposizione degli insegnanti e dei maturandi materiali didattici selezionati di approfondimento su alcune particolari tematiche; i materiali proposti sono in parte frutto della trentennale attività dell’Isgrec rivolta al mondo della scuola, altri della collaborazione con la rete degli Istituti storici toscani della Resistenza e dell’età contemporanea.

>>>https://isgrecperlamaturita.weebly.com/

Pillole di Resistenza #7: “Donne, fra guerra e Resistenza”

On line da martedì 12 maggio

Donne, fra guerra e Resistenza

il settimo episodio, curato da Luciana Rocchi, della web serie “Pillole di Resistenza”,

progetto della rete degli Istituti storici della Resistenza toscani e sostenuto dalla Regione Toscana

Sono “Pillole di Resistenza” dieci brevi video, che cercano di restituire che cos’ha significato per la Toscana liberarsi da guerra, occupazione tedesca, fascismo, progetto condiviso da rete toscana di Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea e Assessorato alla cultura della Regione Toscana. Fra la fine di marzo e il 2 giugno, sono stati e saranno pubblicati sul canale youtube dell’ISRT, in sequenza i dieci documentari prodotti dagli Istituti, ognuno a cura di uno/a storico/a. Sono specchio di una rete di competenze storiche, di una consolidata storia di progettualità comune, di cui questo è l’ultimo esito. Lo stile è quello di un lavoro che sfugge alla retorica, semplicemente raccogliendo un patrimonio di conoscenze e di fonti – immagini, carte d’archivio, testimonianze – che gli Istituti toscani conservano, per raccontare. Nei sei video pubblicati finora appaiono il vissuto di un popolo in guerra e la capacità di opporsi dei toscani. Fu Resistenza con e senz’armi, quando tanta parte della popolazione scelse di schierarsi con gli antifascisti di lungo periodo.

La “pillola” di martedì 12 maggio è sulla Resistenza delle donne, a cura di Luciana Rocchi, e racconta storie eccezionali, ora per singole personalità, ora per la coralità della partecipazione. Ci sono le medaglie d’oro al valor militare toscane, e anche le ragazze che entrano in formazione, talvolta adolescenti, come la nostra Nara Scaloncini, scomparsa da poco. Sono documentati i gesti temerari – la contadina che si rivolta alla RSI nel rastrellamento di Montemaggio e le donne di Carrara che impediscono ai tedeschi di svuotare la città. Ma ci sono anche le fantastiche donne apuane, che filtrano acqua di mare per ricavare sale da scambiare con farina, o quelle delle campagne maremmane e senesi che danno ricovero e nutrono i partigiani.

Il fine, si dice nel filmato, va oltre i mesi della Resistenza toscana, perché cerca di rispondere a domande sul dopoguerra: quanto rimane di queste esperienze, se, come chiede Wanda Parracciani, le donne non si limiteranno più all’impegno in situazioni eccezionali.

Episodi precedenti:

>>>Resistere con o senza armi, curato da Pietro Clemente

>>>Scioperi e deportazione politica” curato da Camilla Brunelli

>>>La persecuzione degli ebrei, curato da Catia Sonetti

>>>Vivere nella guerra totale, curato da Matteo Grasso

>>>8 settembre 1943: l’ora delle scelte, curato da Nicola Barbato

>>>La RSI in Toscana” curato da Francesca Cavarocchi

Tempo di scuola 2020 – Proposta didattica dell’Istituto di Grosseto per insegnanti e studenti

E’ uscita la brochure “Tempo di scuola 2020″, con le proposte formative e didattiche per insegnanti e studenti dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea.

>>Versione pdf

>>Versione sfogliabile

copertina-brochure

Pillole di Resistenza #8: “Le stragi in Toscana”

E’ on line

Le stragi in Toscana

Ottavo episodio, curato da Gianluca Fulvetti, della web serie “Pillole di Resistenza”, progetto della rete degli Istituti storici della Resistenza toscani e sostenuto dalla Regione Toscana


Episodi precedenti:
>>>Donne, fra guerra e Resistenza, curato da Luciana Rocchi
>>>Resistere con o senza armicurato da Pietro Clemente
>>>Scioperi e deportazione politica” curato da Camilla Brunelli
>>>La persecuzione degli ebrei, curato da Catia Sonetti
>>>Vivere nella guerra totale, curato da Matteo Grasso
>>>8 settembre 1943: l’ora delle scelte, curato da Nicola Barbato
>>>La RSI in Toscana” curato da Francesca Cavarocchi

