“La sola colpa di essere nati” di Gherardo Colombo e Liliana Segre

Nel libro, edito da Garzanti,  Liliana Segre e Gherardo  Colombo ripercorrono i drammatici momenti personali e collettivi, dall’emanazioni delle leggi antiebraiche alla Shoah, e si interrogano sulla profonda differenza che intercorre tra giustizia e legalità, sottolineando la necessità di non voltare mai lo sguardo davanti alle ingiustizie, per fare in modo che le pagine più oscure della nostra storia non si ripetano mai più. Interverrà Gherardo Colombo che ne discuterà con Nicoletta Fasano (Israt).

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“Rendiconto. La sinistra italiana dal Pci ad oggi”

Un libro, un resoconto, un rendiconto, a volte una resa dei conti piuttosto amara. Claudio Petruccioli ne discute con Mario Renosio (Israt)petruccioli

“I drammi del confine orientale” – Giorno del Ricordo 2021

Conferenza on line giorno-ricordo-2021di Enrico Miletto sul tema: “L’eredità della guerra: gli spostamenti forzati di popolazione e l’esodo giuliano-dalmata”

“I drammi del confine orientale” – Giorno del Ricordo 2021

Conferenza on line di Eric Gobetti sul tema: “Una guerra totale: l’occupazione nazifascista dei Balcani, la resistenza jugoslava, le foibe”.

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“N come nemico. La propaganda e la creazione del nemico”

Nell’ambito della Rassegna “Alfabeti di cittadinanza” il Cpia (Centro Provinciale Istruzione Adulti) di Asti e l’Israt organizzano un incontro sui meccanismi della propaganda fascista e nazista per la costruzione del nemico interno e la criminalizzazione della diversità.

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“Il poema dei Salvati. Storie di accoglienza nel Canellese”

Il Teatro degli Acerbi con l’Associazione Memoria Viva di Canelli (At) e l’Israt organizzano la proiezione di un documentario che ricostruisce la vicenda di quasi cinquecento ebrei croati internati nell’Astigiano e le storie di accoglienza e di protezione che hanno permesso la salvezza della maggior parte di loro.

Nel buco nero di Auschwitz

Presentazione dell’ultimo libro di Giovanni Tesio, Nel buco nero di Auschwitz . L’autore, già ordinario di letteratura italiana presso l’Università del Piemonte Orientale e collaboratore per molti anni a “La Stampa”, “Tuttolibri”, “L’indice” ed altre testate, ha curato un’antologia che “nel nome dei senza voce dice quanto può attraverso la voce di chi è sopravvissuto e di chi su quelle voci ha costruito il racconto infinito dell’offesa” (Giovanni Tesio). Il volume segue l’antologia dedicata alla poesia, Nell’abisso del Lager (2019).

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LA FORZA DEI LUOGHI AL TEMPO DEL COVID 19: STORIE, TERRITORI, PATRIMONI CULTURALI

L’Istituto della Resistenza di Asti, in collaborazione con Casa della Memoria di Vinchio e Consiglio Regionale-Comitato Valori Resistenza e Costituzione, organizza un corso di formazione on line per insegnanti. Gli incontri si svolgeranno sulla piattaforma Zoom tutti i mercoledì, a partire dall’11 novembre, dalle ore 17 alle ore 19. Per le iscrizioni: didattica@israt.it entro il 9 novembre.

Per saperne di più: http://www.israt.it/iniziative/iniziative-recenti-2018-2020/530-corso-di-formazione-e-aggiornamento-on-line-cittadinanza-e-costituzione.html

 

“Guido suonava il violino”

A Scurzolengo, presso il Salone Municipale, alle ore 21,00 spettacolo teatrale, testo e regia di Patrizia Camatel, con Elena Formantici, liberamente tratto dal racconto Un violino di Nicoletta Fasano. Si tratta di un monologo teatrale tutto al femminile che si dipana come un racconto giallo e assume le misteriose atmosfere di un thriller a carattere storico. Un vecchio violino entra prepotentemente nella quotidianità di una donna, ricercatrice di professione, costringendola ad abbandonare il suo rassicurante, scientifico metodo di indagine e chiedendole di dedicarsi, anima e cuore, alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio. Attraverso un sofferto percorso di ricerca, specialmente dentro se stessa, la ricercatrice comprenderà che restituire il nome al proprietario del violino è affermare la sua esistenza: un atto di resistenza contro il sistema concentrazionario nazifascista, progettato per annientare, spersonalizzare. Il nodo centrale del lavoro teatrale non è tanto la Shoah, ma ciò che l’ha preceduto: la vita delle singole persone, con le loro gioie, miserie, speranze, scelte, legami. Un monito attualissimo a non lasciar indietro nessuno, a farsi carico degli altri: perché se si ha il coraggio di guardare negli occhi l’altro, chiamandolo per nome, forse sarà possibile evitare che in altri tempi, in altri luoghi, si permetta che uomini, donne e bambini “anonimi” soffrano e muoiano nell’indifferenza generale.

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“Guido suonava il violino”

A Villanova d’Asti spettacolo teatrale, testo e regia di Patrizia Camatel, con Elena Formantici, liberamente tratto dal racconto Un violino di Nicoletta Fasano. Si tratta di un monologo teatrale tutto al femminile che si dipana come un racconto giallo e assume le misteriose atmosfere di un thriller a carattere storico. Un vecchio violino entra prepotentemente nella quotidianità di una donna, ricercatrice di professione, costringendola ad abbandonare il suo rassicurante, scientifico metodo di indagine e chiedendole di dedicarsi, anima e cuore, alla ricostruzione di una storia da salvare dall’oblio. Attraverso un sofferto percorso di ricerca, specialmente dentro se stessa, la ricercatrice comprenderà che restituire il nome al proprietario del violino è affermare la sua esistenza: un atto di resistenza contro il sistema concentrazionario nazifascista, progettato per annientare, spersonalizzare. Il nodo centrale del lavoro teatrale non è tanto la Shoah, ma ciò che l’ha preceduto: la vita delle singole persone, con le loro gioie, miserie, speranze, scelte, legami. Un monito attualissimo a non lasciar indietro nessuno, a farsi carico degli altri: perché se si ha il coraggio di guardare negli occhi l’altro, chiamandolo per nome, forse sarà possibile evitare che in altri tempi, in altri luoghi, si permetta che uomini, donne e bambini “anonimi” soffrano e muoiano nell’indifferenza generale.

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