L’Israt e l’Archivio di Stato di Asti, presentano il diario di Remigio Albenga, superstite di Cefalonia. e Internato militare. La pubblicazione delle sue memorie è stata curata da Massimo Branda e Vittorio Rapetti. Ne discuteranno , presso l’ARchivio di Stato di Asti, con l’autore Massimo Branda Nicoletta Fasano, direttrice Israt, e Luca Stroppiana, vice presidente dell’associazione Memoria Viva di Canelli (At).
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Cucire il tempo… Voci di donne ritrovate
Nell’ambito dell’undicesima edizione de “La Notte degli Archivi”, patrocinata dall’ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana, dedicata al tema “quello che non c’è” in archivio, l’ISRAT e la Casa degli Alfieri – Archivio della Teatralità popolare propongono letture e canzoni per narrare le storie delle donne dal 1946. Presso la sede dell’Israt l’archivio verrà presentato come contenitore di storie, come dispositivo ricreatore, che cuce narrazioni, tempi, silenzi. Le storie al femminile vivranno nelle stanze piene di libri e di documenti, attraverso un’operazione di scoperta dell’archivio, che viene fisicamente aperto al pubblico e i cui materiali vengono esposti sui tavoli dove normalmente i ricercatori lavorano, studiano e riordinano le carte. L’appuntamento è per venerdì 5 giugno a Palazzo Ottolenghi (Corso Alfieri 350) con tre turni di visita ed ascolto: ore 19,30, ore 21, ore 22 per ascoltare le voci di Patrizia Camatel, Paola Malandrone e Jane Plumbini e le note suonate da Gianpiero Malfatto e Piercarlo Cardinali. Per informazioni: 328/706.90.85 (telefonare in orario pomeridiano), info@israt.it; info@archivioteatralita.it e www.archivissima.it
La voce narrante di Mario Renosio, la chitarra e la voce di Piercarlo Cardinali, con Giampiero Malfatto al basso, trombone e flauti portano sul palco i sogni e i drammi di una generazione. E’ il modo dell’Israt di accompagnare il pubblico in un viaggio nel tempo: dai vent’anni che hanno condotto un’Italia prevalentemente contadina, uscita stremata ma con grandi speranze dalla dittatura fascista e dalla guerra, fino alla nascita del Paese industriale. Il racconto segue il filo delle speranze, dei sogni e della voglia di divertirsi degli italiani, senza dimenticarne i drammi. Se quel periodo storico è stato immortalato dai grandi romanzi e dai film del Neorealismo, lo spettacolo dimostra come lo si possa rileggere anche attraverso i testi delle canzoni di Sanremo, la scoperta dei ritmi americani e le prime canzoni d’autore. La musica si intreccia così con le passioni sportive e politiche, con l’emigrazione, il lavoro e l’evoluzione dei consumi e dei costumi. Tutti elementi che hanno cambiato profondamente la società e la percezione stessa del mondo. Con la collaborazione del Consiglio Regionale del Piemonte-Comitato Valori Resistenza e Costituzione
Ingresso gratuito
“Vedrai com’è bello…” – Voci, strade, canzoni
La voce narrante di Mario Renosio, la chitarra e la voce di Piercarlo Cardinali, con Giampiero Malfatto al basso, trombone e flauti portano sul palco i sogni e i drammi di una generazione. E’ il modo dell’Israt di accompagnare il pubblico in un viaggio nel tempo: dai vent’anni che hanno condotto un’Italia prevalentemente contadina, uscita stremata ma con grandi speranze dalla dittatura fascista e dalla guerra, fino alla nascita del Paese industriale. Il racconto segue il filo delle speranze, dei sogni e della voglia di divertirsi degli italiani, senza dimenticarne i drammi. Se quel periodo storico è stato immortalato dai grandi romanzi e dai film del Neorealismo, lo spettacolo dimostra come lo si possa rileggere anche attraverso i testi delle canzoni di Sanremo, la scoperta dei ritmi americani e le prime canzoni d’autore. La musica si intreccia così con le passioni sportive e politiche, con l’emigrazione, il lavoro e l’evoluzione dei consumi e dei costumi. Tutti elementi che hanno cambiato profondamente la società e la percezione stessa del mondo.