Tutte le piazze virtuali per celebrare con noi il 75° della Liberazione

La particolare situazione di emergenza sanitaria, che ha imposto il distanziamento sociale, ha messo in discussione le modalità tradizionali di partecipazione al 25 aprile, celebrato da tre quarti di secolo in forma collettiva e nelle piazze. Ma non è venuta meno la volontà del commemorare, del “ricordare insieme”. Il passaggio dalla piazza-luogo-fisico alla piazza-luogo-virtuale lascia intatto lo spirito della celebrazione: festeggiare la Liberazione dal nazifascismo, riaffermare i valori sui quali si fonda la nostra Costituzione.

Per un Istituto che ha come missione statutaria quelle della divulgazione, della formazione e della conoscenza storica, questa nuova forma di partecipazione è sì occasione per veicolare contenuti digitali di natura scientifica, ma anche per condividere gli impegni di ricerca in essere su un periodo cruciale della storia del nostro paese.

In occasione del 75° anniversario della Liberazione, la rete toscana degli Istituti della Resistenza e dell’età contemporanea, sostenuta dalla Regione Toscana, ha realizzato il progetto “Pillole di Resistenza”, una web serie in 10 episodi, pubblicati settimanalmente ogni martedì fino al prossimo 2 giugno nei profili fb e nei siti web degli Istituti (per Grosseto: www.facebook.com/isgrec.istitutostoricogr e www.isgrec.it). Gli Istituti toscani hanno inoltre aderito alla campagna social dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, #RaccontiamolaResistenza, e alla speciale diretta che sarà tenuta sull’omonima pagina facebook il giorno della Liberazione. L’Istituto di Grosseto parteciperà inoltre il pomeriggio del 25 aprile al livestreming del FestivalResistente (www.festivalresistente.online), proponendo, a partire dalle 15.40 circa, una visita guidata virtuale alle pietre d’inciampo, collocate nel 2017 dall’artista Gunter Demnig davanti al palazzo comunale, a ricordo dei deportati politici grossetani nei campi del Reich.

L’attenzione alla storia locale, pur inserita nel contesto di quella generale, ha determinato, inoltre, la scelta, d’accordo con il Comune di Cinigiano, di pubblicare interamente on line il documentario “Fu la loro scelta”, prodotto dall’Isgrec e dallo stesso Comune, per la regia di Luigi Zannetti e la consulenza storica di Luciana Rocchi e Elena Vellati: nel coro di voci del documentario, quella di testimoni d’eccezione, tutti legati al territorio cinigianese, due resistenti e tre IMI che pagarono la loro scelta di non aderire alla RSI con l’internamento militare nei campi di concentramento. Il documentario sarà disponibile dalla mattina del 25 aprile sul sito web dell’isgrec (www.isgrec.it).

L’interesse dell’Istituto per la storia della Resistenza nel territorio grossetano è oggetto di riflessione e analisi sempre nuove, di pari passo con la storiografia e il mutamento delle aree di interesse di studio. L’importanza data negli ultimi anni da molti storici alla Resistenza civile, all’operato di chi non combatté in armi ma sostenne e appoggiò i resistenti, al ruolo delle donne e l’attenzione verso le diverse modalità di dissenso di una popolazione alle prese con le difficili condizioni imposte dalla guerra sono solo alcune delle piste di indagine avviate da un giovane gruppo di ricerca dell’Isgrec, che da circa un anno sta lavorando sulle fonti. Fra di esse, quell’archivio del Comitato provinciale di Liberazione nazionale che l’Istituto conserva fin dalla sua fondazione, e che si spera possa tornare rapidamente disponibile ai ricercatori quando le carte e la biblioteca dell’Isgrec avranno trovato una nuova casa.

Giorno della memoria 2020: tutte le iniziative dell’Isgrec

>>> Invito

Il calendario civile nazionale ha il fine di non cancellare la memoria del passato su cui popoli e Stati hanno costruito le proprie tavole di valori. Ci sono date comuni a paesi europei e non, che hanno un vissuto comune, date segnate in storie nazionali. Nel Novecento, da guerre e catastrofi umanitarie derivano memorie comuni, che hanno mantenuto nel tempo liturgie e simboli. La memoria ha una sua storia, che muta col mutare della vita dei popoli e delle forme della convivenza, nazionale e internazionale. Guardando all’Europa, l’attualità ci consegna una crisi delle memorie comuni – sempre più separate fra est e ovest – e un ritorno di sentimenti che produssero quelle catastrofi. È sempre più problematico scegliere gli strumenti per dar forma a un ricordo, che faccia argine al rovesciamento di valori, inscritti nelle Costituzioni democratiche e nelle ragioni istitutive dell’unità europea. Ma è un compito, da assolvere in modo diverso, ora che è quasi del tutto finita “l’era del testimone”. Accanto alla memoria e alla ricostruzione degli eventi e alla continua ricerca di spiegazioni storiche – la storiografia se ne incarica e progredisce continuamente –, serve uno sguardo sul passato reso più acuto dalle ragioni del presente per parlare alle nuove generazioni. Serve una pedagogia della memoria capace di scegliere linguaggi giusti; lavoro in corso, complesso e lungo, ma su cui è importante avviare una nuova riflessione oggi, a vent’anni dalla legge n. 211 che istituì il “Giorno della Memoria”.

Di seguito indichiamo le iniziative organizzate dall’Istituto storico della Resistenza di Grosseto in collaborazione con altre importanti realtà associative e istituzionali o a cui rappresentanti dell’Istituto partecipano con enti locali e Istituzioni.

27 GENNAIO

Alle 9 al teatro “Salvini” di Pitigliano, si terrà la commemorazione ufficiale alla presenza di Fabio Marsilio (Prefetto di Grosseto), Giovanni Gentili e Pierandrea Vanni  (Sindaci di Pitigliano e Sorano), Elena Servi (Presidente associazione “La piccola Gerusalemme”) e il Prof. Franco Dominici; partecipa Luciana Rocchi (Isgrec) con un breve intervento per gli studenti delle scuole superiori di Pitigliano e Sorano presenti alla cerimonia, nel corso della saranno consegnate le medaglie d’onore alle famiglie di Italo Renzoni e Antenore Simi, internati militari.

Alle 11 in Piazza del Duomo a Grosseto saranno ricordati i deportati politici grossetani; dopo i saluti istituzionali del Sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e di Giuseppe Corlito, Presidente della sezione ANPI “E. Palazzoli”, Elena Vellati (Isgrec) condurrà una visita guidata per la cittadinanza e le scuole alle pietre d’inciampo, installate nel 2017 da Gunter Demnig su iniziativa dell’Isgrec, e al bassorilievo di Tolomeo Faccendi nell’atrio del Palazzo comunale, opera donata al Comune dalla famiglia Mazzoncini. Le visite guidate proseguiranno fino al 31 gennaio su prenotazione delle scuole. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’ANPI provinciale “N. Parenti” e l’ANPI comunale “E. Palazzoli” di Grosseto.

Alle 17.30 alla Multisala Aurelia Antica sarà proiettato il documentario “Anne Frank. Vite parallele”. Con la voce narrante del premio Oscar Helen Mirren, saranno “messe in parallelo” le vite di Anne Frank, uccisa nei campi di sterminio, la “sommersa”, e quella di cinque sopravvissute, le “salvate”, tuttora in vita: Arianna Szörenyi (1933), Sarah Lichtsztejn-Montard (1928), Helga Weiss (1929) e le sorelle Andra e Tatiana Bucci (1937 e 1939), tutte accomunate dall’essere all’incirca coetanee di Anne Frank e dall’aver subito da giovanissime, la persecuzione e la deportazione, bambine a cui è stata negata l’infanzia e che hanno perduto nei lager gli affetti più cari. I racconti delle sopravvissute alla Shoah danno voce al silenzio del diario di Anne, che si interrompe improvvisamente con l’arresto nel rifugio segreto di Amsterdam il 4 agosto 1944. L’iniziativa, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, sarà preceduta dai saluti di Fabio Marsilio (Prefetto di Grosseto), Antonfrancesco Vivarelli Colonna (Sindaco di Grosseto), Loriano Valentini (Direttore Isgrec), Mariella Folchi (Libreria delle ragazze) e Flavio Agresti (ANPI Provinciale “Norma Parenti”). L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Libreria delle ragazze, il centro antiviolenza Olympia de Gouges e l’ANPI provinciale “N. Parenti”.