Il reading musicale è realizzato in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte-Comitato Valori Resistenza e Costituzione
Ingresso gratuito
“Vedrai com’è bello…” – Voci, strade, canzoni
La voce narrante di Mario Renosio, la chitarra e la voce di Piercarlo Cardinali, con Giampiero Malfatto al basso, trombone e flauti portano sul palco i sogni e i drammi di una generazione. E’ il modo dell’Israt di accompagnare il pubblico in un viaggio nel tempo: dai vent’anni che hanno condotto un’Italia prevalentemente contadina, uscita stremata ma con grandi speranze dalla dittatura fascista e dalla guerra, fino alla nascita del Paese industriale. Il racconto segue il filo delle speranze, dei sogni e della voglia di divertirsi degli italiani, senza dimenticarne i drammi. Se quel periodo storico è stato immortalato dai grandi romanzi e dai film del Neorealismo, lo spettacolo dimostra come lo si possa rileggere anche attraverso i testi delle canzoni di Sanremo, la scoperta dei ritmi americani e le prime canzoni d’autore. La musica si intreccia così con le passioni sportive e politiche, con l’emigrazione, il lavoro e l’evoluzione dei consumi e dei costumi. Tutti elementi che hanno cambiato profondamente la società e la percezione stessa del mondo.
Proiezione del documentario “I diari di mio padre” di Ado Hasanović
Mercoledì 14 maggio 2025, alle ore 19:30, verrà proiettato al Cinema La Gran Guardia di Livorno il documentario My father’s diaries (“I diari di mio padre”) del regista bosniaco Ado Hasanović, che sarà presente in sala e risponderà alle domande del pubblico.
La proiezione sarà preceduta alle ore 18:00 da un incontro-intervista con il regista, a ingresso gratuito, che si terrà nell’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Secondaria “Vespucci-Colombo” (sede di piazza Vigo, Livorno).
“I diari di mio padre” è un documentario che esce in occasione dei trent’anni dal genocidio di Srebrenica. Si tratta di un’opera a più livelli che integra fonti memorialistiche originali (i diari e i filmati di vita quotidiana girati all’epoca dal padre di Ado, Bekir Hasanović) con una riflessione sugli effetti a lungo termine causati dalla guerra. L’accento è posto soprattutto sulla difficoltà incontrata da padre e figlio nell’affrontare la memoria di quegli anni: il primo vorrebbe tacere per dimenticare, il secondo sente il bisogno di fare domande per capire.
“Se tutto il mare di questa terra fosse inchiostro…”
Il Comune di Viarigi (At) e l’Israt presentano il libro di Nicoletta Fasano, Se tutto il mare di questa terra fosse inchiostro… Deportazioni, storia, memorie. E’ un volume che, partendo dalle riflessioni e da un bilancio critico sulla Giornata della Memoria, ricostruisce i meccanismi e le responsabilità delle deportazioni dall’Astigiano, le storie delle vittime, i difficili ritorni dei sopravvissuti e l’evolversi delle loro memorie.
Quante storie… Alle radici della nostra democrazia
Il Comune e la Biblioteca di Castagnole Monferrato (At) con l’Israt, organizzano le celebrazioni dell’80° anniversario della Liberazione con un incontro dedicato ai ragazzi di ieri e di oggi, con gli studenti della scuola secondaria di primo grado di Montemagno (At).
Una lettera, un soffio… Libertà
“Il Voltagabbana di Davide Lajolo”
Alberto Sinigaglia, giornalista, critico letterario e Presidente del Polo del ’900, presenterà la ristampa de Il voltagabbana di Davide Lajolo, presso l’Arcoscenico-Casa del Teatro3 . Organizza l’Associazione culturale “Davide Lajolo” in collaborazione con l’Anpi provinciale di Asti, l’Israt e la Biblioteca Astense.
Nel libro autobiografico Davide Lajolo mette a confronto le sue vicende con quelle di Francesco Scotti, antifascista coerente, che partecipò alle Brigate internazionali di Spagna e fu poi Ispettore delle Brigate Garibaldi in Piemonte durante la Resistenza. Le due storie parallele si incontrarono e confluirono nel fuoco della guerra partigiana. E fu proprio Francesco Scotti Augusto a credere alla conversione politica del partigiano Ulisse. Il luogo elettivo del libro è un piccolo paese del Monferrato, Vinchio, dove Lajolo è nato nel 1912. Ed è a Vinchio, dopo le guerre fasciste, che il protagonista maturò la nuova consapevolezza da che parte stare e diventò il partigiano Ulisse formando la banda di giovani contadini del paese. La prima edizione del libro uscì nel 1963 per le edizioni de Il Saggiatore.