Alle 21 nella Sala consiliare del Comune di Roccastrada si terrà la commemorazione pubblica in memoria della piccola Gigliola Finzi, nata nel febbraio 1944 nel campo di concentramento per ebrei di Roccatederighi, deportata e uccisa 3 mesi dopo ad Auschwitz. Sarà donata alla Comunità Ebraica di Livorno l’installazione “Pompei 1944”, creata da Renato Pisani e Antonello Mendolia. Parteciperanno: Fabio Marsilio (Prefetto di Grosseto), Francesco Limatola (Sindaco del Comune di Roccastrada), Eugenio Giani (Presidente del Consiglio regionale toscano), Leonardo Marras (Consiglio regionale toscano), Rav Elia Richetti  (Tempio Ebraico di Via Eupili Milano), Ariel Finzi (Comunità Ebraica di Napoli), Gadi Polacco (Comunità Ebraica di Livorno), Fabrizio Boldrini (direttore COeSO SdS Grosseto), Luciana Rocchi (ISGREC), Valeria Zoni (Presidente Pro Loco di Roccatederighi).

28 GENNAIO

Il 28 gennaio alle 9.30 alla Multisala Aurelia Antica si terrà l’iniziativa “Bambini sommersi, bambini salvati”, riservata alle scuole secondarie di secondo grado. Dopo i saluti di Fabio Marsilio (Prefetto di Grosseto), Nicoletta Farmeschi (Ufficio scolastico provinciale VII Ambito Territoriale Grosseto) e di Loriano Valentini (Direttore Isgrec), Luciana Rocchi (Isgrec) terrà una lezione sul delicato tema della persecuzione e sterminio dei bambini. A seguire la proiezione del documentario “Anne Frank. Vite parallele”. L’iniziativa, gratuita e su prenotazione, è organizzata in collaborazione con la Libreria delle ragazze, il Centro antiviolenza Olympia de Gouges e l’ANPI provinciale “N. Parenti”.

5 FEBBRAIO

Il 5 febbraio alle ore 10.30 Don Franco Cencioni e Luciana Rocchi (Isgrec) accompagneranno studenti e cittadinanza in visita al seminario vescovile di Roccatederighi, sede del campo di concentramento per ebrei dal novembre 1943 alla Liberazione del territorio roccastradino.

9 MARZO

Il 9 marzo è prevista invece una visita al memoriale italiano di Auschwitz, oggi collocato a Firenze, e al Museo della Deportazione di Figline di Prato. Accompagnerà le classi del Liceo Classico Elena Vellati (Isgrec), che terrà anche lezioni preliminari di approfondimento su Blocco 21 e sulla storia del memoriale nella Biblioteca dell’Isgrec.

Info e prenotazioni per le scuole: ISGREC, 0564 415219, segreteria@isgrec.it, www.isgrec.it

Corso di formazione “La Filosofia educa alla cittadinanza i bambini”

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Corso di formazione per insegnanti | Sperimentazione in classe

A cinque anni dall’inizio dell’esperienza di Filosofia con i bambini, nell’anno scolastico 2019-20 un progetto più ambizioso può contare sul sostegno di una Fondazione bancaria – Cassa di Risparmio di Firenze –, che ha creduto nella validità di questa innovazione. Per fare filosofia con i bambini non si introduce una materia. Si occupa uno spazio meta-disciplinare, traendo dalla filosofia un metodo: il principio della pratica dialogica, l’abito mentale della domanda, la traduzione dell’interrogazione del filosofo in stimolo al pensiero critico dell’allievo. È un contributo all’educazione dei futuri cittadini all’autonomia e alla relazione con l’altro.

Il progetto prevede un corso per insegnanti della scuola primaria, aperto alla secondaria di primo grado.

La durata e il periodo: ottobre-febbraio, per lezioni-laboratorio ed ore dedicate all’autoformazione.

Docenti: Alfonso Maurizio Iacono e Luca Mori (Università di Pisa), Luciana Rocchi (ISGREC)

Il fine: formare insegnanti esperti, in grado di:

  • accompagnare successivamente una sperimentazione nelle proprie classi
  • disseminare le competenze acquisite
  • documentare il lavoro per una pubblicazione

Nel primo incontro sarà a disposizione degli insegnanti il materiale per il corso.

Saranno presenti anche insegnanti che hanno già realizzato la sperimentazione.

Calendario

Lunedì 21 ottobre, ore 16,30-18,30, Luciana Rocchi, Perché filosofia con i bambini?.

Lunedì 28 ottobre, ore 16,30-18,30. Alfonso Maurizio Iacono, Che cos’è la filosofia

Novembre 2019-febbraio 2020. Lezioni con Luca Mori e Luciana Rocchi

Sede del corso: Biblioteca Francesco Chioccon, ISGREC, Cittadella dello studente

Giorno del Ricordo 2020 a Grosseto

locandinagifIl prossimo 10 febbraio sarà il sedicesimo “Giorno del Ricordo”, data del calendario civile nazionale a partire dalla emanazione della legge dello Stato 92 del 2004. Per questo le istituzioni incontreranno studenti di scuole grossetane alle 10 del mattino di lunedì 10, nella Sala degli Specchi del Palazzo della Prefettura.

ISGREC e ANPI saranno presenti, in quanto associazioni che, seppure in modi differenti, hanno interesse alla elaborazione di un lutto e alla gestione di una cultura della memoria delle vicende del confine alto-Adriatico. La stessa ANPI nazionale il 4 febbraio ha voluto riunire a Roma, nella Biblioteca del Senato, storiche e storici, autori di ricerche essenziali sulla storia del Novecento in quell’area.

Alla legge, nata dall’esigenza di fare progressivamente sempre più luce attraverso la storia, l’ISGREC ha risposto fin dal 2005 non solo attraverso iniziative pubbliche (recentissima la partecipazione al convegno su Fiume, a Roma, a Palazzo Giustiniani, a fianco di associazioni di esuli, con cui è in atto una pluriennale collaborazione). Nel corso degli anni l’ISGREC ha contribuito alla diffusione delle conoscenze storiche soprattutto attraverso una ricerca storico-didattica e una produzione culturale. Di quella, che oggi è l’eredità di una lunga stagione di impegno dell’Istituto storico grossetano, hanno potuto avvalersi popolazione e scuole, grossetane e toscane. Questo 10 febbraio vedrà la presentazione di tutto quanto è oggi a disposizione della nostra scuola.

Dopo il saluto di Fabio Marsilio (Prefetto di Grosseto), Antonfrancesco Vivarelli Colonna (Sindaco di Grosseto), Enrico Baccetti (Ufficio Scolastico Provinciale) e Flavio Agresti (Presidente ANPI Prov.le “Norma Parenti”), Luciana Rocchi descriverà la produzione culturale e didattica dell’Isgrec. Laura Benedettelli, autrice di uno dei pochissimi studi toscani su esodo e accoglienza, presenterà la nuova edizione di “I profughi giuliani, istriani, fiumani e dalmati in provincia di Grosseto”. Quello che era un e-book è stato stampato in un piccolo numero di copie. Seguirà la proiezione del documentario “La conoscenza scaccia la paura. Storie dall’alto Adriatico, il confine più difficile del Novecento” (produzione Isgrec/Regione Toscana), presentato dal regista, Luigi Zannetti.

Infine, visita guidata di Elena Vellati (ISGREC) alla mostra “La nostra storia e la storia degli altri. Viaggio intorno al confine orientale” (produzione Isgrec/Regione Toscana). La mostra rimarrà esposta il 10 febbraio con orario 10-13, 15-18 per la cittadinanza; sarà possibile solo per le scuole effettuare visite guidate su prenotazione dal 24 al 27 febbraio con orario 9-13 (info e prenotazioni: Isgrec, 0564415219).

Dal giorno successivo, insegnanti e studenti toscani partiranno per il secondo viaggio di studio, che la Regione Toscana ha affidato all’ISGREC, per un’esperienza diretta dei luoghi-simbolo del confine e, per la prima volta, di due luoghi della memoria toscana di quelle storie: Renicci (campo di prigionia di slavi), Laterina (campo profughi). La partenza avviene a pochi mesi da una Summer school (Rispescia-GR, agosto 2019), che è stato un importante momento di formazione per gli insegnanti. Al ritorno dal viaggio, i grossetani potranno dar conto della loro esperienza, anche attraverso un “giornale di bordo”, di cui saranno redattori, con la guida di due giornalisti e di un fotografo. Così si andrà oltre un rituale celebrativo, per fare di questa complessa storia una chiave per l’educazione civile.

Festa della Toscana 2019: due appuntamenti a Grosseto il 30 novembre

per-mailFesta della Toscana 2019

 La Toscana e la Maremma… a memoria. Tracce

Sabato 30 novembre 2019 | Grosseto

Quest’anno la festa della Toscana estende idealmente la cronologia di riferimento: le celebrazioni leonardesche richiamano l’inizio della Rinascenza; è alle porte il 50° della Regione. Più che nelle passate edizioni, appare in evidenza che, seppure in forme diverse, le molte Toscane di cui si compone una regione tutt’altro che uniforme sono parte di un’unica storia culturale. Ma: quanta consapevolezza si ha della civiltà cui apparteniamo? Fin dove arriva la memoria delle radici di una tradizione culturale, che è uno degli snodi fondamentali per l’affermazione in Europa di valori universali? Domande necessarie, ma da declinare in forme adeguate al tempo presente, non per assecondare, ma per contrastare pulsioni verso chiusure identitarie. Lo si può fare con naturalezza, se si pensa che i momenti di maggiore grandezza della Toscana sono stati frutto di incroci e contaminazioni con molte e differenti alterità. Memoria e storia sono le chiavi che intendiamo usare. Il presupposto: non sempre nella quotidianità si riesce a istituire un nesso fra ciò che cade sotto la nostra esperienza e il contenuto storico, i significati, il valore per l’attualità che possiedono, per esempio, toponomastica, targhe o cippi, modi di dire, nomi di persone, forme del paesaggio… Compito che affidiamo a questo progetto: investire giovani del ruolo di suscitatori di memoria, una volta acquisite le necessarie conoscenze, per restituire diffusamente quel che il loro lavoro produrrà. I beni culturali nel corso degli anni sono stati riserva di suggestioni per dare alla festa della Toscana le basi utili ad alimentare memoria del passato, richiamato dalla data del 30 novembre. Nel 2019 lo sono in misura maggiore: la biblioteca di Mario Mirri, studioso dell’età lorenese, attento soprattutto al primo fra i riformatori, Pietro Leopoldo, sta per entrare per sua volontà nel patrimonio librario dell’ISGREC. Così daremo un significato speciale alla ricerca su storia e memoria: scuola e comunità locale saranno coinvolti nell’esplorazione di questo nuovo giacimento. A storici che hanno condiviso con Mario Mirri studi importanti sulla Toscana moderna è affidata l’apertura di un ciclo di incontri di lavoro, dentro e fuori dalla scuola, a Grosseto e a Cinigiano. A studenti e insegnanti, il compito iniziale di mostrare al pubblico quello che negli anni la scuola grossetana ha prodotto, grazie a un’interpretazione non solo celebrativa del calendario civile regionale, secondo quella che per l’ISGREC è una tradizione consolidata.

PROGRAMMA:

Ore 10 | Aula magna del Polo Universitario grossetano (Via Ginori 43)

Gabriella Papponi Morelli, Presidente del Polo Universitario grossetano

Saluto

Elena Vellati, ISGREC

Festa della Toscana 2019. In linea con la tradizione, un lavoro per la scuola a Grosseto e a Cinigiano

Luciana Rocchi, ISGREC

Maremma e Toscana nella produzione di quattro anni di lavoro dell’ISGREC per la Festa della Toscana

Studenti della classe 3°- Scuola Media di Cinigiano

Il nostro paesaggio

Studenti dell’ISIS Leopoldo II di Lorena di Grosseto

Storie e luoghi della Maremma lorenese

 

***

 Ore 16,30 | Sala Mirto Marraccini, BancaTEMA (Corso Carducci 14)

Rappresentante della Direzione di BancaTEMA

Loriano Valentini, Direttore dell’ISGREC

Leonardo Marras, Consiglio Regionale della Toscana

Romina Sani, Sindaco del Comune di Cinigiano

Saluti

 

Elena Vellati, ISGREC

Introduzione

 

Giuliana Biagioli, Università di Pisa

Mario Mirri e la “Scuola pisana”: un contributo alla comprensione delle specificità della Toscana

 

Franco Angiolini, Università di Pisa

La biblioteca di Mario Mirri: il valore di un bene culturale per la conoscenza della Toscana.

 

Luciana Rocchi, ISGREC

Conclusioni